Horror claustrofobico
Confezionato con cura per i particolari
You’ll Never Find Me - Nessuna via d’uscita (Australia 2023)
Regia: Joshia Allen, Indianna Bell. Soggetto e Sceneggiatura: Indianna Bell. Fotografia: Maxx Corkindale. Montaggio: Josiah Allen. Scenografie: Hannah Sitters. Costumi: Victoria Arvanitakis. Musiche: Darren Lim. Case di Produzione: Stakeout Films, Someone Like U Productions. Interpreti: Brendan Rock, Jordan Cowan, Elena Carapetis, Angela Korng. Uscita: 17 luglio 2025. Prima TV: Rai 4, 19 marzo 2026. Distribuzione (Italia): Filmclub Distribuzione, Minerva Pictures. Genere: Horror. Paese di Produzione: Australia, 2023. Durata: 100’.
Un horror teatrale, girato secondo la regola dell’unità di spazio, tempo e luogo, basato su due soli personaggi misteriosi e ambientato durante una notte di tempesta. Horror da camera, se mi passate la definizione, confezionato con cura per i particolari e facendo bene attenzione a giocare le carte migliori sull’incedere della tensione narrativa. Non è facile realizzare un film come questo, basato sulla suspense e sul ritmo, sceneggiato in modo avvincente e insolito. Patrick è un uomo solitario, tormentato da un passato che grava come un macigno sulle sue spalle; nel cuore della notte riceve la visita inaspettata di una giovane donna, bagnata di pioggia, scalza e confusa, che chiede di poter fare una telefonata. La tensione cresce, minuto dopo minuto, tra i due personaggi; Patrick non ha telefono e non può accompagnare la ragazza alla cabina perché è una notte di burrasca. L’uomo offre una doccia alla donna, del cibo, qualcosa da bere, ma il clima tra i due diventa sempre più pesante e misterioso. Non possiamo dire altro sulla trama perché niente è come sembra, ma a un certo punto di un racconto lineare tutto viene sconvolto da una serie di eventi psichedelici - inquietanti e onirici - che alzano il velo e scoprono una sorprendente verità. Horror claustrofobico, interessante debutto alla regia in un lungometraggio drammatico per Josiah Allen e Indianna Bell, che tengono inchiodato alla poltrona lo spettatore con una storia ai minimi termini, grazie a dialoghi ben scritti - secchi e asciutti - e alla cura certosina per la suspense. La conoscenza di David Lynch è alla base di film come questi, ma i due registi mostrano uno stile originale, percorrendo una via insolita per un horror a basso costo, basato soprattutto su atmosfera e paura suggerita, fino a un’esplosione di assoluta violenza. Fotografia cupa e tenebrosa - tutta in notturno - (Corkindale); montaggio che passa dal compassato al serrato senza soluzione di continuità (Allen); musica glaciale (Lim); scenografia squallida e inquietante (Sitters) - una casa malandata e sporca -; sceneggiatura essenziale (Bell), che non perde un colpo. Tutto funziona in questo film, confezionato in cento minuti di angoscia, anche se il finale cambia ritmo in maniera forse troppo convulsa. Consigliato agli appassionati di thriller estremo e cinema dell’orrore.
A cura di Gordiano Lupi
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