I Dogon e Sirio B

I segreti di Sirio B

La stella nana bianca non visibile a occhio nudo

Il riferimento profondo a "La stella della salvezza: Sirio, intimamente legata Iside" rimanda principalmente al  significato mitologico ed esoterico dell'antica religione egizia, dove la stella Sirio (Sothis o salvezza) era identificata con la dea Iside. Non si tratta di un'opera o un concetto standardizzato, ma probabilmente di un titolo o un'interpretazione specifica all'interno di circoli esoterici o filosofici.


Relativamente a questo esiste il cosiddetto "mistero dei Dogon" riguardante la inspiegabile conoscenza astronomica profonda che questo popolo del Mali possedeva da secoli e secoli. In particolare sulla consapevolezza dell'esistenza di Sirio B, stella invisibile e parallela bianca ma non visibile a occhio nudo, scoperta per la prima volta, in Occidente dall'astronomo americano Alvan Graham Clark il 31 gennaio 1862 grazie all’osservazione diretta con un particolare cannocchiale. Ma ben prima che la scienza occidentale scoprisse la strana stella i Dogon ne erano a conoscenza senza avere strumenti adeguati per indagare.


I Dogon
Sono un'etnia dell'Africa occidentale, stabilitasi nella Falesia di Bandiagara in Mali, noti per la loro ricca cultura cosmologica, danze con maschere, sculture lignee e villaggi unici, costruiti sulla falesia per protezione dopo la migrazione dal Mandé intorno al XIV secolo. La loro spiritualità è complessa, basata su un dio creatore (Amma) e spiriti Nommo, con una profonda connessione con la terra e gli antenati, espressa anche attraverso l'arte e l'architettura simbolica.

Sirio B
Una nana bianca, il denso residuo stellare della stella compagna di Sirio A, la stella più brillante del nostro cielo, orbitante a circa 8,6 anni luce dalla Terra in un sistema binario che completa un'orbita in circa 50 anni. Nonostante la sua massa sia simile a quella del Sole, ha le dimensioni della Terra, risultando estremamente densa (un cucchiaino di materia peserebbe una tonnellata) e molto debole, difficile da osservare con telescopi amatoriali.

A cura di Luigi Pellini



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