In arrivo A New Dawn

Al cinema dal 23 al 29 luglio con Animagine

Nelle sale italiane un miracolo visivo firmato dal disegnatore di Your Name

Presentato in concorso alla 76° Berlinale e anche al festival di Annecy, A New Dawn è il primo lungometraggio di Yoshitoshi Shinomiya, che ha curato i disegni dei suggestivi flashback di Your Name.


Il panorama dell'animazione cinematografica si prepara ad accogliere un'opera dal fascino visivo e tematico straordinario. Grazie all'accordo di distribuzione siglato tra Dynit e Adler Entertainment sotto l'insegna del contenitore cinematografico Animagine, gli appassionati italiani potranno godersi sul grande schermo una pellicola che unisce la nostalgia del passato alle visioni moderne del mezzo animato. L'appuntamento nelle sale è fissato come un vero e proprio evento a tempo limitato, disponibile solo per sette giorni consecutivi, precisamente nell'ultima settimana di luglio.

La pellicola in questione rappresenta il debutto dietro la macchina da presa sulla lunga distanza per Yoshitoshi Shinomiya, autore che ha già saputo lasciare un'impronta indelebile nell'immaginario collettivo firmando le evocative sequenze dei ricordi all'interno del capolavoro di Makoto Shinkai, Your Name. Questa nuova fatica ha saputo immediatamente catalizzare l'attenzione dei critici internazionali, ottenendo la prestigiosa selezione in gara sia durante l'ultima edizione della Berlinale sia al rinomato Festival di Annecy, culmine globale per il cinema d'animazione.

La genesi dell'opera affonda le radici in un aneddoto intimo vissuto in prima persona dall'autore, che ha curato anche la stesura del copione. Durante un viaggio in automobile, il figlio di Shinomiya, guardando fuori dal finestrino, si convinse erroneamente di scorgere l'oceano. Quella che ai suoi occhi infantili appariva come una distesa marina scintillante era in verità un'enorme e sterminata installazione di impianti solari che aveva fagocitato le vallate circostanti. Una perfetta illusione ottica, specchiante e immacolata, che ha però occultato la vegetazione spontanea della provincia rurale, privando il territorio della propria identità primordiale. Questo scenario incarna il volto inedito del Giappone contemporaneo, rimodellato dai processi di ricostruzione avviati dopo il cataclisma del 2011 e dalle successive mutazioni della struttura produttiva.
Attorno a questa premessa si sviluppa una profonda analisi che tocca corde delicate: la progressiva urbanizzazione aggressiva degli ambienti naturali, la trasformazione socioculturale delle periferie e la graduale dissolvenza dei riti storici nipponici. Il lungometraggio imbastisce un racconto di formazione toccante che mette in scena la complessa coesistenza tra le spinte dell'innovazione e la conservazione della memoria storica. A sublimare questa narrazione concorre un comparto estetico di eccezionale ricercatezza. Il regista sceglie infatti di non affidarsi esclusivamente all'animazione bidimensionale tradizionale eseguita a mano, ma la contamina e la stratifica fondendola con innesti in passo uno, modellazione della creta, delicate stesure ad acquerello e svariati approcci artistici analogici. Il risultato è una resa che rimanda costantemente alla pittura tradizionale, dove ogni singolo fotogramma assume la dignità di un dipinto in costante evoluzione.

Il nucleo narrativo ruota attorno a Kaoru e ai suoi storici compagni d'infanzia, Sentaro e Keitaro, quest'ultimo erede della storica gestione dell'azienda pirotecnica Obinata, fulcro economico e identitario della piccola comunità costiera di Niura. Il legame apparentemente indissolubile del terzetto si incrina bruscamente nel momento in cui l'attività di famiglia viene costretta alla cessazione e il capofamiglia scompare misteriosamente nel nulla. Le vicende riprendono quota quattro anni dopo la diaspora, quando la giovane protagonista fa ritorno al borgo natio dopo essersi stabilita nella capitale. L'obiettivo del suo ritorno è l'organizzazione di una manifestazione pubblica destinata a colmare il vuoto lasciato dalla storica festa patronale.
La realtà che ritrova è però radicalmente mutata: i boschi hanno ceduto il passo a distese tecnologiche specchianti, i bacini idrici si stanno esaurendo e lo storico capannone della ditta, cuore dei loro ricordi giovanili, si trova sotto un imminente provvedimento di sgombero per far spazio a un piano di ammodernamento urbanistico guidato dal comune, in cui lavora lo stesso Sentaro. Con la demolizione prevista per l'indomani, i tre vecchi amici scelgono di unire nuovamente le forze per compiere un'impresa apparentemente folle. L'intento è dare vita a un ultimo memorabile spettacolo di luci prima della cancellazione definitiva della loro terra: ultimare la manifattura e procedere all'accensione dello Shuhari, il leggendario artificio pirotecnico ideato dal padre scomparso e capace, secondo la tradizione, di esprimere l'equilibrio supremo dell'intero cosmo.

A New Dawn arriva nelle sale italiane dal 23 al 29 luglio con Animagine, la collana nata da Dynit e Adler Entertainment.

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