Un posto sicuro di Luca Tartaglia

Film di grande intrattenimento

Che arricchisce la filmografia horror italiana

Un posto sicuro (Italia 2025)
Regia: Luca Tartaglia. Soggetto, Sceneggiatura: Luca Tartaglia, Anna Cecilia Tamburini. Fotografia: Peo Fallarino. Montaggio: Davide Tipaldi. Musica: Eduardo Cioffi. Produttori: Federico Prosperi, Gianpaolo Tascone. Casa di Produzione: Imagine the Stars. Distribuzione: Uci Cinemas, Prime Video. Genere: Horror, Drammatico. Durata: 90'. Colore. Produzione: Italia 2025. Interpreti: Reyson Grumelli (Max), Francesca Luce Cardinale (Emma), Alice Fiorentini (Sofia), Nico Toffoli (Capt. Diego Mantra), Cristina Moglia (Marta), Nicole Giacomasso (Giulia), Sofia Bruscoli (Giornalista Tv), Claudio Guerrini (Dottore virologo), Gabriele Martino.


Un misterioso virus si sta diffondendo nel mondo con conseguenze devastanti per la persona che lo contrae. Max, Luca, Emma, Sofia e Marta sono un gruppo di ragazzi che sono sopravvissuti all’epidemia e vagano senza meta attraverso i boschi evitando le grandi città e passando la notte in luoghi al coperto. Tra una camminata e l’altra arrivano a una villa lussuosa isolata in campagna ma scopriranno di non essere soli… degli esseri chiamati “ombra” minacceranno i loro piani di sopravvivenza, facendoli cadere in un vortice dove paure interiori e paranoia prenderanno il sopravvento del loro status fisico e mentale. La ricerca di un posto sicuro per i ragazzi diventa sempre di più una chimera...

Dopo il thriller horror Hangar del 2024, Luca Tartaglia torna di nuovo alla regia ma questa volta con un prodotto completamente diverso. Gli eventi che hanno scosso il mondo reale nel 2020 hanno ispirato un gran numero di registi nel realizzare film a tema virus, con il grande rischio di sbagliare se si creava un prodotto troppo semplice. Ma non è questo il caso, il regista sì ci propone un sottogenere visto e rivisto negli ultimi anni (ma anche prima del 2020) ma qui riesce comunque a catturare l’attenzione dello spettatore più sul gruppo di ragazzi, sulle loro emozioni e conflitti interiori ed esteriori che sui fatti che ruotano intorno a loro. Infatti, ci troviamo di fronte a protagonisti dai volti sconvolti non solo per la stanchezza e i fatti che hanno coinvolto il mondo, ma anche al pensiero delle loro vite prima del virus (le quali ci vengono mostrate tramite dei flashback)… vite che all’epoca disprezzavano o non consideravano appagabili ma che, ripensandoci allo stato attuale non erano affatto male in fondo. Ovviamente dovranno anche tenere a freno le loro personalità onde evitare di creare conflitti tra di loro, ma per quanto impegno ci mettono purtroppo si troveranno a fare i conti anche con le loro paure, i loro “demoni interiori” rischiando di sgretolare la compattezza del gruppo diventando così più vulnerabili al mondo. Lo stress psicologico è ben trasmesso allo spettatore grazie alla grande prova attoriale del cast composto da Reyson Grumelli (Max), Francesca Luce Cardinale (Emma), Cristina Moglia (Marta), Massimo Fascetti (Luca) e Alice Fiorentini (Sofia), nonché volto già noto della filmografia di Luca Tartaglia per aver preso parte al già citato Hangar del 2024. Gli infetti ricordano molto quelli della trilogia di Danny Boyle (28 giorni dopo28 settimane dopo28 anni dopo) ma non aspettatevi orde cannibaliche come ci hanno abituato gli altri registi del genere, anche se comunque riescono a rendere bene la situazione drammatica con la loro presenza e dimostrando pure la capacità di conservare un minimo di ricordi della loro vita prima di contrarre il virus (e in questo il grande George A. Romero ha fatto scuola) con atteggiamenti e movenze che si perdono nel vuoto. A rendere ancora più drammatico lo svolgersi degli eventi ci pensano le ottime inquadrature dall'alto delle deserte e desolate campagne.
Con una sceneggiatura semplice ma solida, si crea la giusta dose di pathos nello spettatore che si troverà pienamente coinvolto in questo viaggio infernale fino al finale dalla libera interpretazione.

Un prodotto che a livello di trama ed eventi narrati non offre nulla di nuovo, ma che gode di una giusta abilità registica e un cast ben selezionato, sufficienti a farlo diventare un film di grande intrattenimento rendendolo anche un'esperienza visiva e sensoriale. Un'altra opera che arricchisce la filmografia horror italiana che sempre di più "grida ad alta voce" che anche in Italia abbiamo prodotti che nulla hanno da invidiare alle produzioni estere.

A cura di Marco Scognamiglio



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