Un horror come tanti
Ma con una trama di base interessante
Until Dawn - Fino all'alba (Usa 2025)
Regia: David F. Sandberg. Soggetto e Sceneggiatura: Blair Butler, Gary Dauberman. Fotografia: Maxime Alexandre. Mntaggio: Michel Aller. Musiche: Benjamin Wallfisch. Scenografia: Jennifer Spence. Costumi: Julia Patkos. Lingua: Inglese. Paese di Produzione: Stati Uniti d’America, 2025. Durata: 103’. Genere: Orrore, Thriller, Drammatico. Produttori: Gary Dauberman, Roy Lee, Lotta Losten, Mia Maniscalco, Asad Qizilbash, David F. Sandberg, Carter Swan. Produttore Esecutivo: Gergö Balika, Hermen Hulst, Charles Miller. Case di Produzione: Screen Gems, Coin Operated, Mångata Production, PlayStation Productions, Vertigo Entertainment. Distribuzione (Italia): Eagle Pictures. Interpreti: Ella Rubin (Clover), Michael Cimino (Max), Odessa A'zion (Nina), Ji-young Yoo (Megan), Belmont Cameli (Abel), Maia Mitchell (Melanie), Peter Stormare (dott. Hill).
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Al tempo ho seguito questo titolo. Dico così perché si tratta di un videogioco, una narrazione interattiva a bivi. Cioè c’è un video (attori resi in grafica digitale), poi a schermo ti viene chiesto che cosa vuoi che i personaggi facciano e così via, creando una trama che varia di volta in volta a seconda delle scelte. Non era un brutto gioco e forse per questo hanno pensato di farne un film. La cosa buffa è che il cast di attori presi al tempo per il gioco fosse superiore di quelli scelti per questo film.
La storia narra l’avventura di un gruppo di cinque ragazzi che si dirige, come da tradizione, in una sperduta casa tra i boschi. Stanno cercando Mandy, la sorella di una di loro, Clover. La ragazza è scomparsa e non hanno altre tracce se non quel luogo. Purtroppo quello che è successo è più terribile del previsto e si troveranno incastrati in un ciclico gioco di morte che sembra non avere fine.
In un film tratto da un videogioco bisogna partire dalla premessa più semplice: è fedele al prodotto originale? Nì. In realtà l’idea in generale c’è, poi nel dettaglio cambiano molte cose. Lo fanno in meglio o in peggio? Di nuovo è difficile a dirlo anche perché l’opera originale mi era piaciuta molto. Diciamo che non è troppo peggio.
Visto a sé stante, comunque, il film è godibile. La storia è complicata, ma non troppo e l’andamento lineare. La trama funziona, è interessante, ha una conclusione netta. Il concetto di base di tutta la storia, il fatto che i protagonisti devono riuscire a non morire fino al sorgere dell’alba, diverte e mette un senso di ansia che poteva essere anche più accentuato, ma c’è. Alcune situazioni risultano paradossali (non voglio fare spoiler perché è il perno della storia) anche se congeniali alla trama.
Sul piano tecnico non ci sono né luci né ombre. Gli effetti speciali, come la regia (e sì che Sandberg non è uno preso dalla strada), come un po’ tutto, sono nella media di film horror di questo registro e fanno la loro parte in modo sufficiente.
Gli attori sono una piccola foresta di cagnolini che gira in tondo per la scena abbaiando e morendo a seconda della situazione. Non è strano che negli horror vengano gettati dei principianti a “farsi le ossa”. L’eccezione alla regola è la comparsa, per poche scene, di Peter Stormare che ha una presenza notevole, e che torna nel film riprendendo il ruolo che aveva già recitato per il videogame.
Until Dawn è un horror come tanti, ma con una trama di base interessante. In un mondo di filmetti tutti uguali riesce ad alzare la testa e farsi notare.


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