Incubi, paure e inquietudini di Autrici Varie

Orrore del quotidiano

Raccolta che unisce diversi generi letterari

[…] Ecco quindi come leggere questi racconti, come decifrare questo progetto: sono un inno, di protesta ma anche e soprattutto di speranza. Di fronte ai soprusi, vecchi e ritornanti. Di fronte ai pregiudizi, di fronte agli ingranaggi di una società che ci strangola è infatti importante stare insieme. Riunirsi in un coven. E magari avere un gatto, che i gatti continuano ad essere guardati come strumento del demonio, portatori di pestilenze, ma in verità, ce lo dice una di queste autrici, sono guardiani, protettori contro i mostri. Quindi troviamoci un gatto, un libro e riuniamoci in un Coven. […]



Incubi, paure e inquietudini, Antologia Coven Riunito edito dalla Black Dog, all’interno della collana Cerbero.
Si tratta di un’antologia che parla di “orrore del quotidiano”
visto attraverso gli occhi e l’anima delle donne. Una raccolta che unisce diversi generi letterari dall’horror classico allo splatter, dal dark fantasy al  noir più cupo, creando un viaggio d’inchiostro unico, accomunato da un file rouge classico: la paura nelle sue mille sfaccettature.
Coven Riunito è il primo collettivo italiano di scrittura dedicato all'orrorifico e al bizzarro, tutto al femminile. Ricordo ancora il loro primo post su Instagram, risalente al 14 settembre 2022. Questo collettivo è nato come risposta a un mondo che storicamente è stato dominato dagli uomini, specialmente nel campo della letteratura di genere. Oggi, Coven Riunito conta numerose autrici, dimostrando che è giunto il momento di dare parola a tutte le espressioni provenienti dall'oscurità e non solo.
Il collettivo si è occupato della selezione dei racconti, delle illustrazioni e degli articoli, garantendo così una qualità elevata e una rappresentazione autentica delle loro voci uniche. Questo progetto ha evidenziato l'importanza di ascoltare e valorizzare, in un panorama letterario che è sempre più inclusivo e diversificato. Dopo il successo dell’antologia in collaborazione con Racconti dal Profondo, oggi possiamo riscoprirle in collettivo con questo volume dal peso specifico importante.

Indice del volume
  • Prefazione di Alice Cervia
  • Noctiflora di Viviana Antonelli
  • Il cuore freddo dell’oceano di Serena Aronica
  • Un uomo a forma di sogno di Roberta Battini
  • I Sogni di Claudia Conti
  • Huracan di Silvia Cremona
  • 2you di Chiara Franchi
  • Vene di Laura Gobbo
  • Schizofrenia di Marika Grosso
  • Agata di Sara Holst
  • Parossismo di Cornelia Kalt
  • Il mostro di Backorn di M. J. Lane
  • Il vento a favore di Giulia Massetto
  • Il demone dei sogni di Alessandra Mazzilli
  • Attrazione perversa di Arianna Tagliapietra
  • Voce sepolta di Nicole Trevisan
  • Resteremo come sogni di Irene L. Visentin
  • Come in uno specchio di Simona Volpe

  • Illustrazioni di Simona Naddeo
  • Progetto grafico di Ilenia Loddo


1. Noctiflora, Viviana Antonelli
Racconto carnale, doloroso, quasi febbricitante, centrato su una donna divorata da una dipendenza affettiva e sessuale verso un uomo manipolatore. La trama segue il suo attraversamento di famiglia degradata, terapia, fantasie di gravidanza, vergogna, locali privé e sottomissione, fino a un gesto di violenza che coincide con una nascita interiore. Ha una sua voce: sporca, ipnotica, coerente con trauma, compulsione e dissociazione. L’aspetto orrorifico sta nel corpo vissuto come labirinto, ferita, altare e prigione. Il titolo funziona bene: la protagonista sboccia soltanto nella notte, ma quel fiore ha denti sotto i petali.

