Un tributo affettuoso e documentato
Che restituisce in modo immediato e divulgativo l’umanità di un grande scrittore
Giovanni Pascoli a Barga: quando anche i luoghi ispirano un’immortale poesia.
Tutti ricordiamo Giovanni Pascoli dai tempi della scuola: i versi ritmati della "cavallina storna", quelli struggenti di X Agosto, quel senso di malinconia che spesso associamo a età giovanili e non solo.
Ma chi era davvero l'uomo dietro il poeta? Gordiano Lupi, nel suo nuovo libro "Giovanni Pascoli a Barga" (Edizioni Il Foglio, 2026), decide di mettere da parte i polverosi libri di testo e i difficili saggi critici, per portarci direttamente a casa del poeta, a Castelvecchio di Barga.
Il volume si apre con una prefazione intensa di Cristina de Vita, che definisce, giustamente, Barga non come una semplice coordinata geografica, ma come una "riserva dell'anima": questa immagine sintetizza il nucleo dell’operazione letteraria di Lupi, che fa di Barga non un punto insignificante sulla mappa, ma un centro di esperienza poetica.
Quindi, lungi dall’essere una biografia altisonante o una antologia di versi, il volume trasforma la casa di Giovanni Pascoli, che ancora è possibile visitare come turisti, in un personaggio vivo e poliedrico: rifugio, laboratorio creativo e memoria familiare in un unico spazio. Il lettore è metaforicamente e realmente accompagnato tra stanze, oggetti, piante e ricordi, che restituiscono al poeta la sua dimensione più nascosta, quotidiana e umana.
Il testo coniuga le testimonianze letterarie e documentali a sensibilità lirica e curiosità, offrendo sia dati d’archivio sia suggestioni capaci di restituire il «profumo», l’eco dei versi pascoliani. Ne nasce una narrazione centrata sul genius loci dell’ispirazione letteraria che, prendendo il lettore semplicemente per mano, gli fa varcare la soglia di quella dimora che Pascoli chiamava il suo "nido".
Per il poeta, che aveva perso il padre in modo tragico da bambino, la casa di Barga non è mai stata solo una costruzione, ma un guscio protettivo, un luogo dove il tempo può fermarsi magicamente e anche tornare indietro alle memorie della fanciullezza allegre o tristi: non è un freddo museo, ma un organismo, che conserva l’impronta di gesti, abitudini, affetti semplici e profonde passioni.
Lupi costruisce una poetica dello spazio pascoliano, che alterna alcuni luoghi, che sono stati significativi per la creatività del poeta alle sue poesie più significative: lo studio con le tre scrivanie - greco, latino e italiano - diventa simbolo di una mente abituata a viaggiare tra mondi lontani, pur restando nello stesso spazio; si dimostra come questi arredi siano chiavi interpretative, non semplici curiosità turistiche o oggetti inanimati: la cucina, che racconta la semplicità del vivere quotidiano e il legame con le tradizioni locali: il giardino e l’orto, luoghi di ascolto tranquillo dove tutto si fa musica, spazi del silenzio dove Pascoli percepiva solo la voce della natura, dei fiori e degli uccelli, trasformandola in musica immortale e in ispirazione poetica, in parole evocative, in onomatopee gioiose.
La casa tutta poi si carica di significato anche per la presenza di Mariù, la sorella amata, tratteggiata come guardiana della memoria familiare e pilastro della casa e dell’affettività: una figura centrale per comprendere la apparentemente ricostruita stabilità emotiva, ma anche per ricordare costantemente il dolore del lutto, le angosce e le ombre oscure, sublimate in versi indimenticabili.
La forza dell’autore consiste anche nel suo stile particolare, quello di chi scrive con la sensibilità di chi ama profondamente ciò di cui parla, senza bisogno di parole difficili, ma solo di parole che arrivano al cuore.
Ci spiega con le immagini come Pascoli cercasse a Barga quella serenità che la vita gli aveva negato, tra una chiacchierata con i vicini, una passeggiata e la cura delle sue piante.
Un contributo tra i più originali è l’interpretazione della teoria del fanciullino alla luce della vita domestica, della casa e del nido: la poesia vista come frutto di piccole attenzioni quotidiane e di un rapporto intimo con il paesaggio.
L’autore invita tutti a visitare quei luoghi, preferibilmente in primavera o in autunno, portando con sé il suo libro, per leggere i versi pascoliani e farli rivivere ancora lì dove sono nati.
