Girato a dovere
Un'approfondita analisi delle personalità disturbate
Beast (Regno Unito 2017)
Regia, Soggetto, Sceneggiatura: Michael Pearce. Fotografia: Benjamin Kracun. Montaggio: Maya Maffioli. Musica: Jim Williams. Scenografia: Candice Marchlewski. Costumi: Jo Thompson. Effetti: Dave Goshorn, Matthew Strange. Trucco: Nadia Stacey. Produttori: Greg McManus, Natascha Wharton, David Staniland, Myles Payne, Ivana Mackinnon, Sam Lavender. Case di Produzione: Agile Films, Stray Bear Productions. Genere: Drammatico. Durata: 107’. Paese di Produzione: Regno Unito, 2017. Lingua Originale: Inglese. Interpreti: Jessie Buckley (Moll), Geraldine James (Hilary), Johnny Flynn (Pascal), Olwen Fouere (Theresa Kelly), Shannon Tarbet (Polly), Charley Palmer Rothwell (Leigh), Hattie Gotobed (Jade), Oliver Maltman (Harrison), Trystan Gravelle (Clifford), Emily Taaffe (Tamara),Tim Woodward (Fletcher), Barry Aird (Stuart), Maria de Lima (Rita).
Beast è ambientato nella suggestiva location dell’Isola di Jersey, situata in pieno canale della Manica, come per ricordare il vecchio regno di Normandia. In questo piccolo mondo provinciale conosciamo la ventisettenne Moll, oppressa dal rigido autoritarismo materno, che vive con il ricordo di un recente passato di violenza nel quale ha tentato di uccidere (per vendetta) una coetanea. A un tratto nella vita della ragazza appare un giovane misterioso di nome Pascal che prima la salva da una violenza carnale quindi le fa vivere un’intensa storia d’amore. Pascal, però, è sospettato di essere un serial killer e di aver messo in atto alcuni efferati omicidi che hanno sconvolto la pace della comunità insulare. Il maggior sostenitore della colpevolezza di Pascal è un ispettore di polizia innamorato di Moll, da lei sempre respinto, quindi esistono dubbi sulla sua imparzialità di giudizio. Non andiamo oltre con la trama, basata su diversi colpi di scena e una buona suspense, oltre a compiere un’approfondita analisi delle personalità disturbate e dei legami che si creano tra individui simili. Beast è girato a dovere mettendo in primo piano i suggestivi paesaggi dell’Isola di Jersey (tra Regno Unito e Francia), il regista riprende scogliere, spiagge, castelli e boschi, fotografando suggestivi notturni e splendenti momenti solari. Debutto assoluto per la bravissima Jessie Buckley - vista nel recente Hamnet di Chloé Zhao - già attrice compiuta ed espressiva nella parte di Moll, ruolo ambiguo di non facile interpretazione. Johnny Flynn è il torbido Pascal, che proviene dalla Francia e sembra uno zingaro vagabondo, bravo a rendere inquietante il personaggio maschile sospettato di essere un serial killer. Ben calata nella parte di Hilary, madre arcigna e anaffettiva, la britannica Geraldine James. Il regista - non molto noto ai nostri lidi, tutto sommato bravo e ispirato - scrive il soggetto e lo sceneggia, rifacendosi a una storia realmente accaduta. Il montaggio di Maya Maffioli è intenso e serrato, contiene il film in 107 minuti essenziali e non manca di suspense. Colonna sonora angosciante e claustrofobica di Jim Williams. Un film da recuperare, sia per le buone interpretazioni, sia per una storia che si sviluppa tra angoscianti momenti di tensione. Visto su Rai 4, il canale tra cinema d’autore e genere.
A cura di Gordiano Lupi