2. Il cuore freddo dell’oceano, Serena Aronica
Una vecchia vive su una scogliera, in una casa corrosa dal sale, dai maiali e dalla memoria del padre morto, il cui corpo è stato conservato come reliquia familiare. La trama scava in un passato di abbandono, attaccamento morboso, incesto emotivo e colpa, poi precipita in un’invasione domestica di rara brutalità. Ottima l’atmosfera: fredda, salmastra, misantropa, con la casa che sembra una psiche murata viva. L’orrore nasce dalla putrefazione affettiva prima ancora che dalla violenza fisica. Il finale è duro e punitivo.

3. Un uomo a forma di sogno, Roberta Battini
Robyn è una bambina trascurata, cresciuta all’ombra del fratello Cedric e attratta da Richard, una creatura onirica che si presenta come amico, rifugio e meraviglia. Il racconto parte come fiaba oscura e diventa progressivamente storia di predazione: il sogno non consola, possiede. Interessante la trasformazione del registro infantile in perturbante, con immagini molto efficaci. L’aspetto orrorifico è l’amico immaginario che si rivela parassita emotivo e sessuale, una tenerezza guasta. È uno dei testi più fiabeschi della raccolta, ma non dovete farvi ingannare da questo.

4. I sogni, Claudia Conti
Il racconto usa una struttura a cornice: una registrazione, un crimine, un’indagine e una serie di incubi che sembrano punire chi ha ceduto al male. Un uomo responsabile della morte dell’ex compagna e di un altro uomo viene smembrato nei sogni da forze superiori, poi la contaminazione passa a chi ascolta. Molto interessante è la costruzione a matrioska, che trasforma il sogno in contagio narrativo. L’orrore sta nell’idea che la colpa apra un varco a entità giudicanti e sadiche. Funziona bene come horror metafisico: il tribunale non è umano e non ha intenzione di essere giusto.

5. Huracan, Silvia Cremona
Un palazzo, una tempesta, una città che sprofonda in una catastrofe acquatica e mostruosa: Huracan è il racconto più apocalittico e cinematografico della raccolta. La vicenda segue Arianna, Giuliano e altri frammenti di vita urbana mentre l’acqua, i fulmini, le fogne e gli animali mutati annunciano un disastro senza spiegazione pienamente razionale. Stimolante è il respiro corale: il quotidiano condominiale viene inghiottito da un orrore idrico.

6. 2you, Chiara Franchi
Claudia è travolta da lavoro, famiglia, madre malata, fratello assente, casa, notifiche, incombenze e senso di colpa. L’app 2you, con la voce di Margaux, promette efficienza e raddoppio del tempo, ma diventa una gabbia di ottimizzazione totale. Singolare è la lucidità satirica: il racconto colpisce benissimo: il culto contemporaneo della produttività, della performance e del multitasking. L’orrore qui è pulito, levigato, da interfaccia: nessun mostro sbava, perché basta una notifica ben scritta. Il doppio finale è inquietante proprio perché sembra una soluzione desiderabile.

7. Vene, Laura Gobbo
Gloria è una donna ossessionata da corpo, età, desiderio, controllo e potere seduttivo; quando dalle sue vene comincia a emergere qualcosa di vivo, il disgusto diventa rivelazione. La trama sembra inizialmente un delirio individuale, ma si apre a una sorellanza predatoria, sanguigna, quasi una specie parallela. La protagonista: sgradevole, vanitosa, feroce, e proprio per questo memorabile e rimane impressa. Questo è un body horror: vene senzienti, perdita di capelli, mutazione, fame, sacrificio erotico. È un racconto impudico, vivo, con un bel gusto per la carne.

8. Schizofrenia, Marika Grosso
Amalia vede da anni un sorriso mostruoso tra fiamme, sigarette, sedute cliniche e ricordi frantumati. La narrazione alterna psicosi, trauma, amicizia, aggressione, incendio e una presenza che potrebbe essere malattia mentale o entità reale. L’aspetto consistente è l’ambiguità: il testo non neutralizza mai del tutto il soprannaturale né riduce ogni cosa a diagnosi. Il raccapriccio nasce dal legame affettivo con il mostro, che diventa protettore, amante, carceriere e destino. È un racconto di fuoco e dipendenza: una caduta dentro una salvezza sbagliata.

