Una critica sociale affilata
Che non ha paura di cambiare pelle a metà visione
Barbarian (Usa, Germania 2022)
Regia: Zach Cregger. Soggetto e Sceneggiatura: Zach Cregger. Fotografia: Zach Kuperstein. Montaggio: Joe Murphy. Musiche: Anna Drubich. Costumi: Kiril Naumov. Produttore: Arnon Milchan, Roy Lee, Raphael Margules, J.D. Lifshitz. Produttore esecutivo: Yariv Milchan, Michael Schaefer, Natalie Lehmann, Danny Chan, Alex Lebovici, Bill Skarsgård. Case di Produzione: Regency Enterprises, Almost Never Films, Hammerstone Studios, BoulderLight Pictures, Vertigo Entertainment. Distribuzione (Italia): Disney+. Paese di Produzione: Stati Uniti d'America, 2022. Durata: 102’. Genere: Orrore. Interpreti: Georgina Campbell (Tess Marshall), Bill Skarsgård (Keith Toshko), Justin Long (AJ Gilbride), Matthew Patrick Davis (la "madre"), Richard Brake (Frank), Kurt Braunohler (Doug), Jaymes Butler (Andre), Sophie Sörensen (Bonnie Zane), J.R. Esposito (Jeff), Kate Bosworth (Melisa Herberts), Brooke Dilman (madre di AJ), Sara Paxton (Megan), Will Greenberg (Robert).
Barbarian è uno di quei rari film horror che riesce a essere genuinamente imprevedibile perché vive di colpi di scena e cambi di tono radicali.
La storia inizia con un tropo horror modernissimo: l'errore di prenotazione su un'app di affitto breve (stile Airbnb). Tess (Georgina Campbell) arriva in una Detroit spettrale e piovosa nel cuore della notte, solo per scoprire che la casa che ha affittato è già occupata da Keith (Bill Skarsgård).
La prima parte del film è un esercizio magistrale di tensione psicologica. Cregger gioca con le aspettative del pubblico: Keith è un predatore o una vittima delle circostanze? La diffidenza di Tess è palpabile e giustificata, riflettendo i pericoli reali che le donne affrontano quotidianamente. Tuttavia, il vero orrore non risiede in un malinteso tra coinquilini, ma in ciò che si cela nelle fondamenta della casa.
Il merito di Barbarian risiede nella sua struttura non convenzionale, divisa quasi in tre capitoli distinti. Il primo atto è un thriller claustrofobico e lento. La scoperta di una porta segreta nel seminterrato conduce a un labirinto di corridoi bui che trasuda marciume e segreti. Poi, quando la tensione raggiunge il limite, il film subisce un taglio netto. Veniamo catapultati in un'atmosfera completamente diversa: il sole della California, una decappottabile e un nuovo personaggio, AJ (Justin Long), un attore di Hollywood narcisista e sgradevole. Questo cambio di tono è rischioso ma geniale, fornendo un necessario momento di sollievo comico prima di ripiombare nell'abisso dove il finale fonde le due linee narrative in un climax di violenza, body horror e follia che ricorda i classici di Wes Craven o il cinema di genere degli anni '80.
Sotto la superficie di un horror "mostruoso", Barbarian nasconde riflessioni profonde e attuali. Il film usa Detroit come metafora della decadenza urbana e dell'abbandono. Il quartiere di Brightmoor, dove si svolge l'azione, è un deserto di case fatiscenti dove nessuno viene a salvarti. Il contrasto tra Keith (l'uomo moderno e sensibile ma ambiguo) e AJ (l'uomo egoista e manipolatore) è centrale. Il film esplora come diverse tipologie di uomini reagiscono al pericolo e come le donne siano spesso costrette a essere "iper-vigili" per sopravvivere.
Senza fare spoiler, la genesi del mostro nel film è legata a una storia di abusi e segregazione che affonda le radici negli anni '80, suggerendo che l'orrore del presente è spesso il risultato di peccati passati mai espiati.
Zach Cregger dimostra una padronanza della macchina da presa sorprendente per un esordiente nel genere horror. Il contrasto tra gli interni domestici rassicuranti e l'oscurità assoluta dei tunnel sotterranei crea un senso di minaccia costante. I rumori ambientali, i cigolii e i respiri fuori campo sono utilizzati per costruire un'ansia che non ha bisogno di jump scare banali per colpire. Georgina Campbell è una protagonista solida e intelligente, ma è Justin Long a rubare la scena, interpretando un personaggio che odi e ami guardare per quanto è detestabile.
Barbarian è un film audace, divertente e profondamente disturbante. Non è solo un horror sui mostri, ma una critica sociale affilata che non ha paura di cambiare pelle a metà visione. È una boccata d'aria fresca in un panorama di genere spesso ripetitivo.
Un must-watch per ogni appassionato di horror che vi lascerà con il fiato sospeso e molto su cui riflettere dopo i titoli di coda.
A cura di Tiziano Greco
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