I colori del tempo di Cédric Klapisch

Selezionato al Festival di Cannes

Commedia in costume che si alterna a commedia contemporanea

I colori del tempo (Francia, Belgio 2025)
Regia: Cédric Klapisch. Soggetto e Sceneggiatura: Cédric Klapisch, Santiago Amigorena. Fotografia: Alexis Kavyrchine. Montaggio: Anne-Sophie Bion. Scenografia: Marie Cheminal. Produzione: Cédric Klapisch, Bruno Levy. Costumi: Pierre-Yves Gayraud. Trucco: Aude Cogrel, Frédérique Foglia, Jane Milon. Musiche: ROB. Case di Produzione: Ce Qui Me Meut, Studio Canal, France 2 Cinéma, Panache Productions, La Compagnie Cinématographique. Distribuzione (Italia): Teodora Film. Durata: 126’. Genere: Commedia. Paesid i Produzione: Francia - Belgio, 2025. Titolo Originale: La venue de l’avenir. Interpreti: Suzanne Lindon (Adèle), Abraham Wapler (Seb), Julia Piaton (Céline), Vincent Macaigne (Guy), Zinedine Soualem (Abdel), Paul Kircher (Anatole), Vassili Schneider (Lucien), Cécile De France (Calixte de la Ferrière), Franҫois Berléand (Victor Hugo), Sara Giraudeau (Odette), Raika Hazanavicius (Rose), Alice Grenier (Berthe Morisot), Angèle Garnier (Violette), Alexandra Ansidei (Manon), Jonas Paz-Benavides (Artiste), Armandine Partensky, Vincent Perez, Fred Testot, Louise Pascal, Virginie Sibalo, Franҫois Chattot.


Il regista francese (di origine ebrea) Cédric Klapisch gira il suo film più ispirato, dopo alcune commedie (Niente di nienteOgnuno cerca il suo gatto), una pellicola per ragazzi (Il giovane pericoloso), una riduzione cinematografica da un testo teatrale (Aria di famiglia) e una collaborazione con il cinema iberico (L’appartamento spagnolo). La vita è una danza è un buon successo al botteghino in Francia, molto apprezzato anche in Italia, così come è interessante la pellicola Parigi, ma con I colori del tempo siamo su un altro piano narrativo, oserei dire proustiano, capace di fondere senso del passato, ricordi ancestrali, amore per la storia dell’arte e valore della memoria. Il messaggio forte del film è che bisogna fermarsi a riflettere sul passato per capire quel che vogliamo fare della nostra vita, smettere di guardare sempre avanti, pensare al significato del tempo perduto. Tutto comincia quando alcune persone - che tra loro non si conoscono - vengono convocate in Normandia per decidere sulla vendita di una casa ereditata, perché sono i discendenti di una misteriosa Adele che viveva nella Parigi della Belle Époque. Vengono scelti alcuni rappresentanti per visionare l’immobile e gestire la vendita a una società che vorrebbe trasformare casa e terreno antistante in una sorta di parco tematico. La cosa più riuscita del film è l’alternarsi di passato e presente senza soluzione di continuità, in maniera tale che lo spettatore assiste quasi a due film grazie a un abile montaggio alternato (Anne-Sophie Bion), capace di inserire una scena in costume d’epoca sfumando in dissolvenza le immagini moderne. Il regista - anche sceneggiatore con Santiago Amogorena - racconta le vicissitudini amorose di un giovane fotografo contemporaneo e al tempo stesso ci fa scoprire la Parigi ottocentesca e la vita di Adèle che cerca una madre sconosciuta mentre vive a Montmartre con un fotografo e un pittore. Il racconto porta sulla scena anche il pittore Monet - si scopre padre di Adèle - e tutta la pittura impressionista, al tempo incompresa ma in epoca contemporanea conservata in musei prestigiosi. Fotografia color pastello (per la parte antica) che ricorda la pittura impressionista - padrona della scena con tele che si estendono per intere pareti e paesaggi che riprendono lo stile -, modificata in una colorazione livida nelle sequenze moderne. Scenografie dipinte e computerizzate per rendere Montmartre una zona di campagna, scogliere della Normandia riprese in modo spettacolare, campagna che lascia il posto a strade cittadine convulse nella modernità, immagini di luoghi che sono stati oggetto di dipinti da parte di Monet, modificati dal passare degli anni. Costumi e trucco rasentano la perfezione in un crescendo narrativo che non trascura colpi di scena e momenti di riflessione interiore. Colonna sonora dolce e languida, tra musica classica e canzone d’autore, che accompagna immagini riprese con uno stile personale a base di brevi piani sequenza, carrelli e coinvolgenti primi piani. Commedia in costume che si alterna a commedia contemporanea, con grande passione per la storia dell’arte, per la pittura e per la fotografia. Selezionato al Festival di Cannes, successo al botteghino in Francia, ulteriore conferma del grande momento che sta attraversando il cinema transalpino. Un film imperdibile, da vedere al cinema.

A cura di Gordiano Lupi



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