Film d'esordio del regista statunitense
Un incrocio sorprendente e brutale tra il Western crepuscolare e l'Horror survival più spietato
Bone Tomahawk (Usa 2015)
Regia, Soggetto, Sceneggiatura: S. Craig Zahler. Musica: Jeff Herriott, S. Craig Zahler. Montaggio: Fred Raskin, Greg D'Auria. Fotografia: Benji Bakshi. Scenografia: Frederick Waff. Effetti speciali: Pete Sussi. Costumi: Chantal Filson. Produttori: Dallas Sonnier, Jack Heller. Produttore esecutivi: Wayne Marc Godfrey, Robert Jones, David Gilbery, Jon D. Wagner, R. Scott Fort, Hengameh Panahi, Peter Sherayko. Casa di produzione: Caliber Media Company. Paese di Produzione: Stati Uniti d'America, 2015. Distribuzione in italiano: Eagle Pictures. Genere: Western, Avventura, Orrore. Durata: 132'. Interpreti: Kurt Russell (sceriffo Franklin Hunt), Patrick Wilson (Arthur O'Dwyer), Matthew Fox (John Brooder), Richard Jenkins (Cicoria), Lili Simmons (Samantha O'Dwyer), Evan Jonigkeit (vicesceriffo Nick), David Arquette (Purvis), Fred Melamed (Clarence), Sid Haig (Buddy).
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Opera prima di S. Craig Zahler che ha saputo imporsi fin da subito come un "cult" per la sua audacia, la sua lentezza meditativa e le sue improvvise e indicibili esplosioni di violenza. Mescolando generi apparentemente distanti, il film ridefinisce i confini del western, iniettandovi un orrore primordiale e disumano.
Ambientato nel tardo XIX secolo nella cittadina di frontiera di Bright Hope, la storia inizia in modo classico. Lo sceriffo Franklin Hunt (interpretato da un magnifico Kurt Russell) arresta un bandito ferito, Purvis (David Arquette). Quella stessa notte, una forza misteriosa e brutale rapisce il bandito, il vice-sceriffo Nick, e l'assistente del dottore Samantha (Lili Simmons), moglie di Arthur O'Dwyer (Patrick Wilson).
Un saggio nativo americano locale spiega a Hunt che i responsabili sono una tribù di trogloditi cannibali isolati e selvaggi, che vivono in una valle remota. Non sono "indiani" nel senso comune, ma creature disumane considerate abomini da tutte le altre tribù. Nonostante l'avvertimento, lo sceriffo Hunt organizza una missione di salvataggio.
La spedizione è composta da quattro uomini: lo sceriffo Franklin Hunt, saldo e determinato; Arthur O'Dwyer, il marito di Samantha, ferito a una gamba ma spinto da un amore disperato; Chicory (Richard Jenkins, in una performance memorabile), il vice-sceriffo anziano, buffo e filosofico; John Brooder (Matthew Fox), un vanesio e abile pistolero di città con tendenze razziste.
La prima metà del film è un viaggio lento e dialogato, un vero e proprio western d'avventura. La seconda metà, una volta raggiunto il territorio dei trogloditi, si trasforma bruscamente in un survival horror claustrofobico e terrificante, culminando in una delle scene di violenza più estreme e indimenticabili del cinema recente.
Le ottime qualità di Bone Tomahawk risiedono soprattutto nell'eccellente caratterizzazione e nel cast stellare che interpreta i quattro protagonisti: Kurt Russell (Sceriffo Hunt) che incarna l'eroe western stoico, dal cuore d'oro ma temprato dalla vita di frontiera. La sua performance è misurata e di grande autorevolezza. Richard Jenkins (Chicory), l'anima del film. Le sue lunghe digressioni e il suo umorismo placido forniscono un contrappunto essenziale alla serietà della missione, rendendolo immediatamente amabile e profondamente umano. Patrick Wilson (Arthur O'Dwyer) con una prova di pura resistenza fisica ed emotiva. Il suo personaggio, menomato e mosso dall'ossessione di salvare la moglie, rappresenta la vulnerabilità della "civiltà" di fronte alla barbarie. Matthew Fox (John Brooder), perfetto nel ruolo dell'uomo d'azione arrogante e spavaldo, le cui certezze vengono gradualmente erose dal viaggio e dalla realtà del nemico.
I dialoghi sono l'ossatura della prima parte del film, raffinati, asciutti e carichi di uno spirito di frontiera che definisce le personalità e i legami tra questi uomini in un modo che l'azione non potrebbe mai fare.
Zahler dirige con una lentezza quasi contemplativa ma questo ritmo voluto e pacato serve a diversi scopi. Il film, infatti, ti immerge completamente nella fatica, nella polvere e nella desolazione del viaggio, facendo sentire la distanza che separa i protagonisti dalla civiltà. La lunga marcia offre ampio spazio ai personaggi per interagire, litigare e rivelarsi, accrescendo l'empatia dello spettatore. L'improvvisa e scioccante virata nell'horror nella parte finale è amplificata centuplicando il ritmo della prima metà. La violenza, quando arriva, è cruda, non stilizzata e profondamente disturbante. L'atto di brutalità più famoso è quasi privo di musica, rendendolo nauseante e realistico, lontano dal "gore" divertito tipico di altri film horror.
Bone Tomahawk non è solo un film sulla violenza, ma anche un'esplorazione di alcuni temi classici del western: lo sceriffo Hunt incarna un vecchio codice d'onore. La sua missione è mossa da un profondo senso del dovere, non da vendetta o gloria. La piccola Bright Hope è un fragile avamposto. L'attacco dei trogloditi, creature che non comprendono il linguaggio o le leggi degli uomini, è una metafora dell'imminente minaccia che il selvaggio incivile rappresenta per l'ordine costituito. I trogloditi sono rappresentati in modo estremo: non parlano, usano fischi e ululati, vivono in una grotta simile a un cimitero e praticano il cannibalismo e l'incesto. Sono una forza della natura selvaggia, un Male assoluto e inspiegabile che deve essere affrontato solo per sopravvivenza.
Bone Tomahawk è stato accolto molto bene dalla critica, che ne ha lodato l'originalità, la regia secca e l'intensità della recitazione. Il film è spesso descritto come un "western intelligente" che usa la sua lentezza per caricare la violenza finale di un impatto emotivo devastante. È un film unico e indimenticabile. Un'opera che riesce a unire l'epica malinconica di un film di John Ford con la ferocia nichilista di un cannibal movie, un incrocio sorprendente e brutale tra il Western crepuscolare e l'Horror survival più spietato. Consigliato caldamente agli amanti del western che non temono una brusca e traumatica virata nell'horror più viscerale.


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