Romanzo anomalo e affascinante
Che si distingue per misura, controllo e profondità psicologica
Con la pubblicazione di Cold Harbour, Biblioteca di Lovecraft riporta finalmente all’attenzione dei lettori italiani un romanzo anomalo e affascinante di Francis Brett Young, impreziosito dalla traduzione di Lucio Besana.
Uscito nel 1924, Cold Harbour rappresenta un caso singolare nella produzione di Young. Autore prevalentemente realistico, legato alla narrativa sociale e ambientato nelle Midlands inglesi, qui si confronta con il soprannaturale, dando vita a una ghost story che si distingue per misura, controllo e profondità psicologica. Più che una semplice incursione nel genere, si tratta di un esperimento riuscito, in cui gli strumenti del romanzo realistico vengono applicati all’orrore. La vicenda si sviluppa attraverso una struttura indiretta e stratificata: un racconto nel racconto, filtrato da memorie e testimonianze, che mantiene sempre una distanza tra il lettore e gli eventi. Al centro si trova la figura inquietante di Humphrey Furnival e la dimora di Cold Harbour, luogo isolato e carico di una tensione latente che sembra impregnare ogni cosa.
Ciò che rende il romanzo particolarmente efficace è il modo in cui l’orrore emerge dal realismo. Young non forza mai la dimensione soprannaturale: al contrario, costruisce un mondo perfettamente credibile, fatto di paesaggi industriali, campagne svuotate e ambienti quotidiani, all’interno del quale qualcosa inizia progressivamente a incrinarsi. Il perturbante non irrompe, ma si insinua, contaminando la realtà senza mai dichiararsi apertamente. In questo senso, il romanzo si avvicina a una concezione moderna del gotico, in cui il male non è tanto una presenza esterna quanto una forza ambigua, legata ai personaggi e ai luoghi. La figura di Furnival, più che incarnare un elemento puramente soprannaturale, appare come un centro di attrazione oscura, profondamente umano e proprio per questo ancora più disturbante.
Non sorprende che Cold Harbour fosse particolarmente apprezzato da H. P. Lovecraft, che ne riconosceva la capacità di evocare l’orrore attraverso l’atmosfera e l’indirettezza. Il romanzo incarna infatti molti degli elementi che Lovecraft considerava essenziali per il weird: la suggestione, la reticenza, e soprattutto il senso di una minaccia indefinita che non si lascia mai afferrare completamente. La nuova edizione italiana valorizza pienamente queste qualità. La traduzione di Besana restituisce con equilibrio la prosa di Young, mantenendone la precisione e le sfumature, mentre la scelta editoriale della Biblioteca di Lovecraft si conferma coerente nel recupero di opere meno note ma fondamentali per comprendere l’evoluzione del fantastico moderno. Cold Harbour non è un romanzo immediato: il ritmo è misurato, la tensione si costruisce lentamente e l’orrore resta spesso implicito. Ma è proprio questa discrezione a renderlo duraturo.
Siamo di fronte a un’opera che dimostra come il vero perturbante non risieda in ciò che viene mostrato, ma in ciò che si suggerisce. E proprio per questo, come aveva ben compreso Lovecraft, Cold Harbour continua a esercitare una sottile e persistente inquietudine.
L’AUTORE
Francis Brett Young (1884–1954) è stato un celebre scrittore, poeta e medico inglese, noto per i suoi romanzi ambientati nel Worcestershire, caratterizzati da una narrazione abile e spesso sentimentale. Dopo una carriera come medico, ha ottenuto grande successo letterario tra gli anni '20 e '40 con opere come My Brother Jonathan.
Cold Harbour
(La casa degli orrori invisibili)
Autore: Francis Brett Young
Traduttore: Lucio Besana
Editore: Agenzia Alcatraz
Anno: 30 gennaio 2026
Pagine: 312
Dimensioni: 12.2 x 2.6 x 19 cm
ISBN-13: 978-8885772670
Prezzo: 18,05 €
A cura di Cesare Buttaboni
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