I serial killer di Trevor

Intervista esclusiva

Incontro con l'autore del saggio edito da Shatter Edizioni

Assetati di Sangue è la prima fatica letteraria di Trevor, storico cantante della nota metal band italiana Sadist. Potete leggere la recensione del libro da qui: VAI...


Il sottotitolo della tua opera è: 45 serial killer allo specchio: quale criterio di selezione hai adottato per redigere i profili degli assassini?
Il numero 45 è assolutamente casuale, mi piaceva l’idea che fosse quasi tondo. In principio dovevano essere 40, in seguito con l’editore ci siamo accorti che per arrivare almeno a 200 pagine avrei dovuto prendere ancora la penna in mano e per questo motivo siamo arrivati a tale sottotitolo, collezionando 240 pagine.
Riguardo la scelta, da una parte è stata redatta seguendo l’esperienza maturata nei miei 30 anni circa di ricerca e studio sui serial killer. Dall’altra l’intenzione ben precisa era dimostrare al lettore che non c’è stata un’epoca ben precisa attribuibile ai serial killer, così come geograficamente parlando questa piaga sociale è sparsa da sempre a macchia d’olio; troverete infatti storie che vi portano parecchio indietro nella storia e in ogni angolo di mondo!

Ho notato che nel tuo saggio non appare un apparato bibliografico: quali sono stati i testi che hai maggiormente consultato per la stesura dell’opera e quali reputi fondamentali per chiunque voglia approfondire questa materia?
Come detto in tutti questi anni ho raccolto informazioni a 360°. Quello dei serial killer è un argomento che mi suscita interesse da tanto, troppo tempo. In questi anni mi sono documentato attraverso: libri di saggistica, video documenti, video processi, film. Certo oggi con l’ausilio della rete, rispetto ad anni fa è tutto più semplice. Per chi volesse addentrarsi in questo mondo oscuro, ci sono diversi siti davvero interessanti, esaustivi e realizzati molto bene.

Diversi testi scritti con le tue band (Sadist e The Famili) sono ispirati dalle gesta di famosi Serial Killer: generalmente ti basi più su fatti di cronaca nera o attingi anche a esperienze personali per redigere le lyrics?
Tutto vero. 25 anni fa con i miei Sadist ho scritto le prime canzoni narrando le gesta malvagie di alcuni serial killer. Mentre con il progetto parallelo The Famili scrissi un intero album incentrato sugli omicida seriali. Tuttavia non mi sento di dire che seguo un ordine ben preciso, le liriche Sadist affrontano tematiche differenti, spesso sono il frutto di sensazioni o di momenti personali. Gli ultimi tre album concettualmente sono molto diversi, nonostante mi sono sempre rifatto a temi violenti. ‘Season in Silence’ è un concept sul freddo dell’inverno, sulle difficoltà di sopravvivere, sulla freddezza dell’uomo. ‘Hyaena’ narra il profilo di un incredibile predatore che caccia nelle pianure africane, naturalmente assassino brutale e feroce. ‘Spellbound’ riassume la filmografia del maestro Hitchcock. Nel prossimo e nuovo album saranno concentrate emozioni, sensazioni personali, ricordi piacevoli e altri meno.

Da appassionato di musica metal mi piacerebbe sapere quali sono i gruppi che ti hanno influenzato più di ogni altro nella tua formazione come musicista, e nel ruolo di cantante a chi ti ispiri maggiormente?
Ho avuto la fortuna di vivere gli anni migliori del Metal, prima da ascoltatore e fan, poi da cantante. Sono molte le band che ho apprezzato in tutti questi anni. Sono cresciuto con i grandissimi AC/DC, poi c’è stato l’avvento della NWOBHM, sono sempre stato un grande estimatore dei Saxon, dei Judas Priest, degli Iron Maiden. Quello che mi ha cambiato la vita è stato il Thrash Metal, le grandi band oltreoceano: Slayer, Metallica, Megadeth, Anthrax, Testament, Pantera… Devi sapere che ho sempre scelto la direzione più estrema, il Thrash Metal era musica per le mie orecchie. Uno dei miei grandi amori si chiama Kreator! Ma la mia consacrazione musicale c’è stata a fine anni ottanta con il Death Metal, quello è stato l’arrivo! I Cannibal Corpse, Death, Carcass, Morbid Angel, Obituary, Deicide, Malevolent Creation, la violenza riportata in musica Ho una collezione importante di vinili e cd, sono tante le band che stimo e rispetto, tuttavia per la mia crescita di artista non ho mai seguito qualcuno in particolare, ho sempre cercato di avere un mio stile, una mia identità, sia in studio di registrazione che sul palco.

Musica a parte preferisci la narrativa o il cinema come forma di intrattenimento? E quali sono le tue opere preferite sia letterarie che cinematografiche?
Si tratta di cose completamente diverse. Credo che per leggere un libro ci vuole una mente libera, riposata e concentrata. La narrativa richiede grande spirito di abnegazione. La TV è molto più passiva, certo dipende anche dal film in questione, ma in generale trovo il piccolo schermo meno impegnativo. Sono tanti i titoli a cui mi sento legato. Tralasciando per un attimo l’argomento saggistica, potrei dirti: l’Antologia di Spoon River, il Necronomicon, la bibliografia di Mauro Corona, quella di Carlo Lucarelli e molti altri. Per quanto concerne i film, sono un grande appassionato di film horror, odio i film sentimentali e trovo inutili le commedie. Tra i miei preferiti ci sono sicuramente tutti questi grandi classici: Non Aprite Quella Porta, Profondo Rosso, Suspiria, Halloween, Venerdì 13, IT, Nightmare, Psycho, Uccelli, Il Silenzio Degli Innocenti, L’Esorcista, Shining, Rosemary’s Baby, La Casa Dalle Finestre Che Ridono, Wrong Turn, Le Colline Hanno Gli Occhi

Un saluto a tutta la redazione e a tutti i lettori di Club GHoST.
In alto il nostro saluto.. Stay Brutal.

Un ringraziamento speciale a Trevor.

A cura di Massimiliano Ruzzante

Trevor

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