The Animal Kingdom di Thomas Cailley

Vincitore di alcuni Premi César

Un film che rappresenta un'occasione perduta

The Animal Kingdom (Francia, Belgio 2023)
Regia: Thomas Cailley. Soggetto e Sceneggiatura: Thomas Cailley, Pauline Munier. Fotografia: David Cailley. Montaggio: Lilian Corbeille. Scenografia: Julia Lemaire. Musiche: Andrea Laszlo De Simone. Costumi: Ariane Durat. Trucco: Frédéric Lainé, Jean-Christophe Spadaccini, Pascal Molina. Produttore: Pierre Guyard. Effetti Speciali: Cyrille Bonjean, Bruno Sommier. Case di Produzione: Nord-Ouest Films, Studio Canal, France 2 Cinéma, Artémis Productions. Paesi di Produzione: Francia, Belgio - 2023. Durata: 128’. Genere: Fantastico. Lingua Originale: Francese. Interpreti: Romain Duris (François Marindaze), Paul Kircher (Émile Marindaze), Adèle Exarchopoulos (Julia Izquierdo), Tom Mercier (Fix), Billie Blain (Nina Moktari), Xavier Aubert (Jacques), Saadia Bentaïeb (Naïma), Gabriel Caballero (Victor), Iliana Khelifa (Maëlle), Nathalie Richard (Valérie Beaudoin).

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The Animal Kingdom è un film fantastico francese, diretto e sceneggiato da Thomas Cailley, autore che proviene dal mondo della distribuzione e che - prima di questo lavoro - aveva diretto solo The Fighters - Addestramento di vita (2014) e scritto un paio di lungometraggi. La storia riecheggia il mito degli zombi e dei vampiri metropolitani, come uomini colpiti da un virus, solo che la mutazione trasforma poco a poco in animali. Il titolo originale francese - Le Règne Animal - è molto efficace per delineare il tema, anche perché uomini e bestie non si accettano, per chi è avvenuta la modifica genetica si spalancano le porte dei famigerati centri (vere e proprie prigioni) o la scelta di fuggire nelle foreste, dove vengono cacciati. The Animal Kingdom racconta la storia di un padre e di un figlio sulle tracce della madre, trasformata in bestia feroce, quando anche sul ragazzo cominciano a comparire tracce di cambiamento in lupo, la colonna dorsale si modifica, le zanne prendono il posto dei denti e spuntano gli unghioli. Storia di amore materno (la madre e il figlio si ritrovano nelle vesti di animali e si aiutano), ma anche di amore coniugale e paterno (il padre è una figura tragica molto ben descritta), così come è storia di amicizia (le bestie sono solidali, il ragazzo-lupo diventa amico di un uomo-uccello) e di non accettazione del “diverso” da parte della maggioranza umana che si definisce “normale”. The Animal Kingdom - che è piaciuto molto in Francia e ha vinto alcuni Premi César - non pare un film risolto, anche se parte da una buona idea non prende mai con decisione una strada. A tratti sembra cinema d’autore - soprattutto nei tempi e nel montaggio (128 minuti sono molti per le cose da dire) -, a tratti la svolta fantastica è evidente, ma gli effetti speciali sono ai minimi termini e potevano essere sfruttati meglio. La sceneggiatura del regista (con Pauline Munier) è scolastica e consequenziale, come la regia non presenta sussulti importanti ma è al servizio del racconto. La colonna sonora suadente e sinfonica è tra le cose migliori, composta da Andrea Laszlo De Simone, si è giustamente aggiudicata un Premio César. Tra gli attori spicca Romain Duris nei panni di François, il padre macerato dal dolore che cerca la moglie e vuol salvare il figlio, mentre è sprecata Adèle Exarchopoulos nei panni di un’anonima poliziotta. Bravo il giovane Paul Kircher (Émile), il figlio sedicenne che si trasforma in lupo, sia nella recitazione umana, sia nella modifica genetica che lo costringe a comportarsi da animale. Un film che rappresenta un’occasione perduta, ma che si salva per l’atteggiamento pietoso e dolente verso i mutanti e per i messaggi positivi che comunque lancia, inoltre si lascia guardare anche per i modesti effetti speciali che presentano le trasformazioni da uomo in bestia. Visto su Rai 4, il canale dei generi. Reperibile su Rai Play.

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A cura di Gordiano Lupi



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