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Scomparso Carlo Rambaldi, papà di E.T.

Si è spento a 86 anni all'ospedale di Lamezia Terme il mago italiano degli effetti speciali (per ben tre volte ha vinto l'Oscar) Carlo Rambaldi, un artista di vecchio stampo, un artigiano del set che odiava, su tutti, il computer: «Si è persa la magia, come quando un prestigiatore rivela i suoi trucchi ai presenti. Adesso tutti i ragazzi possono creare i propri effetti speciali con il computer di casa» diceva a chi gli chiedeva del suo lavoro. «Il digitale costa circa otto volte più della meccatronica. E.T. è costato un milione di dollari, l'abbiamo realizzato in tre mesi. Nel film ci sono circa 120 inquadrature. Se noi volessimo realizzare la stessa cosa con il computer ci vorrebbero almeno 200 persone per un minimo di cinque mesi» disse.
Il suo primo Oscar arrivò con King Kong di John Guillermin del 1976, per il quale creò un gorilla robot alto 12 metri mentre nel 1979, insieme a Hans Ruedi Giger, collaborò nella realizzazione della creatura aliena protagonista di Alien di Ridley Scott. La collaborazione con Steven Spielberg iniziò nel 1977 durante le riprese di Incontri ravvicinati del terzo tipo, mentre nel 1982 arrivò l'altro oscar con E.T. l'extra-terrestre. Nel 1984 Rambaldi fu stato chiamato anche da David Lynch per creare i titanici vermi delle sabbie e gli inquietanti Navigatori della Gilda spaziale protagonisti del film Dune.
Negli anni sessanta e settanta iniziò la sua gavetta lavorando per registi italiani quali Mario Monicelli e Marco Ferreri, in La grande abbuffata, Pier Paolo Pasolini e Dario Argento nel 1975 per il suo cult Profondo Rosso.