Uno spettacolo indimenticabile
Thriller fantascientifico basato su una storia solida
Disclosure Day (Usa 2026)
Regia: Steven Spielberg. Soggetto: Steven Spielberg. Sceneggiatura: David Koepp. Fotografia: Janusz Kaminski. Montaggio: Sarah Broshar. Effetti Speciali: Mark Bero. Musiche: John Williams. Scenografia: Adam Stockhausen. Costumi: Paul Tazewell. Trucco: Judy Chin. Produttori: Steven Spielberg, Kristie Macosko Krieger. Produttori Esecutivi: Adam Somner, Chris Brigham. Case di Produzione: Universal Pictures, Amblin Entertainment. Distribuzione (Italia): Universal Pictures Italia. Lingua Originale: Inglese. Paese di Produzione: Stati Uniti d’America, 2026. Durata: 145’. Genere: Fantascienza, Thriller, Azione. Interpreti: Emily Blunt (Margaret Fairchild), Josh O’Connor (Daniel Kellner), Colin Firth (Noah Scanlon), Eve Hewson (Jane Blankenship), Colman Domingo (Hugo Wakefield), Wyatt Russell (Jackson), Henry Lloyd-Hughes (Casper Boyd), Elizabeth Marvel (sorella Maura), Hettienne Park (Serena), Gabby Beans (Angela Childs), Michael Gaston (generale Dobbs).
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Steven Spielberg torna su uno dei suoi temi più cari e lo fa da par suo con grande dispiego di effetti speciali, affrontando gli incontri ravvicinati del terzo tipo che tanto lo hanno reso celebre negli anni Settanta e Ottanta. Era da un po’ di tempo che voleva farlo, da almeno due anni si vociferava di un suo nuovo film di fantascienza basato su un’idea originale, sceneggiata dal collaboratore storico David Koepp. Alla base di tutto ci sono i presunti segreti che la CIA e i governi statunitensi avrebbero sempre mantenuto attorno agli avvistamenti e ai contatti con gli alieni. Disclosure Day - letteralmente Il giorno della rivelazione - è un thriller fantascientifico che manderà in estasi i fan di Spielberg, basato su una storia solida, sceneggiata senza punti morti, montata a ritmi altissimi e con grande suspense in 145 minuti di grande cinema da Sarah Broshar. La storia si scopre sequenza dopo sequenza, lo spettatore resta in attesa di una nuova rivelazione mentre segue le avventure di Daniel (O’ Connor) e Margaret (Blunt) che forse sono qualcosa di diverso da quel che sembra. Spielberg è un terrorista dei generi, inserisce parti da puro action-movie, inseguimenti spericolati, incidenti catastrofici, parti da spy-story, sparatorie esaltanti, elementi di puro dramma esistenziale. Il mondo è stato tenuto all’oscuro sulla presenza di contatti con gli extraterrestri, nel frattempo è sull’orlo della terza Guerra Mondiale con la Corea del Nord che bombarda, la Russia che risponde, gli Stati Uniti in allerta d’intervento. Spielberg descrive il nostro mondo alla deriva alla perfezione, ambientando l’azione tra Atlanta, New York e Kansas City, dimostrando un’assoluta padronanza della macchina da presa, filmando scene spettacolari in primissimo piano, riprendendo sequenze impossibili dall’interno delle auto e ricorrendo a fantasmagorici piani sequenza. Montaggio sincopato, effetti speciali grandiosi (Mark Bero), fotografia plumbea (Janusz Kamisnski), colonna sonora inquietante e mai invasiva (John Williams). Tutto questo fa di Disclosure Day uno spettacolo indimenticabile con alcune sequenze girate alla perfezione, come quando i due protagonisti saltano su un treno in corsa dopo un inseguimento mozzafiato e un incidente fantasmagorico. Gli extraterrestri ricordano analoghe creature ideate per il vecchio cinema del regista, da Incontri ravvicinati a ET, ma in questo film la paura degli alieni si trasforma in speranza di un cambiamento epocale. Un grande cast - cito Emily Blunt, Josh O’Connor e Colin Firth - ma nel cinema nordamericano è scontato che tutti gli interpreti siano all’altezza del compito affidato, in un lavoro di un perfezionista come Spielberg ancora di più. Il regista gira il cinema che ama ma non dimentica un messaggio sul nostro mondo funestato da guerre, sempre sull’orlo del baratro. Ci salveranno gli extraterrestri affidandoci un segreto fondamentale? Il finale è aperto. Uno dei migliori film di Spielberg. Assolutamente da vedere. Noi lo abbiamo visto al Cinema Astra di Follonica, dotato di uno schermo panoramico che pare perfetto per valorizzare un simile spettacolo.