Giovanni Pascoli a Barga è un tributo affettuoso e documentato, che restituisce in modo immediato e divulgativo l’umanità di un grande scrittore e le sue radici.
Infine il volume invita anche alla riscoperta della lentezza, della contemplazione e alla lettura della poesia pascoliana attraverso il silenzio, attraverso l’impalpabile aura di luoghi avvertiti come parte del proprio io, intrisi di ricordi.
Un libro che è consigliabile a tutti, sia ai ragazzi che si approcciano per la prima volta alla poesia, sia ai lettori più esperti, che però desiderano conoscere ‘un altro Pascoli’, meno letterato, meno dotto, più umano e vicino a ognuno di noi: un grande uomo che, in fondo, ci ricorda che, ancora oggi, abbiamo tutti bisogno di un "nido" e che, a volte, per ritrovare se stessi, è sufficiente sedersi da soli su una panchina davanti al mare e ascoltare l'eco delle onde oppure fermarsi a contemplare una collina, per assorbire con gli occhi i mille colori della natura e ritrovare le speranze perdute.
Recensione scritta da Gloria Larini, professoressa di latino, greco e italiano.
L’AUTORE
Gordiano Lupi (Piombino, 1960) è scrittore, traduttore di autori cubani ed editore con Il Foglio Edizioni. Scrive opere di narrativa e saggi sul cinema italiano.
Tra le sue opere di narrativa segnaliamo Calcio e acciaio – Dimenticare Piombino (Acar, 2014), Miracolo a Piombino – Storia di Marco e di un gabbiano (Historica, 2016), Sogni e altiforni – Piombino Trani senza ritorno (con Cristina De vita – Acar, 2018), presentato al Premio Strega, Fame. Una terribile eredità (Perdisa, 2009 – Il Foglio, 2015 e 2024), Giallo Piombino (Il Foglio, 2024).
Tra le opere numerose di saggistica segnaliamo: Il cittadino si ribella: il cinema di Enzo G. Castellari - in collaborazione con Fabio Zanello (Profondo Rosso, 2006), Filmare la morte – Il cinema horror e thriller di Lucio Fulci (Il Foglio 2006), Sexy made in Italy – le regine del cinema erotico degli anni Settanta (Profondo Rosso, 2007), Fellini – A cinema greatmaster (Mediane, 2008), Storia del cinema Horror Italiano vol. 1, 2, 3, 4 (Il foglio 2011, 2012, 2013), Il cinema di Gloria Guida (Il Foglio, 2015), Tutto Avati (con Michele Bergantin, Il Foglio 2018).
Nel 2024 ha ricevuto il premio alla carriera nell’ambito del Premio Internazionale di Arte Letteraria Omaggio a Pasolini.
Tra le sue opere di narrativa segnaliamo Calcio e acciaio – Dimenticare Piombino (Acar, 2014), Miracolo a Piombino – Storia di Marco e di un gabbiano (Historica, 2016), Sogni e altiforni – Piombino Trani senza ritorno (con Cristina De vita – Acar, 2018), presentato al Premio Strega, Fame. Una terribile eredità (Perdisa, 2009 – Il Foglio, 2015 e 2024), Giallo Piombino (Il Foglio, 2024).
Tra le opere numerose di saggistica segnaliamo: Il cittadino si ribella: il cinema di Enzo G. Castellari - in collaborazione con Fabio Zanello (Profondo Rosso, 2006), Filmare la morte – Il cinema horror e thriller di Lucio Fulci (Il Foglio 2006), Sexy made in Italy – le regine del cinema erotico degli anni Settanta (Profondo Rosso, 2007), Fellini – A cinema greatmaster (Mediane, 2008), Storia del cinema Horror Italiano vol. 1, 2, 3, 4 (Il foglio 2011, 2012, 2013), Il cinema di Gloria Guida (Il Foglio, 2015), Tutto Avati (con Michele Bergantin, Il Foglio 2018).
Nel 2024 ha ricevuto il premio alla carriera nell’ambito del Premio Internazionale di Arte Letteraria Omaggio a Pasolini.
Giovanni Pascoli a Barga
Autore: Gordiano Lupi
Prefazione: Cristina de Vita
Editore: Il Foglio Letterario Edizioni
Anno: 2026
ISBN: 979-1256860654
Pagine: 65
Costo: 10,00 €
A cura di Gloria Larini



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