Roll The Dice dei Perpetual Fire

Il simbolo di una rinascita

Che si muove agilmente tra le correnti dell'heavy metal classico

PERPETUAL FIRE - Roll The Dice
Full-length, Wanikiya Record (2025)

Perpetual Fire tornano sulle scene con il loro quinto capitolo in studio Roll The Dice. Distribuito dall'etichetta Wanikiya Record, l'album non è solo una raccolta di brani, ma il simbolo di una rinascita avvenuta attraverso prove umane e professionali non indifferenti.


La genesi di questo disco è stata segnata da un cammino tortuoso: la band ha dovuto navigare tra tempeste personali, legate a problemi di salute che hanno colpito i membri del gruppo e i loro affetti più cari. A rendere il quadro ancora più complesso è stato anche il cambio della guardia dietro al microfono. Lo storico vocalist Roby Beccalli ha infatti deciso di lasciare la band per motivi personali, in un clima di assoluta stima reciproca e armonia con i compagni. La sfida di raccogliere un'eredità così pesante è stata affidata a Riccardo Re. Il nuovo cantante si è rivelato un innesto prodigioso: grazie a un timbro versatile e a un talento cristallino, è riuscito a far proprie le vecchie glorie della band e a infondere nuova linfa alle composizioni inedite, integrandosi perfettamente nell'alchimia del quintetto.

L'album si muove agilmente tra le correnti dell'heavy metal classico di stampo ottantiano e le cavalcate power metal che hanno dominato gli anni '90. Tuttavia, Roll The Dice non è una semplice operazione nostalgia; la band esplora territori finora inediti per la propria discografia.
Il singolo Mr. Enchantment rompe gli schemi con vibrazioni solari e spensierate. Il brano tratteggia la figura grottesca di un influencer che ammalia le masse con la sua retorica per puro tornaconto personale. Nel videoclip, questa figura è interpretata magistralmente da Stefano Luna, che attinge all'arte mimica di Marcel Marceau per dare vita a un personaggio inquietante e bizzarro.
La tracklist scivola poi tra le ombre di Seven Days, un pezzo dalle tinte fosche ispirato alla figura di Lucifero, e le sonorità solari di Salt In Water, che strizza l'occhio al glam californiano degli anni d'oro. Segue poi Time una ballad moderna incentrata sul pianoforte. La parte centrale del disco picchia duro con brani come Take My Soul Another DayThe Door To Nowhere e Savage Revenge, dove l'influenza power metal emerge con vigore. La title track, Roll The Dice, si distingue per essere una traccia strumentale dal piglio epico e corale.
La chiusura è affidata a My Private Hell, una ballata intima per chitarra e voce. È una riflessione nuda sulla solitudine del dolore e su come le battaglie interiori di ognuno rimangano, spesso, un "inferno privato" inaccessibile agli altri.

Il disco ha preso forma tra le mura dello studio di proprietà del chitarrista Steve Volta, garantendo un controllo creativo totale che segna una tappa fondamentale nella maturazione del gruppo.
Anche l'occhio vuole la sua parte: l'impatto sonoro è tradotto visivamente dalla splendida copertina firmata da Luca Gentile. L'opera cattura l'essenza emotiva dell'album, riflettendo quell'energia potente e quell'atmosfera densa che si respira traccia dopo traccia.

In conclusione, Roll The Dice è un album che vince la scommessa contro le avversità, confermando i Perpetual Fire come una realtà solida e capace di rinnovarsi senza tradire le proprie radici metalliche.

Tracklist
  1. A New Fire
  2. Mr. Enchantment
  3. Seven Days
  4. Salt In Water
  5. Time
  6. Roll The Dice
  7. Take My Soul Another Day
  8. The Door To Nowhere
  9. Savage Revenge
  10. My Private Hell

Line-up:
  • Riccardo Re - Voce
  • Steve Volta - Chitarre e cori
  • Mark Zampetti - Basso
  • Mauro Maffioli - Tastiere
  • Sergio “Serz” Gasparini - Batteria

A cura di Red Scorpion




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