Film sorprendentemente decente
Recitato in modo degno, con un setting che incuriosisce
Arcadian (Canada, Usa, Irlanda 2024)
Regia: Benjamin Brewer. Soggetto e Sceneggiatura: Mike Nilon. Produzione: Nicolas Cage, Arianne Fraser, Mike Nilon, Delphine Perrier, Braxton Pope, David M. Wulf. Produttori esecutivi: Macdara Kelleher, Richard Lechartier, Andrew C. Robinson, Jamal Sannan, Jared Underwood, Jake Van Wagoner, Slava Vladimirov e Henry Winterstern. Fotografia: Frank Mobilio. Montaggio: Kristi Shimek. Effetti speciali: Aidan Byrne, Brendan Byrne, Jonathan Majury-Harris e Brian 'Joker' Mulvey. Musiche: Kristin Gundred, Josh Martin. Scenografia: Shane McEnroe. Costumi: Gwen Jeffares. Trucco: Linda Gannon e Lorraine McCrann. Casa di Produzione: Aperture Media Partners, Highland Film Group, Redline Entertainment e Saturn Films. Distribuzione: Minerva Pictures. Paese di Produzione: Canada, Stati Uniti d'America, Irlanda. Anno: 2024. Lingua: inglese. Durata: 92'. Genere: Orrore, Fantascienza, Azione, Thriller. Interpreti: Nicolas Cage (Paul), Jaeden Martell (Joseph), Maxwell Jenkins (Thomas), Sadie Soverall (Charlotte), Samantha Coughlan (Mrs. Rose), Joe Dixon (Mr. Rose), Joel Gillman (Hobson).
Non sapevo niente di questo film e l’ho scoperto per puro caso nel catalogo di Amazon Prime, tra l’altro cercando un film trash. Premetto che invece non lo è. Si tratta di un post apocalittico a tinte horror con, tra i protagonisti, Nicholas Cage. Il buon, vecchio, pazzo, Nick. L’ho visto solo perché c’era lui.
Il film comincia con un uomo che fugge in una città mezza distrutta. Non si sa da cosa scappa, ma trova e porta con sé due neonati. Balzo temporale in avanti di quindici anni e l’uomo adesso vive con due figli adolescenti. Joseph che è un genio e quindi un po’ imbranato nelle cose pratiche e Thomas che è atletico, scemo, e pensa solo alle donne. Non si capisce né come è finito il mondo né quale sia l’attuale minaccia. Vivono in campagna e rientrano appena cala il sole, perché la notte qualcosa gli artiglia le porte di casa. Per un motivo facilmente intuibile succederà un macello e il precario equilibrio della casa isolata verrà sconvolto fino alle fondamenta (che non ci sono) rivelando anche la mostruosa natura di cosa li minaccia.
Nonostante il film ricada in alcuni cliché, ho preferito tenermi sul vago perché in diversi punti non sai in quale ricadrà e questo fa parte del suo “mistero”. L’atmosfera è quella da film sugli zombie, ma invece non è questo il tema. Ci sono molte idee che ho trovato carine. In primo luogo, la nuova generazione non sa cosa sia successo per distruggere il mondo. Non viene mai detto neanche allo spettatore e l’idea che sia tutta colpa delle nemesi del film è improbabile. Loro sono arrivati dopo qualcos’altro, che non si sa. Il tutto viene reso nei dialoghi tra i ragazzi in un modo semplice, ma efficace. L’andamento della storia è semplicissimo e banale, si adatta a tutti gli horror del genere, ma i mostri sono invece molto creativi.
Le creature del film sembrano pensate con cura. Scritte con un’idea in mente che è ricavata dal funzionamento di diversi animali, che esistono realmente, poi potenziata da un’intelligenza quasi umana. Sono interessanti nella loro stranezza, oltre che essere il mistero maggiore del film (si mostrano poco per volta, praticamente a pezzi). Tutta questa estrosità trova il suo culmine ne “l’invenzione della ruota” che invece è un’idea delirante e pesantemente trash che qualcuno deve aver trovato “fica”. Qualcuno di ubriaco.
Come nota di colore, questo film spiega l’evoluzione della società moderna in modo semplice. Due fratelli: uno è un genio e vive isolato, l’altro è un coglione, mette a repentaglio la vita di tutti, e procrea.
Nonostante sia un film con un’ambientazione bucolica e scenari semplici, gli effetti speciali usati per le creature sono molto buoni. Credo che in alcune scene siano stati usati degli effetti artigianali quindi non solo CGI. Come già detto in precedenza, le creature sono “belle” e ben fatte, ma soprattutto sono bene amalgamate con lo sfondo. Sembrano reali in tutto e per tutto e questo le rende ancora più distortamente incuriosenti. Ovviamente, l’unica cosa surreale è la famigerata “ruota” dove si nota un po’ che è un effetto, ma si spiega da sé. Quando la vedrete, capirete.
Il cast è discreto. Nicholas Cage, purtroppo, non è il protagonista del film. Questa grave mancanza lo porta a recitare normalmente. Niente eccessi di espressioni e addirittura un ruolo che varia (a seconda dell’atto del film) dallo smorto, all’eroe d’azione esagerato. Jaeden Martell e Maxwell Jenkins, nei ruoli di Joseph e Thomas, sono i veri protagonisti dei film e non sono poi male. Addirittura spezzo una lancia a favore di Sadie Soverall, la fidanzatina post apocalittica che non sa piangere, ma almeno fa vibrare la palpebra. Apprezzo lo sforzo.
Che dire? Arcadian è un film sorprendentemente decente. Recitato in modo degno, con un setting che incuriosisce e le giuste atmosfere.
A cura di Marco Molendi
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