Racconti fantastici argentini
Edito da Edizioni Arcoiris per la collana Malombra
La Redazione GHoST segnala la disponibilità del volume L’anima meccanica. Racconti fantastici argentini a cura di Andrea Corona edito da Edizioni Arcoiris per la collana Malombra.
«Né più né meno. Ho commesso un’azione abominevole, sebbene - in verità - a vantaggio della scienza. Questo povero cadavere appartiene a una vittima scelta per un’esperienza terribile. Questo encefalo è stato lavorato lentamente da me, al fine di renderlo la sede di una follia profonda; e il mio ultimo compito sarà lo studio micrografico delle sue cellule, così da completare il mio esperimento attraverso la descrizione delle alterazioni che esse hanno subito».
«Ma questa infelice aveva una figlia…».
«Non scuso la mia azione. È indiscutibilmente abominevole. Sul terreno della scienza, ho ottenuto un trionfo; sul terreno dell’umanità, mi sono reso reo di un barbaro delitto».
Cosa accade quando il positivismo scientifico si scontra con l’irrazionale e la tradizione gotica accoglie le prime pionieristiche intuizioni della proto-fantascienza di fine Ottocento? L’anima meccanica è una preziosa testimonianza della scuola di Buenos Aires e in particolare di quella “Generazione dell’Ottanta” che con grande potenza espressiva e slancio immaginativo seppe raccogliere l’eredità di E.T.A. Hoffmann. Questa corrente intellettuale, composta da autori come Eduardo L. Holmberg, Miguel Cané, Carlos Olivera e Raúl Waleis, sebbene considerata “minore”, ha saputo fondere la scienza empirica non solo con l’occulto ma anche con il terrore psicologico.
In questi racconti di automi meccanici ed esperimenti bizzarri, di sdoppiamenti e allucinazioni si cela anche, però, un rimosso storico-politico: l’immaginario perturbante e “germanofilo” divenne infatti lo strumento obliquo per esprimere i traumi, le violenze e le contraddizioni sociali della forzata modernizzazione liberale argentina.
Con un saggio introduttivo di Andrea Corona e profili biobibliografici e postfazione a cura dei traduttori Barbara Flak Stizzoli e Agustín Conde De Boeck.
Dalla Postfazione di Agustín Conde de Boeck
“A differenza del grande canone internazionalizzato della letteratura argentina d’inizio Novecento, la Generazione dell’Ottanta disegna una zona di scrittori “minori”, praticamente sconosciuti al di fuori dei confini nazionali, poiché non solo non raggiungono il valore emblematico della gauchesca o del corpus sarmientino, ma non esibiscono nemmeno la sofisticatezza che la letteratura argentina acquisirà in seguito, a partire dal Centenario, con Leopoldo Lugones e Horacio Quiroga, né quella delle avanguardie degli anni Venti, con l’apparizione di Jorge Luis Borges.
La maggior parte degli “ochentistas” furono perlopiù dandy di una Buenos Aires che, ormai concluso il periodo delle lotte intestine tra unitari e federali, cominciava a definire un profilo cosmopolita e francesizzato. Non di rado, questi intellettuali provenivano da eminenti famiglie patrizie della città: politici, diplomatici, raffinati uomini pubblici della classe dirigente, di formazione europeista, autori occasionali di un’opera poligrafica composta da bozzetti, cronache culturali, diari di viaggio, memorie, frammenti e, talvolta, qualche modesto lavoro nel campo della finzione.
[…] I testi qui raccolti, appartenenti a una dimenticata e poco internazionalizzata vena narrativa della letteratura argentina ottocentesca, non si riducono a uno dei tanti esempi della ricezione derivativa di Hoffmann nella letteratura mondiale. Con le loro evasioni germanofile, i loro orpelli esterofili e i loro dottori tenebrosi, rappresentano anche il sottosuolo delle fantasie politiche che, negli emergenti Stati-nazione latinoamericani, tentavano di rendere intelligibile - per vie oblique e attraverso allegorie non immediatamente evidenti - tutto il fondo traumatico e l’incubo sanguinario della storia recente che l’industrializzazione e la modernizzazione liberale non erano in grado di suturare.
Vi è forse, in quelle figure di scienziati frustrati, creatori di strumenti falliti o di automi fuori controllo, un’immagine delle “passioni anomale” e dei darwinismi morbosi che, come osserva il filosofo Horacio González, rappresentano perfettamente l’ingresso forzato, quasi contro natura, del positivismo in un’Argentina che non aveva ancora imparato ad assimilare il proprio complesso rapporto con l’atavico e il primitivo”.
I racconti e la novella che compongono il volume
“Horacio Kalibang o gli automi” di Eduardo L. Holmberg
“La pipa di Hoffmann” di Eduardo L. Holmberg
“L’uomo dalla redingote grigia” di Carlos Olivera
“Le armonie della luce” di Miguel Cané
“Il dottor Whüntz” di Raúl Waleis.
SCHEDA TECNICA
Titolo: L'anima meccanica
(Racconti fantastici argentini)
Autore: Eduardo L. Holmberg, Carlos Olivera, Miguel Cané, Raúl Waleis
Curatore: Andrea Corona
Traduttore: Barbara Flak Stizzoli e Agustín Conde de Boeck
Postfazione: Agustín Conde de Boeck
Editore: Arcoiris Edizioni
Collana: Malombra
Pagine: 272
Anno: 30 giugno 2026
Prezzo: 14,00 €
ISBN-13: 979-1281731394
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