The Boys - Stagione 2

Dentro la mente di un dio instabile

Perché la solitudine di Patriota dovrebbe terrorizzarci

The Boys - seconda stagione (Usa 2020)
Ideatore: Eric Kripke. Soggetto: Garth Ennis, Darick Robertson (fumetto). Interpreti: Karl Urban, Jack Quaid, Antony Starr, Erin Moriarty, Dominique McElligott, Jessie T. Usher, Laz Alonso, Chace Crawford, Tomer Capone, Karen Fukuhara, Nathan Mitchell, Elisabeth Shue, Aya Cash.


Attenzione: contiene spoiler

Bentornati al nostro speciale dedicato al mondo scorretto di The Boys. Dopo aver esplorato nel primo capitolo come l'esordio della serie abbia letteralmente demolito il genere supereroistico tradizionale a suon di satira e budget da capogiro, è tempo di scendere ancora più a fondo nell'abisso. Se la prima stagione ha distrutto le maschere di facciata della Vought International, il secondo atto sceglie di fare qualcosa di ancora più spietato: mettere a nudo le debolezze psicologiche, le ossessioni e i traumi dei suoi due volti colossi. Mettetevi comodi: oggi analizziamo la guerra aperta tra Billy Butcher e Patriota, tra retroscena del set ed evoluzioni emotive devastanti.

Il duello degli specchi: Butcher e Patriota nell'abisso della seconda stagione
La prima stagione ha demolito il mito; la seconda decide di fare qualcosa di ancora più crudele: esplorare le macerie psicologiche dei suoi protagonisti. Se il debutto dello show ha ridefinito il concetto di intrattenimento supereroistico, il secondo capitolo alza la posta in gioco trasformandosi in uno studio antropologico sulla rabbia, sulla solitudine e sul potere. Al centro di questo uragano ci sono due uomini devastati, speculari e ossessionati l'uno dall'altro: Billy Butcher (Karl Urban) e Patriota (Antony Starr).
Il secondo atto della saga di Prime Video abbandona ogni residuo di leggerezza per trascinare il lettore, e lo spettatore, dentro una tana del bianconiglio fatta di traumi infantili, manipolazioni mediatiche e la costante, opprimente minaccia di un totalitarismo in costume.

Il re nudo: il delirio d'onnipotenza e la solitudine di Patriota
Con la morte di Madelyn Stillwell (Elisabeth Shue), Patriota ottiene finalmente ciò che ha sempre desiderato: la libertà assoluta dalla catena che lo legava alla Vought. Il risultato è però paradossale. Senza una figura materna da compiacere o da terrorizzare, il superuomo si ritrova drammaticamente solo, prigioniero di un vuoto emotivo che nemmeno l'adorazione di milioni di fan può colmare. La sua parabola in questa stagione è una discesa vertiginosa nella paranoia, amplificata dal disperato tentativo di essere un padre per Ryan (Cameron Crovetti), il figlio nato dalla violenza su Becca (Shantel VanSanten). Patriota non sa come amare, conosce solo il linguaggio della sottomissione e della paura, proiettando sul bambino le sue stesse frustrazioni d'infanzia passate in un laboratorio sterile.
A complicare il suo precario equilibrio mentale arriva Stormfront (Aya Cash). La nuova eroina dei Sette non è solo una manipolatrice dei social media, ma una figura che scava nelle radici più oscure del passato della Vought, offrendo a Patriota l'unica cosa che nessuno gli aveva mai concesso: la sensazione di essere compreso e venerato non come un prodotto commerciale, ma come una divinità genetica. La loro unione sposta l'asse della serie da una satira aziendale a una cupa metafora del risveglio dei nazionalismi, mostrando un Patriota sempre più fragile, instabile e, proprio per questo, infinitamente più pericoloso.

Stormfront (Aya Cash).

L'ossessione del leader: Butcher e il prezzo della vendetta
Dall'altra parte della barricata, Billy Butcher si risveglia in un mondo in cui la sua unica ragione di vita si è rivelata una menzogna, o meglio, una verità parziale. Sapere che Becca è viva ma imprigionata in una gabbia dorata dalla Vought distrugge l'ultimo barlume di umanità del leader dei Boys. La sua non è più una missione per fare giustizia, ma un'ossessione cieca che rischia di consumare chiunque gli stia intorno. In questa stagione assistiamo al collasso del Butcher eroe carismatico e all'emergere del Butcher carnefice, disposto a tradire i suoi stessi compagni e a sacrificare l'innocenza di Hughie (Jack Quaid) pur di riprendersi la donna che ama.
L'incontro ravvicinato con la sua famiglia d'origine e il confronto con un padre violento gettano una luce spietata sulle origini del suo carattere autodistruttivo. Butcher si rende conto di essere diventato esattamente il mostro che combatte, un uomo che usa le persone come armi. Il vero dramma si consuma nel finale, quando la tragedia lo priva nuovamente di Becca e lo costringe a una scelta radicale: cedere all'odio assoluto o proteggere il figlio del suo peggior nemico, compiendo l'unico vero atto di redenzione del suo cammino.

I The Boys.

Dietro le quinte del secondo capitolo: sangue finto e budget stellari
Mantenere l'asticella alta dopo il successo d'esordio ha richiesto ad Amazon un ulteriore sforzo produttivo. Il budget per la seconda stagione è lievitato, superando gli 11,5 milioni di dollari a puntata, investiti in gran parte per rendere ancora più iperrealistici gli effetti speciali e le sequenze d'azione. La produzione ha dovuto gestire sfide logistiche enormi, come la celebre e cruenta scena dell'assalto alla balena, per la quale è stato costruito un modello meccanico in scala reale lungo undici metri, poi riempito con centinaia di litri di sangue sintetico per evitare l'effetto posticcio della computer grafica.
Anche in termini di risposta del pubblico, la scommessa di rilasciare gli episodi a cadenza settimanale, anziché tutti insieme, ha pagato enormemente. Nonostante le iniziali proteste di una fetta di utenti abituati al binge-watching, la strategia ha triplicato l'engagement online. Nielsen ha registrato una crescita del 150% del pubblico nei primi minuti di rilascio rispetto all'anno precedente, trasformando ogni venerdì in un evento globale e cementando lo show come il vero titolo di punta dell'intera piattaforma.

La seconda stagione si congeda da noi lasciando sul campo solo macerie emotive. Se la prima mandata di episodi ci aveva mostrato la lucida follia del sistema Vought, questo secondo atto ha rimescolato le carte della moralità, privando i protagonisti di ogni residua ancora di salvezza. Butcher ha scoperto il prezzo spaventoso della sua ossessione, mentre Patriota ha assaggiato per la prima volta la solitudine che deriva dall'essere un dio senza nessuno da amare. Ma il controllo dell'opinione pubblica si sposta rapidamente, e il potere non tollera il vuoto. Nel prossimo capitolo vedremo come la serie decida di alzare ancora la posta, andando a scavare nelle radici storiche e politiche della violenza americana con l'arrivo della leggenda più tossica di tutte: Soldier Boy (Jensen Ackles).

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A cura di Tiziano Greco



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