La meccanica dell'ambaradan di Fabio Lastrucci

Un libro dalla voce distinguibile

Raccolta irregolare nel senso migliore che non cerca una tonalità unica

[…] Gli incontri ravvicinati saranno anche storie che fanno vendere i giornali, ma credete a me, scrivete d’altro. Non torneranno più. Non è possibile, semplicemente. I fatti parlano chiaro: sulla costa Atlantica ci sono stati gli avvistamenti più noti degli ultimi quarant’anni, da allora ne sono entrati di giornalisti qui al mio spaccio (e certamente non per comprare crawfish a 80 centesimi la libbra). Intorno alla metà degli anni cinquanta però la situazione è cambiata. C’è stato il caso di Beauville, poi è finito tutto. E sapete, la cosa strana è che stavolta il governo non c’entra affatto: niente complotti, insabbiamenti, servizi segreti, no. La colpa fu tutta di Titus Clemens.. […]

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La meccanica dell’ambaradan, di Fabio Lastrucci, edito da Delos Digital per la collana Frattali, al numero 11 a cura di Maurizio Cometto.
Quando leggi qualcosa di uno scrittore che non c’è più, è inevitabile avere un po' di magone. Quando si pensa che è scomparso recentemente, la cosa non può che essere più accentuata.
Malinconia a parte, questa è una raccolta fortissima, irregolare nel senso migliore: non cerca una tonalità unica. Fantastico, grottesco, horror, realismo magico, satira, parodia e mestizia convivono senza chiedersi il permesso. Il risultato è un libro dalla voce distinguibile, con una qualità rara: l’assurdo non entra mai in scena come semplice arredo, lo fa per sabotare la realtà. La prende per la collottola e le fa sputare il ridicolo, il dolore, la memoria sedimentata sotto le mattonelle.
La realtà quotidiana, specie quella urbana, popolare, meridionale o provinciale, viene incrinata da un elemento fantastico che rivela quanto l’essere umano sia comico, feroce, fragile, meschino e meravigliosamente inadatto al mistero.
È un fantastico molto terreno. Non vive in castelli remoti soltanto, anche se qualche racconto lambisce il gotico. Vive nei condomini, nelle stazioni, nei bar, nei vicoli, nelle case di riposo, nei cortili, nei sottoscala, nei cimiteri, nei bagni domestici, nelle cantine. La materia fantastica non cancella il reale: lo infetta.
La raccolta merita una lettura non frettolosa.
Va presa racconto per racconto, accettando che alcuni pezzi mordano, altri sghignazzino, altri ancora restino appesi alla parete come ragnatele: non hai voglia di toglierle e sai che prima o poi prenderanno una mosca. Fa brutto levarle, no?
Grazie al curatore per aver portato quest’opera alla nostra attenzione, ce la meritiamo.

L’AUTORE
Fabio Lastrucci (Napoli, 1962 – 2025). Scultore e illustratore, ha lavorato dal 1989 per le principali reti televisive nazionali, il teatro lirico e di prosa, con i laboratori Golem Studio, Metaluna e Forme; insieme a Paolo Lastrucci ha portato avanti il progetto artistico Nuages – Morbidi approdi. In ambito letterario, ha prodotto i saggi I territori del fantastico (Edizioni Scudo), Fantacomics (Delos Digital) e Com’era Weird la mia valle, insieme a Vincenzo Barone Lumaga (Milena Edizioni). Diverse le pubblicazioni narrative: citiamo l’horror L’estate segreta di Babe Hardy (Dunwich edizioni), il romanzo breve Precariopoli (Milena edizioni), la saga fantasy Il ritorno dell’Arcivento (Milena edizioni) e l’antologia personale Da zero a infinito (CS_Libri). Ha collaborato con interviste e articoli a Delos Science Fiction e a Rivista Milena.


La meccanica dell'ambaradan
Autore: Fabio Lastrucci
Curatore: Maurizio Cometto
Editore: Delos Digital
Collana: Frattali 11
Anno: 13 aprile 2026
Pagine: 270
Prezzo: 18,05 € - eBook 4,99 €
ISBN-13: 978-8825436396

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A cura di Flavio Deri



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