9. Agata, Sara Holst
Agata è devastata dalla morte di Tommaso e, nel pieno del lutto, vede apparire un uomo alto, cieco, innaturale. Dopo il ricovero scopre di aver accoltellato Martha, l’amica che cercava di aiutarla, ma continua ad attribuire la colpa alla creatura. Di notevole qui vi è la concentrazione: racconto breve, teso, senza grasso superfluo. L’orrore quotidiano vive nel dubbio fra allucinazione e infestazione, ma soprattutto nella possibilità che il dolore trasformi chi soffre in un pericolo. Il mostro funziona perché resta laterale, quasi fuori fuoco, come certe figure viste dalla coda dell’occhio.

10. Parossismo, Cornelia Kalt
Adelia, moglie anziana e umiliata, diventa una delle prime manifestazioni di una sindrome che scatena nelle donne una furia omicida contro gli uomini. Il racconto parte dal domestico, dal marito arrogante e dal figlio distratto, poi allarga la rabbia fino a farne pandemia sociale. Molto forte qui è l’idea, anzi, fortissima e disturbante: la vendetta del corpo femminile come malattia, liberazione e apocalisse. L’aspetto orrorifico sta nel fatto che la furia non è giusta: colpisce anche a caso, divora anche gli innocenti. È uno dei racconti più politici e più feroci dell’antologia.

11. Il mostro di Backorn, M. J. Lane
Shelley vive in un paese dove alcune donne spariscono e sogna di essere incatenata, visitata da una figura femminile morta. Il sospetto cade sul marito Daniel, alcolizzato e degradato, ma il vero mostro è Barry, postino ed ex militare posseduto da una voce assassina. Bella la costruzione da thriller rurale, con un buon uso della falsa pista domestica. L’orrore è concreto: rapimento, prigionia, serialità, cadaveri e incubo premonitore. Il finale circolare, con Shelley intrappolata nella stanza sognata, chiude bene il cappio.

12. Il vento a favore, Giulia Massetto
Racconto intimo, doloroso, attraversato da depressione, maternità, amore, paura di vivere e desiderio di sparire. La protagonista, dopo una frattura emotiva con Federico, invoca una morte che non sembri suicidio e incontra in pineta un cadavere impiccato che assume un valore quasi speculare. L’aspetto concreto è la voce, estremamente vulnerabile, piena di deviazioni mentali, immagini disturbanti e verità emotive. L’orrore è nella decomposizione del suicida e nel riconoscimento: quel corpo potrebbe essere lei. È un testo meno “mostruoso” in senso classico, ma molto perturbante nella resa della mente che si disfa.

13. Il demone dei sogni, Alessandra Mazzilli
Clarissa sogna il cinema, l’arte, la grazia antica dei film in bianco e nero; il demone Tebaldo le offre la possibilità di realizzare quel desiderio, ma il prezzo non tarda a manifestarsi. La trama assume una forma faustiana: successo, perdita, separazione dagli affetti, caduta e trasformazione finale in creatura del crocevia. Singolare l’ambizione romanzesca: il racconto ha respiro, scenari, passaggi temporali e una bella malinconia cinefila. L’incubo è nel desiderio artistico che diventa trappola, nell’anima ceduta per una versione idealizzata di sé. Il finale, con Clarissa ormai leggenda demoniaca, è amaro e riuscito.

14. Attrazione perversa, Arianna Tagliapietra
Vera è una donna repressa, bigotta, razzista, sessualmente frustrata e schiacciata da una famiglia tossica, da una religiosità punitiva e da un desiderio che vive come possessione. Durante il lockdown, tra paura del contagio, isteria collettiva e fantasie sataniche, partecipa alla violenza contro Nando, poi precipita in un delirio rituale culminante nell’omicidio dei genitori. Interessantissima la fusione tra critica sociale, grottesco religioso e repressione sessuale. Il perturbante sta nel modo in cui moralismo e desiderio non si oppongono: si nutrono. Racconto molto sgradevole (nel senso buono), volutamente, con una cattiveria che sporca.

