Obsession di Curry Barker

Horror dei sentimenti

D'impostazione teatrale, claustrofobico, girato molto bene

Obsession (Usa 2025)
Regia: Curry Barker. Soggetto e Sceneggiatura: Curry Barker. Montaggio: Curry Barker. Fotografia: Taylor Clemons. Musiche: Rock Burwell. Scenografia: Vivian Gray. Costumi: Blair James. Produttori: James Harris, Haley Nicole Johnson, Christian Mercuri, Roman Viaris-de-Lesegno. Produttori Esecutivi: Jason Blum, Leonora Darby, David Haring, Ruzanna Kegeyan, Mark Lane. Case di Produzione: Capstone Pictures, Tea Shop Productions, Blumhouse Productions, Focus Features. Distribuzione (italia): Universal Pictures International Italy. Lingua Originale: Inglese. Paese di Produzione: Stati Uniti d’America, 2025. Durata: 109’. Genere: Horror. Interpreti: Michael Johnston (Baron Bailey, detto Bear), Inde Navarrette (Nikki Freeman), Cooper Tomlison (Ian), Megan Lawless (Sarah Harper), Andy Richter (Carter Harper), Haley Fitzgerald (Viola), Darin Toonder (Harry).

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Attenzione: contiene spoiler

Curry Barker è un giovane regista statunitense, nato nel 1999, che al suo secondo horror dopo Milk & Serial (2024) coglie nel segno e si candida per un posto tra i futuri classici del cinema de paura, come lo chiamava il buon Fulci. L’originalità è il tratto distintivo della pellicola, perché nessun autore aveva mai pensato di trasformare l’amore in ossessione e di creare un essere demoniaco spinto nei suoi eccidi da un folle sentimento di passione. Curry Barker scrive e sceneggia il lavoro, partendo dal grande amore che Bear nutre per Nikki - non corrisposto -, imprime una svolta fantastica facendo entrare il ragazzo in un negozio che vende bastoncini del desiderio, capaci di far avverare i sogni di chi li spezza. Purtroppo Bear esagera quando desidera di essere amato da Nikki più di ogni altra persona al mondo, non immagina che un eccesso d’amore possa diventare ossessione e produrre effetti devastanti. Il regista si occupa anche di un montaggio sincopato, confezionando 109’ di puro terrore, perché se escludiamo l’incipit soprannaturale tutto il resto potrebbe anche accadere, al giorno d’oggi non sono insolite le situazioni da ossessione d’amore che portano folli delitti di gelosia e vendette irrazionali. Lo spettatore è avvisato, il film fa star male davvero, sconvolge, provoca disgusto e repulsione, quindi è per veri appassionati che entrano in sala per farsi terrorizzare da un’ossessione d’amore. Horror dei sentimenti, se vogliamo, d’impostazione teatrale, claustrofobico, girato molto bene in angoscianti interni, tra soggettive e primissimi piani. Il personaggio di Nikki posseduta dal demone è davvero terribile, organizza altarini con un gatto deceduto, che in seguito cucina per il pranzo del fidanzato, massacra pretendenti innamorate del suo uomo, uccide amici, fa scenate assurde in luoghi impensati, impedisce al suo ragazzo di uscire e lo vuole tutto per sé. Obsession è cinema del terrore fotografato a tinte cupe da Taylor Clemons, con una colonna sonora composta da Rock Burwell, reso angosciante da una tensione narrativa ben dosata e da tempi giusti che costruiscono una suspense difficile da incontrare negli horror contemporanei. Bravissima Inde Navarrette nei panni della demoniaca Nikki, capace di modificare il suo volto come se fosse una bambola orrorifica in surreali sorrisi e inquietanti smorfie per esprimere un amore impossibile. Michael Johnston è l’oggetto dello smodato amore che subisce le conseguenze di un gesto non modificabile, mentre Cooper Tomlinson è l’amico Ian che fa una brutta fine. Soggetto, sceneggiatura e dialoghi sono ai limiti del delirante, così come la confezione narrativa sbalordisce per pochezza di struttura, ma tutta la parte horror funziona come da tempo non accadeva. Obsession fa star male per oltre cento minuti, adempiendo in maniera totale al compito di impaurire, sgomentare, angosciare. Film girato a Burbank, cittadina della California, con un budget ridotto di circa settecentocinquantamila dollari, presentato al Toronto Film Festival, accolto molto bene da pubblico e critica, totalizzando incassi stupefacenti in tutto il mondo. Un film da vedere, ma indicato solo per veri appassionati di cinema horror.

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A cura di Gordiano Lupi



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