Antologia di quattro racconti
Una piccola mappa del soprannaturale pre-lovecraftiano
Il volto e altri racconti scelti da H.P. Lovecraft
Fantasmi, apparizioni, cimiteri, case maledette, esseri misteriosi, antiche leggende… I grandi temi dell'horror classico in quattro racconti scelti da H. P. Lovecraft.
Prima di questa edizione della collana “La Biblioteca di Lovecraft”, curata da Jacopo Corazza e Gianluca Venditti per Agenzia Alcatraz all'interno della collana “La Biblioteca di Lovecraft, E. F. Benson era già apparso in Italia grazie al volume Newton Compton Tutti i racconti di fantasmi (1995), che per lungo tempo ha rappresentato l’unica raccolta organica disponibile in italiano dei suoi racconti soprannaturali. Con questa nuova pubblicazione il suo lavoro viene invece reinserito in un contesto critico più esplicito, legato alla figura di H. P. Lovecraft e alla sua lettura della narrativa del soprannaturale inglese. La presente antologia contiene quattro racconti disposti in ordine crescente di intensità e ambiguità, tutti costruiti sull’idea che l’orrore non si presenti mai in modo netto, ma agisca per infiltrazione nella realtà.
Il primo racconto, Il volto (The Face), introduce subito questa poetica. Non c’è una creatura o un evento preciso: l’orrore si manifesta come una sorta di segno di morte che grava su alcuni personaggi, anticipando ogni loro destino. È una minaccia silenziosa, quasi impersonale, che non colpisce ma “annuncia” la fine, rendendo l’intera storia una lenta attesa dell’inevitabile. Segue L’uomo che andò troppo lontano (The Man Who Went Too Far), forse il racconto più mitico della raccolta. Qui il soprannaturale assume una dimensione panica e primordiale: il contatto con la natura, con ciò che è pre-umano, si trasforma in una soglia pericolosa. L’influenza di Pan e di un paganesimo arcaico diventa il motore di una storia in cui l’estasi e la perdita di sé coincidono. Il terzo racconto, Negotium Perambulans, è uno dei più inquietanti dell’intera selezione. Qui il male non ha forma visibile ma si comporta come una presenza che “cammina” tra le persone, legata a un contesto religioso e a una logica di contaminazione invisibile. Nell’introduzione, Besana evidenzia come questa idea di un’azione occulta ma diffusa nel tessuto sociale richiami da vicino certe dinamiche de L’orrore di Dunwich, dove l’orrore non è mai solo individuale ma si propaga nello spazio e nella comunità. Chiude la raccolta Il corno dell’orrore (The Horror-Horn), che sposta l’ambientazione in territori montani e isolati. Qui il soprannaturale prende la forma di una creatura non del tutto definita, collocata ai margini del mondo umano. Anche in questo caso Benson evita ogni spiegazione esplicita: ciò che conta è la distanza, l’isolamento, e la sensazione che esista qualcosa di antico e non classificabile oltre il confine del noto.
Nel complesso, il volume funziona come una piccola mappa del soprannaturale pre-lovecraftiano: Benson non costruisce mai l’orrore attraverso l’evento, ma attraverso la sua progressiva insinuazione nella realtà, lasciando sempre qualcosa fuori campo. Le illustrazioni di Domenico V. Venezia accompagnano i testi senza chiuderli visivamente, mantenendo quell’ambiguità che è perfettamente coerente con l’impianto della collana.
L’AUTORE
Edward Frederic Benson, noto come E.F. Benson (1867-1940), è stato uno scrittore, archeologo e atleta britannico. Figlio dell'Arcivescovo di Canterbury, è famoso soprattutto per i suoi brillanti romanzi umoristici e satirici (come il celebre ciclo di Lucia) e per i suoi racconti di fantasmi e del perturbante.
Il volto e altri racconti scelti da H.P. Lovecraft
Autore: Edward Frederic Benson
Curatore: Jacopo Corazza, Gianluca Venditti
Traduttore: Lucio Besana, Diego Bertelli
Illustratore: Domenico V. Venezia
Editore: Agenzia Alcatraz
Collana: La Biblioteca di Lovecraft
Anno: 10 aprile 2026
Pagine: 170
Dimensioni: 12.1 x 1.5 x 19 cm
Prezzo: 17,00 €
ISBN-13: 978-8885772731
A cura di Cesare Buttaboni
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