15. Voce sepolta, Nicole Trevisan
Lucilla è una ragazza capace di sognare i segreti degli altri, e proprio per questo viene sepolta viva in una cavità, nutrita dalla madre e trasformata in leggenda locale. La trama intreccia premonizione, abuso, superstizione di paese, omertà religiosa e la figura di Ada, vittima di violenze coperte dalla rispettabilità. Ottima la scrittura: densa, sensoriale, sotterranea, capace di far sentire terra, umidità, fame e buio. Qui l’orrore è nella comunità che non uccide Lucilla, ma la conserva come risorsa. È uno dei racconti più forti della raccolta: una santa murata, una Sibilla putrida, una voce ridotta a fenomeno acustico.

16. Resteremo come sogni, Irene L. Visentin
Febe si risveglia nella casa dei genitori durante una tempesta di lampi anomali, in un mondo dove vivi, morti, ricordi e mostri familiari si sovrappongono. La casa diventa un archivio instabile: il nonno morto è presente, il padre appare come testa parlante, la madre morta telefona e il fratello Marco è al centro di una metamorfosi fra sangue, sogno e diversa realtà. Ben costruita la dimensione elegiaca: il cosmic horror non cancella l’affetto, lo deforma in fiore. L’orrore in questo testo sta nella fusione fra lutto familiare e collasso del mondo, con il corpo che germoglia in qualcosa di nuovo. Il gatto Lavinia, enorme e protettivo, è un’immagine splendida.

17. Come in uno specchio, Simona Volpe
Silvia Gatti, attrice oltre i quarant’anni, viene esclusa dai provini perché il suo corpo non risponde più ai canoni di giovinezza richiesti dal teatro. La crisi dell’età, della menopausa, del desiderio e del valore professionale si concentra nello specchio, dove una versione giovane e perfetta di lei diventa aguzzina, burattinaia e demone. Notevole la lucidità con cui il racconto lega ageismo, corpo femminile e identità artistica. Il concept orrorifico qui è nello specchio che non riflette: seduce, umilia, lega con fili argentati e scambia la donna con il suo cadavere. Finale nerissimo, coerente e crudele.

Come anticipato, qui i temi centrali sono diversi ma tutti uniti a filo doppio:
  1. Corpo femminile come campo di battaglia
  2. Casa come trappola
  3. Sogno come contagio
  4. Rabbia femminile
  5. Mostruosità del quotidiano
  6. Sorellanza e isolamento

Questa antologia non usa l’horror come maschera, idealmente lo usa come reagente. Lo versa sul quotidiano e aspetta che la superficie frigga: famiglia, corpo, lavoro, desiderio, età e cura rivelano così la loro parte infetta.
Una raccolta compatta nell’intenzione, feroce nella resa e molto varia nei sottogeneri. Certo, non tutti i racconti colpiscono allo stesso modo, questo però non significa che non lascino addosso qualcosa. Abbiamo tutti una sensibilità differente, ergo, quello che a me ha impattato meno a qualcun altro farà sicuramente venire il magone.
Il volume ha identità robusta, immaginario riconoscibile e un nucleo emotivo chiarissimo: l’orrore non arriva da fuori. Era già in casa, sotto la pelle, nella voce che si era imparato a zittire.


Incubi, paure e inquietudini
(Antologia Coven Riunito)
Autore: AA.VV.
Prefazione: Alice Cervia
Illustrazioni: Simona Naddeo
Progetto grafico: Ilenia Loddo
Collana: Cerbero
Editore: Black Dog
Anno: 15 ottobre 2025
Pagine: 448
ISBN-13: 979-1280168382
Prezzo: 19,00 €


A cura di Flavio Deri


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