Ananke di Fiorella Borin

Romanzo breve a mosaico

Che lascia addosso una specie di quiete inquieta

[…] Marisa è la prima a scendere dalla corriera. Ha viaggiato da Peraga a Padova in apnea, tremando a ogni rallentamento, stringendo i pugni a ogni sosta, agitandosi a ogni semaforo rosso la cui durata le è parsa ingiustamente lunga, uno sproposito, l’ennesimo ostacolo al suo desiderio di ricongiungersi a Paolo. Tira il fiato e l’aria le riempie i polmoni come una stilettata. Fa freddo. È normale che a Padova faccia freddo la vigilia di Natale del ’45. Ma a Marisa i brividi che le corrono lungo la schiena sembrano esagerati. […]



Ananke di Fiorella Borin, edito da Delos Digital per la collana Frattali, al numero 11 a cura di Maurizio Cometto.
L’opera si presenta come un romanzo breve a mosaico: 24 dicembre 1945, stazione di Padova, vigilia del primo Natale di pace, una giovane donna incinta senza documenti crolla davanti alla biglietteria e quel corpo che sviene diventa un perno attorno a cui ruotano solitudini, colpe e piccoli atti di misericordia, con un passato che rimanda esplicitamente al campo di concentramento di Arbe.
L’idea dichiarata è che “Destino e Giustizia” stiano intrecciati, sotto il nome di Ananke, necessità che stringe il mondo con braccia troppo lunghe per essere eluse.
Il punto più riuscito è l’ordito delle voci che si sfiorano e si urtano senza diventare mai davvero “corali” in senso facile: la stazione funziona come camera di compensazione, luogo di passaggio e di febbre, dove ogni personaggio porta addosso un residuo di guerra che non si lascia piegare in forma di confessione elegante. Quando entra la materia più nera, quella del falso rapporto e della rappresaglia che ne consegue, il testo smette di essere semplice rievocazione e diventa un dispositivo morale: non tanto cosa è successo quanto che cosa ti resta in mano, anni dopo, quando apri un cassetto e ci trovi ancora la pistola e il ricordo dei vivi che non hai salvato.
In questo, la scrittura ha un’energia quasi da fiaba tragica, dichiarata anche dalla quarta, che non si vergogna di promettere consolazione senza disinnescare l’orrore.
Il mosaico funziona molto bene finché ogni tessera conserva un attrito personale, mentre diventa più fragile quando la catena degli eventi si fa troppo “giusta”, troppo simmetrica.
Infine, questo romanzo breve ti lascia addosso una specie di quiete inquieta, quella che arriva quando una storia non ti assolve ma ti rimette in equilibrio; tra le ombre del dopoguerra e la luce spenta della stazione, il romanzo trova una misura rara, perché sa parlare di necessità senza essere un sermone, e di pietà senza addolcirla. Quando l’ultima porta si apre, non è soltanto un treno che riparte: è la prova, piccola e ostinata, che anche nel fango della storia può restare un gesto umano capace di reggere il peso del mondo.

L’AUTRICE
Fiorella Borin, veneziana, laureata in psicologia, ha collaborato con riviste letterarie e periodici a diffusione nazionale. Ha pubblicato alcuni romanzi ispirati a vicende del Cinquecento e del Novecento, qualche prefazione a sillogi poetiche e a romanzi thriller, e più di trecento racconti privilegiando il genere giallo/noir, storico, weird e l’ambientazione nel Veneto.
Tra le tante pubblicazioni, ricordiamo Il pellegrino spagnolo (2012), Le voci mute. Nove storie veneziane (2014), I ragazzi del ciliegio 1918-1945 (2019) e Rosso da morire (2022) editi da Solfanelli. Per Edizioni della sera è uscito nel 2017 il romanzo storico I giorni dello sgomento. Con Delos Digital ha pubblicato gli e-book La verità è oscuraLa notte delle candele nereLa ragazza del capitanoLa sesta vocaleIl brigante dalla benda rossaIngiustizia è fattaIl manoscritto venezianoNero venezianoNabucco e i due racconti gialli scritti a quattro mani con Rino Casazza, Il cuore della dark Lady e Lo smembratore dell’Adda.


Ananke
Autore: Fiorella Borin
Curatore: Maurizio Cometto
Collana: Frattali n. 11
Anno: 10 gennaio 2026
Editore: Delos Digital
Pagine: 87
ISBN-13: 978-8825435368
Costo: 2,99 € Ebook


A cura di Flavio Deri



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