La belva di Ludovico Di Martino

Noir metropolitano

Film insolito nel panorama cinematografico italiano

La belva (Italia, 2020)
Regia: Ludovico Di Martino. Soggetto: Ludovico Di Martino, Claudia De Angelis, Andrea Paris, Nicola Ravera Rafele. Sceneggiatura: Ludovico Di Martino, Claudia De Angelis, Nicola Ravera Rafele. Fotografia: Luca Esposito. Montaggio: Francesco Loffredo. Musiche: Andrea Manusso, Matteo Nesi, Giorgio Ferrario. Scenografia: Fabrizio D’Arpino. Costumi: Andrea Cavalletto. Produttore: Matteo Rovere. Produttore Esecutivo: Paolo Lucarini. Casa di Produzione: Warner Bros. Italia, Groenlandia. Distribuzione (Italia): Coming Soon (cinema), Netflix. Lingua Originale: Italiano. Paese di Produzione: Italia, 2020. Durata: 97’. Genere: Azione. Interpreti: Fabrizio Gifuni (Leonida Riva), Lino Musella (Antonio Simonetti), Monica Piseddu (Angela), Andrea Pennacchi (Mozart), Emanuele Linfatti (Mattia Riva), Giada Gagliardi (Teresa Riva), Nicolò Galasso (Peppe), Giacomo Colavito (Emanuele), Gianmarco Vettori (Faina), Silvia Gallerano (La Mastina), Massimiliano Setti (agente Belli), Daria Deflorian (dottoressa Di Nardi), Marco Mario De Notaris (capo dei Mastini), Stefano Guerrieri (agente Petrassi), Francesca Turrini (agente Floris), Andrei Nova (Ivan).


Ludovico Di Martino prima di questo film aveva girato solo Il nostro ultimo (2015), una pellicola drammatica di un certo interesse, ma qui affronta un genere nuovo come l’action-movie all’americana, condito in salsa italiana per la presenza di una tematica legata agli affetti familiari. Il regista è noto per alcune serie televisive, tra queste dieci episodi di Mare fuori (2025), senza dimenticare Skam Italia e Roles (web serie). Il tema portante del suo cinema sono i rapporti tra genitori e figli, le relazioni interpersonali che si sviluppano in momenti complessi della vita. Il nostro ultimo presenta due fratelli che vogliono esaudire il desiderio della madre malata di rivedere il mare prima di morire. La belva ci fa conoscere un padre mentalmente instabile - in cura con psicofarmaci dopo aver rischiato la vita partecipando a missioni belliche -, che cerca di ristabilire un rapporto con moglie e figli. Film che al cinema si è visto solo per tre giorni, purtroppo, quindi è passato su Netflix, dove ha avuto la meritata consacrazione. La storia racconta le vicissitudini di Leonida Riva (Gifuni), veterano del Reggimento Incursori, in cura per lo stress post-traumatico subito quando ha visto trucidare gli uomini a sua disposizione, salvando solo per miracolo la sua vita. La storia si basa sul rapimento della figlia Teresa e un padre che mette in campo tutte le tecniche da ex guerriero per cercare di ritrovarla. Il lato oscuro di Leonida viene alla ribalta, l’uomo non si fa scrupoli di uccidere e massacrare pur di liberare la piccola, eludendo anche la sorveglianza della polizia, soprattutto del questore Simonetti (Musella). La belva è un action che gode di un montaggio consequenziale (Loffredo) - interrotto da alcuni flashback bellici per spiegare il passato del protagonista -, girato a ritmi sincopati e confezionato in 97’ minuti, non tutti essenziali perché qualche breve taglio non avrebbe guastato. Fotografia cupa e metallica, persino gelida e notturna del bravo Luca Esposito; scenografie suggestive di una Napoli violenta; inseguimenti cittadini realizzati con effetti speciali interessanti; colonna sonora suggestiva. La sceneggiatura non perde un colpo, basata su colpi di scena all’interno di una struttura da noir metropolitano; il regista è autore a tutto tondo, anche se collabora con Andrea Paris (soggetto), Claudia De Angelis e Nicola Ravera RafeleFabrizio Gifuni è molto bravo e fornisce un’interpretazione complessa senza alcuna concessione alle convenzioni del genere. Andrea Pennacchi è un cattivo convincente, Lino Musella è un buon attore ma la parte che deve recitare non pare del tutto nelle sue corde. La belva è un film insolito nel panorama cinematografico italiano, il regista cita Umberto Lenzi e Fernando di Leo, soprattutto nella cura con cui filma gli inseguimenti cittadini e per la veridicità delle parti cruente. Visto su Rai 4, il canale Rai dedicato al genere, soprattutto thriller, azione e horror. Consigliato a ogni appassionato di action-movie. Una ventata d’aria fresca per il cinema italiano.

A cura di Gordiano Lupi



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