L'enigma di Glamis

L'oscuro maniero scozzese

Una delle fortezze più affascinanti e cariche di storia dell'intero Regno Unito

Il Castello di Glamis, situato nella pittoresca e nebbiosa regione dell'Angus in Scozia, sorge maestoso come una delle fortezze più affascinanti e cariche di storia dell'intero Regno Unito. Famoso per essere la dimora d'infanzia della Regina Madre Elisabetta e il luogo di nascita della Principessa Margaret, questo imponente edificio dalle guglie gotiche e dalle mura secolari custodisce tra le sue stanze una fitta rete di leggende, segreti indicibili e presenze inquietanti che lo hanno reso celebre nel mondo come uno dei luoghi più infestati della terra. L'atmosfera che si respira tra i suoi corridoi è intrisa di un passato enigmatico, dove la realtà storica si fonde indissolubilmente con il mito e la superstizione popolare.


Il nucleo centrale del mistero di Glamis ruota attorno al leggendario segreto del castello, un enigma tramandato di generazione in generazione che, secondo la tradizione, veniva rivelato solamente al compimento del ventunesimo anno d'età dell'erede maschio della famiglia Bowes-Lyon, per bocca del conte in carica e del fattore della tenuta. Si narra che questa confessione sconvolgesse profondamente i giovani eredi, privandoli per sempre della spensieratezza e segnandoli con una perenne espressione di gravità. Molti ritengono che l'oscuro segreto riguardi l'esistenza di una stanza nascosta, una cella segreta murata all'interno delle spesse pareti del maniero, che non corrisponde a nessuna finestra visibile dall'esterno.

All'interno di questo recondito recesso si colloca la tragica figura del Mostro di Glamis. La leggenda racconta che, nella prima metà dell'Ottocento, nacque un primogenito deforme e spaventoso, legittimo erede al titolo, che la famiglia decise di nascondere al mondo intero per evitare lo scandalo e la vergogna. Questo essere infelice, dotato di una forza straordinaria e di un aspetto grottesco, sarebbe stato rinchiuso nella stanza segreta e accudito nell'assoluto anonimato, morendo in solitudine dopo decenni di reclusione, mentre un fratello minore prendeva il suo posto nella successione dinastica. Alcuni resoconti dell'epoca parlano di operai che, durante dei lavori di ristrutturazione, scoprirono casualmente il passaggio verso la cella e vennero messi a tacere dalla famiglia con ingenti somme di denaro e biglietti di sola andata per le colonie d'oltreoceano.

Un'altra vicenda oscura legata alle stanze murate della fortezza riguarda il celebre Conte Beardie, identificato storicamente con Alexander Lindsay, quarto conte di Crawford. Si racconta che quest'uomo, noto per il suo temperamento violento e la sua passione per il gioco d'azzardo, si trovasse al castello durante una tempestosa notte di sabato. Desideroso di giocare a carte, ma rifiutato dai suoi ospiti poiché si stava avvicinando la mezzanotte del giorno del Signore, il conte dichiarò con rabbia che avrebbe giocato persino con il diavolo in persona. Pochi istanti dopo, uno sconosciuto vestito di nero si presentò alla porta accettando la sfida. I due si ritirarono in una stanza privata e, quando i servitori spaventati cercarono di spiare la partita, vennero investiti da una fiammata accecante. Il diavolo aveva preso l'anima del conte, condannandolo a giocare a carte con lui per l'eternità all'interno di quella stanza, che venne successivamente sigillata e isolata dal resto della struttura per contenere i sinistri rumori di dadi e imprecazioni che ancora oggi si udrebbero echeggiare nelle notti di tempesta.

La cripta del Glamis Castle.

Il legame tra Glamis e il sangue reale affonda le radici in epoche ancora più remote e sanguinarie. Fu proprio tra queste mura, o nelle immediate vicinanze, che nel dodicesimo secolo trovò la morte Re Malcolm II di Scozia, caduto vittima di un brutale agguato perpetrato da un gruppo di cospiratori. La tradizione locale identifica una specifica stanza del castello come il luogo dell'assassinio del sovrano, e si dice che una macchia indelebile del suo sangue sia rimasta impressa sul pavimento di legno per secoli, resistendo a ogni tentativo di lavaggio, finché le tavole non vennero rimosse e coperte. Questa scia di violenza regale ha ispirato anche la letteratura, poiché William Shakespeare scelse proprio Glamis come dimora del protagonista nella sua celebre tragedia Macbeth, legando per sempre il nome del castello al regicidio di Re Duncan e alle visioni spettrali generate dal senso di colpa.

Le manifestazioni paranormali all'interno del maniero non si limitano però ai segreti di famiglia o ai fantasmi del passato remoto. Tra le presenze più note che si aggirano per la tenuta vi è la Donna Senza Lingua, lo spettro di una giovane donna che corre disperata nel parco del castello stringendosi la bocca ferita, dalla quale esce del fumo, testimonianza silenziosa di una terribile mutilazione subita in vita per aver scoperto qualcosa che non avrebbe dovuto vedere. All'interno della cappella privata, invece, si manifesta la Dama Grigia, identificata con Janet Douglas, Lady Glamis. Nel sedicesimo secolo, a causa delle rivalità politiche tra la sua famiglia e la corona, la nobildonna venne ingiustamente accusata di stregoneria e di aver tentato di avvelenare il Re Giacomo V di Scozia. Nonostante l'assenza di prove concrete, venne condannata al rogo a Edimburgo, e da allora la sua anima tormentata avrebbe fatto ritorno a Glamis, dove viene vista pregare devotamente sul banco della cappella, avvolta in una tenue luce cinerea.

Il castello custodisce anche lo spettro di un piccolo servitore africano, un ragazzino che visse nella dimora nel diciottesimo secolo e che veniva trattato con crudeltà dagli ospiti della casa, i quali lo costringevano a sedersi su uno sgabello di pietra all'esterno delle stanze, esposto al freddo pungente delle notti scozzesi. Il giovane morì congelato e il suo fantasma ama fare lo sgambetto ai visitatori ignari nei pressi del salotto del castello. Oltre a lui, si narra dello spirito di un cavaliere in armatura completa che attraversa le pareti della torre principale e di una figura gigantesca che si aggira lungo i bastioni superiori durante la notte, nota come il guardiano del castello.

Ogni pietra, ogni arazzo e ogni corridoio del Castello di Glamis sembrano sussurrare storie di tradimenti, prigionie e patti infernali. Nonostante l'edificio sia oggi una meta turistica aperta al pubblico, l'enigma della sua planimetria irregolare e il silenzio ostinato dei discendenti dei Bowes-Lyon continuano a mantenere intatto il velo di mistero. Le finestre inspiegabili che si scorgono dalle facciate esterne, ma che non trovano riscontro in nessuna stanza visitabile, rimangono la prova tangibile che la fortezza custodisce ancora i suoi segreti più oscuri, gelosamente protetti dall'abbraccio eterno della nebbia scozzese.

A cura di Franco Pillitteri


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