Antologia dedicata ai dinosauri
Un volume che riesce a essere colto e popolare allo stesso tempo
Nel panorama italiano Primordia rappresenta un unicum: un’antologia interamente dedicata ai dinosauri in Italia semplicemente non esisteva. Il volume, curato da Enrico Nanni che scrive anche la postfazione, riesce a essere colto e popolare allo stesso tempo, vario senza essere dispersivo, ambizioso senza essere presuntuoso. È un’opera che dimostra quante strade diverse possa prendere la narrativa fantastica italiana, se messa di fronte a un tema che appartiene tanto all’infanzia quanto al mito.
L’antologia si apre con il racconto di Davide Russo, Stampanti di Carne Sintetica, che è non solo il primo in ordine di apparizione, ma anche uno dei più rifiniti dell’intero volume. Russo immagina un futuro in cui la tecnologia tenta di ricreare, manipolare e sfruttare l’ultimo briciolo di vita preistorica rimasto nell’immaginazione umana. Realtà virtuale, biologia artificiale e produzione alimentare diventano i nuovi strumenti con cui l’uomo si misura con la potenza dei dinosauri. È un testo brillante, lucidissimo, che riesce a essere visionario senza perdere la concretezza, e che dà all’antologia un avvio di grande forza. Cesare Buttaboni invece scrive un omaggio dichiarato e appassionato a Il Mondo Perduto di Arthur Conan Doyle con il suo Il mondo perduto degli insetti. Enrico Nanni con L'Isola firma un racconto che si muove sulla linea sottile tra storia e invenzione. La sua isola popolata da Dimetrodon attraversa quasi un secolo di vicende umane, dalla retorica imperiale di Mussolini alle ambizioni imprenditoriali in stile Berlusconi, fino ai nuovi parchi tematici agognati da capitali orientali. La presenza dei dinosauri diventa un paradosso geopolitico, una lente deformante attraverso cui osservare l’evoluzione – o il declino – della società moderna. Nanni costruisce l’atmosfera con calma, senza bruciare le tappe, e proprio per questo il finale colpisce con forza. Lo sguardo di Matteo Mancini invece in L'isola delle lucertole vira verso una dimensione quasi medianica, dove l’avventura convive con una componente spirituale e ultraterrena. La ricchezza di immaginazione, gli attacchi preistorici e le apparizioni improvvise convivono con un sentimento più intimo, talvolta malinconico, che dà al testo una sfumatura unica. Il contributo di Paolo Sista Erodi – Eradica – Everti si muove invece lungo un binario diverso, più concettuale. Il suo racconto, pur inscritto nella fantascienza, sembra dialogare con alcune intuizioni della filosofia contemporanea – lo stesso autore ha citato Emanuele Severino come una delle sue influenze – e questa eco si percepisce nel modo in cui riflette sul destino, sull’identità e sui limiti dell’essere umano. La componente militare e tecnologica non è decorativa: diventa un modo per interrogare ciò che resta stabile mentre tutto il resto muta. È uno dei testi più “pensati” dell’antologia, quello che invita a una lettura meno immediata e più meditativa. All’interno di Primordia convivono anche momenti più emotivi e crepuscolari, come nei racconti di Simone Ardovini e Debora Parisi. Ardovini sceglie un tono elegante, quasi meditativo, e racconta la migrazione disperata di un gruppo umano verso territori inesplorati e selvaggi. Debora Parisi racconta gli ultimi giorni dei dinosauri con un tono morbido e raccolto. Il racconto procede per immagini sottili, con un finale che apre uno spiraglio inatteso e poetico sulla trasformazione del mondo. Parisi sceglie un tono tutto suo, riconoscibile e personale, che arricchisce ulteriormente la varietà dell’antologia. La componente storica ritorna con forza nel racconto di Mauro Palazzi Flos Mali Anno Domini, che trasporta il lettore in un Medioevo superstizioso, segnato da riti religiosi, paure ancestrali e misteriose sparizioni. L’indagine che si dipana tra le montagne culmina in un incontro con creature alate che sovrastano la comunità e la sua fede, con un climax che sembra scritto per essere visto sul grande schermo. Palazzi dimostra un grande senso per l’atmosfera, creando un ponte affascinante tra storia e bestiario. I racconti di Sergio Natan e Barbara Guarnieri riportano il lettore alle prime comunità umane, tra tribù preistoriche alle prese con eventi straordinari e forze difficili da interpretare. Natan porta il lettore agli albori della civiltà umana, tra profezie, oggetti caduti dal cielo e presenze misteriose che guidano il destino delle tribù. Guarnieri invece lavora sulla simbologia primordiale del caos e dell’ordine, evocando una creatura extradimensionale che sembra arrivare direttamente da un multiverso alieno. Entrambi i testi hanno una qualità profetica, quasi sciamanica, che li distingue dal resto della raccolta. Paolo De Bonis porta nell’antologia un approccio più dinamico e immediato, con storie in cui l’elemento avventuroso prende decisamente il sopravvento in un ritmo narrativo che non concede tregua. Sono racconti vivaci, pensati per il puro coinvolgimento, e arrivano al pubblico italiano grazie alla traduzione di Enrico Nanni. A completare il volume troviamo anche altri racconti degni di nota: Archaeopteryx di Enrico Nanni, Qualcuno di più Grande di Mauro Palazzi e Diario di un Microraptor di Davide Russo.
A completare l’opera ci sono le splendide illustrazioni di Antonio De Maria, vero valore aggiunto dell'opera. Ogni tavola accompagna il lettore dentro gli scenari descritti, amplificando la presenza dei dinosauri e dando forma visiva alle epoche e alle atmosfere raccontate. L’intero libro, grazie alle immagini e ai testi, funziona come una vera “macchina del tempo”.
Primordia
Bestiario predatorio metatemporale
Autore: AA.VV.
Curatore: Enrico Nanni
Illustratore: Antonio De Maria
Editore: Colomò Editore
Pagine: 224
ISBN: 979-1281430303
Costo:15,00 €
A cura di Cesare Buttaboni


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