In arrivo Centuries of Purgatory

Il nuovo album dei Darkhold

In uscita il 26 giugno 2026 per Nadir Music

Il thrash metal ha sempre avuto un problema con la nostalgia. Troppo spesso le nuove uscite si limitano a lucidare vecchie armi, riproponendo la stessa furia degli anni Ottanta come un rituale rassicurante per fedeli irriducibili. I Darkhold sembrano aver deciso di fare qualcosa di diverso. Con Centuries of Purgatory, in uscita il 26 giugno 2026 per Nadir Music, la band sceglie infatti la strada più rischiosa e interessante: conservare il DNA della Bay Area senza trasformarlo in una reliquia da museo. Le nove tracce del disco promettono velocità, riff taglienti e aggressività old school, ma dentro questo motore ad altissimo numero di giri si avverte una nuova tensione emotiva, più oscura e stratificata.


Il titolo stesso è una dichiarazione di intenti. Centuries of Purgatory evoca un limbo infinito, una condizione esistenziale sospesa tra dannazione e redenzione. È un'immagine che sembra riflettersi nell'approccio della band: meno orientato all'impatto immediato e più interessato a scavare nelle crepe della psiche umana.

Già dai titoli emergono ossessioni e inquietudini che vanno oltre il classico immaginario thrash. Ghost Shadows, The Hunger Cave, Lost In Lust e Fade Haze Away sembrano capitoli di una discesa negli angoli più torbidi dell'identità, mentre Roots Of Arrogance e Indolence Delight lasciano intuire una riflessione corrosiva sui vizi e sulle debolezze contemporanee.

La vera scommessa dei Darkhold, però, sembra essere quella di sostituire parte della rabbia con il peso specifico dell'atmosfera. Laddove molte formazioni thrash continuano a correre a testa bassa, qui si percepisce la volontà di costruire tensione, di creare un senso di oppressione quasi cinematografico. Un cambio di prospettiva che potrebbe spiazzare i puristi, ma che rappresenta esattamente ciò di cui il genere ha bisogno per evitare l'autoreferenzialità. A rafforzare questa identità contribuisce il lavoro visivo di Sheila Franco. La copertina non appare come un semplice complemento estetico, ma come un'estensione naturale dell'universo narrativo del disco. Un'immagine che sembra voler trascinare l'ascoltatore all'interno di un luogo dove il tempo si è fermato e la colpa continua a sedimentarsi strato dopo strato.

Se le promesse saranno mantenute, Centuries of Purgatory potrebbe rivelarsi molto più di un nuovo album thrash. Potrebbe essere il disco che segna il passaggio dei Darkhold da interpreti di una tradizione a creatori di un linguaggio personale.

In un panorama metal spesso diviso tra sterile revivalismo e sperimentazione fine a sé stessa, la band sembra aver trovato una terza via: rispettare il passato senza diventarne prigioniera. E, per un album che parla di purgatorio, non è affatto una conclusione scontata.

Tracklist
  1. Ghost Shadows
  2. Roots Of Arrogance
  3. The Slithering
  4. Jangled Nerves
  5. Indolence Delight
  6. All Mine
  7. The Hunger Cave
  8. Lost In Lust
  9. Fade Haze Away

A cura di Knife


Tutti i diritti riservati per immagini e testi agli aventi diritto ⓒ.