Il Tempio della Notte di Villa Finzi

Una sorta di Pantheon del sottosuolo

Realizzato seguendo particolari linee guida esoteriche e massoniche

Il Tempio della Notte di Villa Finzi a Gorla. Il sottosuolo di Villa Finzi a Gorla, sobborgo di Milano, cela un segreto.


Al di sotto di una collinetta artificiale si apre un vasto sotterraneo, voluto nel 1829 dal conte ungherese Utthyany, all’epoca proprietario della magione.
Una sorta di Pantheon del sottosuolo, chiamato Tempio della Notte e realizzato seguendo particolari linee guida esoteriche e massoniche.
Si presenta come una vasta sala circolare circondata da colonne dove l’unica fonte di luce è rappresentata da un oculus sulla volta.
Tra una colonna e ed un’altra sono presenti nicchie che un tempo sicuramente ospitavano statue e simulacri.
Cosa particolarissima, la struttura presenta un orientamento archeoastronomico che denota.il suo utilizzo a scopo di luogo di culto misterico.
La prima nicchia infatti viene centrata da un raggio di luce esattamente durante i solstizi.
Un luogo davvero particolare e con pochi paragoni al mondo.
Bisogna ringraziare i volontari e gli esploratori dell’associazione Scam per averlo riportato alla luce e ad aver avviato le prime ricerche serie per carpirne i segreti.

Architetture del mistero (note della Redazione)
In tutto il territorio italiano, si registra solamente un’altra testimonianza di questa peculiare forma strutturale. Tale esempio sorge anch'esso entro i confini lombardi, per la precisione a Cernusco sul Naviglio. L'edificio è collocato nel giardino di pertinenza della dimora nobiliare del Conte Ambrogio Uboldo, una "villa di delizia" edificata a brevissima distanza dal canale della Martesana. Questa costruzione precede di alcuni anni il progetto analogo situato a Gorla.
Oltrepassando i confini nazionali, il panorama europeo offre un unico ulteriore termine di paragone: il parco del Castello di Schönau an der Triesting, nella Bassa Austria. Qui, nel 1796, il facoltoso barone Peter von Braun commissionò la realizzazione del cosiddetto Tempio della Notte.
Questi complessi sono accomunati da una serie di tratti distintivi: si tratta di santuari sotterranei composti da sistemi di colonnati, elementi scultorei, soffitti a volta e incavi murari. La loro progettazione segue rigorosi allineamenti con i corpi celesti. Attraverso un'apertura zenitale posta sulla sommità, i raggi solari penetrano nelle profondità durante i solstizi estivi e invernali, andando a colpire specifiche nicchie che, con ogni probabilità, fungevano da basamento per simulacri. Sebbene l'immaginario collettivo possa evocare cerimonie occulte o messe nere, non esistono evidenze di tali pratiche, al contrario, si ritiene che questi spazi fossero destinati a ospitare assemblee di stampo massonico e percorsi di iniziazione.
All'interno della simbologia massonica, il rito iniziatico rappresenta la transizione fondamentale verso il conseguimento della Luce. In questo contesto, l'aspirante membro è tenuto a trascorrere un periodo di isolamento in un gabinetto di riflessione. Questo ambiente buio richiama esplicitamente l'allegoria della caverna di Platone: una rappresentazione della morte simbolica necessaria per la successiva rinascita spirituale del neofita.

A cura di Luigi Pellini


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