Compostcorpse di Carlo Salvoni

Racconto di notevole impatto

Costruito su una voce narrante che regge quasi da sola l'intera impalcatura

[…] Segui il libro di testo, non sei qui per fare l’innovatore.
Non lamentarti, potrebbero attribuire la colpa alla tua inesperienza, e
avranno ragione.
Niente proposte, solo assensi.
Quando si discute e si arriva al voto per alzata di mano, ritarda quel
decimo di secondo che ti sarà utile per seguire la maggioranza.
Se ti viene richiesta qualche prestazione particolare (progetti,
commissioni, sostituzioni), accetta senza farti e fare troppe domande. […]



Compostcorpse di Carlo Salvoni, edito da Delos Digital. Collocato al numero 240 della collana Innsmouth, curata da Luigi Pachì.
Compostcorpse è un racconto lungo di notevole impatto, feroce, sgradevole nel senso giusto del termine, costruito su una voce narrante che regge quasi da sola l’intera impalcatura. Non è il primo di Salvoni con questo tema e infatti, si sente fin da subito il suo “tratto”.
L’idea di partenza è già buona, un supplente precario accompagna una classe a una premiazione scolastica per un progetto “ecologico”, ma la vera riuscita sta nella metamorfosi progressiva del testo: dal grottesco scolastico, già saturo di rancore sociale e frustrazione, si passa a un body horror concettuale che non usa il disgusto come trucco, bensì come linguaggio morale. Il narratore, Sinisgalli, apre subito una fenditura precisa nel tono del libro: è meschino, stanco, lucido, vigliacco, a tratti quasi miserabile, e proprio per questo credibile. La sua ripulsa per la scuola, per il precariato, per la retorica educativa e per sé stesso crea una base realistica molto solida, senza la quale il successivo deragliamento weird non avrebbe lo stesso peso.
Il primo grande merito editoriale del testo è la tenuta della voce. Salvoni non scrive un horror generico: scrive un horror filtrato da un io narrante riconoscibile, corrosivo, pieno di giudizi bassi, cattivi, spesso impresentabili. Questo evita l’effetto “prosa decorativa del disgusto” e dà invece al racconto una spina dorsale psicologica. La lingua è densa, spesso ipotattica, ma non perde mordente; anzi, la sintassi accompagna bene il senso di accumulo, putrefazione, pressione organica.
L’unico appunto che mi sento di fare è che la satira è forte e spesso centrata, ma in alcuni momenti rischia di farsi un po’ programmatica, quasi dimostrativa. Per il resto, come ogni testo di Carlo Salvoni che ho letto, super consigliato.

L’AUTORE:
Carlo Salvoni, nato nell’80, vive in provincia di Brescia con la moglie e le tre figlie, è insegnante di Lettere presso una Scuola Secondaria di Primo Grado.
Dopo aver militato in un gruppo di Death metal melodico (Tragodia), ha riversato sulla scrittura le sue velleità artistiche.
Dopo anni a scrivere romanzi con uomini e animali, rivolti ad adulti e ragazzi (tra gli altri, Cavalletti e cavalli – 2013, Menamato – 2016), si è dedicato alla narrativa fantastica. Del 2022 è la raccolta di storie weird Necromitologia.
Storie senza nomi (Elison), e nello stesso anno appare nelle antologie Il richiamo di Lovecraft (Esescifi), con il racconto “Il canto al di là del ghiaccio”, e Terrorea. Materia corporis Vol 1 e successivamente anche sul Vol 3(Horti di Giano), con il racconto “Il pane”. Sempre nel 2022 si è aggiudicato il Premio Hypnos con il racconto Cambiano le prospettive al mondo.
Ha all’attivo diverse pubblicazioni digitali (Delos Digital, Hypnos e Opera Narativa) e i suoi racconti appaiono su diverse antologie e riviste specializzate.


Compostcorpse
Autore: Carlo Salvoni
Curatore: Luigi Pachì
Collana: Innsmouth n. 240
Editore: Delos Digital
Anno: 24 febbraio 2026
Pagine: 78
ISBN-13: 978-8825436136
Prezzo: 1,99 €


A cura di Flavio Deri



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