Un viaggio dell’anima attraverso paure ancestrali
Che porta alla scoperta dei valori familiari indissolubili e la disperazione nel sentirsi soli
La guerra dei mondi (Usa 2005)
Regia: Steven Spielberg. Soggetto: H. G. Wells (romanzo). Sceneggiatura: Josh Friedman, David Koepp. Fotografia: Janusz Kaminski. Montaggio: Michael Kahn. Effetti Speciali: Dennis Muren, Pablo Helman, Randal M. Dutra, Daniel Sudick. Musiche: John Williams. Produttori: Kathleen Kennedy, Colin Wilson. Produttore Esecutivo: Paula Wagner. Case di Produzione: Dream Works Pictures, Paramount Pictures, Amblin Entertainment, Cruise / Wagner Productions. Distribuzione (Italia): Paramount Pictures. Scenografia: Rick Carter, Tony Fanning, Anne Kuljian. Costumi: Joanna Johnston. Truccoi: Lois Burnwell, Kenny Myers, Steve Johnson. Genere: Fantascienza. Durata: 117’. Paese di Produzione: Stati Uniti d’America, 2005. Lingua Originale: Inglese. Titolo Originale: War of the Worlds. Interpreti: Tom Cruise (Ray Ferrier), Dakota Fanning (Rachel Ferrier), Justin Chatwin (Robbie Ferrier), Tim Robbins (Harlan Ogilvy), Miranda Otto (Mary Ann Ferrier), Rick Gonzalez (Vincent), Yul Vazquez (Julio), Lenny Venito (Manny il meccanico), Lisa Ann Walter (Cheryl), Ann Robinson (nonna), Gene Barry (nonno), David Alan Basche (Tim), Roz Abrams (sé stessa), Camilla Sanes (reporter), Amy Ryan (vicina di casa di Ray), Danny Hoch (poliziotto).
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Steven Spielberg gira la sua versione - altamente spettacolare e drammatica - de La guerra dei mondi, romanzo di H.G. Wells (1897), già portato sul grande schermo (con i mezzi del 1953) da Byron Haskin. Sceneggiatori Josh Friedman e David Koepp (dopo il rifiuto di J.J. Abrams per impegni), che realizzano un’epopea familiare all’interno di un soggetto fantascientifico, con un padre assente e immaturo che - grazie alle prove della vita - ritrova l’amore e la fiducia dei suoi figli. Girato tra California, Connecticut, New Jersey, New York e Virginia, oltre seicento milioni d’incasso, candidato a tre premi Oscar, grande successo di critica e pubblico. La trama vede l’operaio Ray Ferrier (Cruise), divorziato dalla moglie, ricevere in custodia i figli Rachel (Fanning) e Robbie (Chatwin), ma lo stesso giorno si verifica un cataclisma imprevisto, una vera e propria invasione dai cieli e dal sottosuolo di un’orda aliena. La famiglia in fuga si dirige verso Boston, mentre il terreno si cosparge di cadaveri e il fiume Hudson vede scorrere corpi senza vita di fronte agli occhi esterrefatti della piccola Rachel. Inutile raccontare la trama per filo e per segno, basti dire che gli effetti speciali sono mirabolanti e che i mostri spaziali vengono descritti benissimo, sia fisicamente che a bordo di congegni giganteschi che indagano il territorio, rapiscono e uccidono. Il finale non è imprevisto, perché ricalca il romanzo di Wells, e vede la sconfitta aliena grazie ai microbi messi sulla Terra dal buon Dio - come spiega la voce fuori campo -, in questo caso alleati degli uomini e portatori di infezioni per gli extraterrestri, che muoiono non appena respirano l’atmosfera del pianeta. Terzo film fantascientifico a tema alieni girato da Spielberg dopo E.T. l'extra-terrestre e Incontri ravvicinati del terzo tipo, in questo caso a tinte fosche, spaventoso e drammatico, persino horror, fotografato con il colore cupo della notte. Spielberg accetta la sceneggiatura di Friedman rivista da Koepp e mentre lavora al film si rende conto che ci sono elementi simili a tristi eventi della sua vita (il divorzio dei genitori, la difficoltà di accettare la situazione) e comprende quanto i fatti dell’11 settembre siano importanti ai fini del girato. Spielberg compie un viaggio dell’anima attraverso paure ancestrali che porta alla scoperta dei valori familiari indissolubili, tra la paura di un’invasione mortale che ricorda i timori degli attacchi terroristici e la disperazione nel sentirsi soli in un mondo in disfacimento. Ottimo il personaggio di Harlan, reso con sguardi da folle dal bravo Tim Robbins, che si nasconde nel sottosuolo e pensa di dover combattere gli alieni che hanno massacrato la sua famiglia. Un personaggio che nel romanzo non è presente ma che contiene elementi di alcune figure inventate da Wells e cosparse nei capitoli di una storia immortale. Tom Cruise è perfetto nei panni del padre immaturo che acquista consapevolezza di fronte al pericolo e cerca con ogni mezzo di salvare i suoi figli, anche se a un certo punto è costretto a lasciar andare il maggiore verso il suo destino. Dakota Fanning è giovanissima (11 anni) ma molto brava nei panni della figlia minore (era già una piccola attrice dal 2001!), così come Justin Chatwin rende bene la ribellione del figlio nei confronti di un padre che non si è mai occupato di lui. Fotografia cupa e notturna (Kamisnski), montaggio sincopato da film d’azione (Kahn impagina tutto in 117’), suspense ai massimi livelli, effetti speciali di grande spessore (Muren, Helman, Dutra, Sudick), colonna sonora intensa (Williams), scenografie straordinarie con interi ambienti ricostruiti in teatri di posa (Carter, Fanning, Kuljian), regia ispirata e accorta nei movimenti di macchina classici che definiscono il cinema di Spielberg. Degno di nota lo stupendo piano sequenza in macchina durante la fuga della famiglia verso Boston, ma anche la gestione della comparse (davvero molte) nelle scene di aggressione è da manuale. Possiamo dire di aver visto un film di fantascienza, ma Spielberg è un terrorista dei generi, se vogliamo La guerra dei mondi è cinema catastrofico in piena regola, oltre che bellico e d’azione condito da pura avventura, così come non vanno trascurate le dinamiche da dramma familiare. Budget grandioso ma incassi altrettanto importanti. Un film che resiste al passare del tempo. Rivisto sui canali digitali Mediaset.

