Tratto dai fumetti di Niles e Templesmith
Che piacerà agli amanti di un horror viscerale a base di sangue e carneficine
30 giorni al buio (Usa, Nuova Zelanda 2007)
Regia: David Slade. Soggetto: serie a fumetti di Steve Niles e Ben Templesmith. Sceneggiatura: Steve Niles, Stuart Beattle, Brian Nelson. Fotografia: Jo Willems. Montaggio: Art Jones. Scenografia: Paul D. Austerberry. Costumi: Jane Holland. Trucco: Anita Aggrey. Musiche: Brian Reitzell. Produttori: Sam Raimi, Robert G. Tapert. Genere: Horror. Durata: 113’. Titolo Originale: 30 Days of Night. Interpreti: Josh Hartnett (sceriffo Eben Oleson), Melissa George (Stella Oleson), Danny Huston (Marlow), Ben Foster (lo straniero), Mark Boone Junior (Beau Brower), Mark Rendall (Jake Oleson), Amber Sainsbury (Denise), Elizabeth Hawthorne (Lucy Ikos), Manu Bennett (vice-sceriffo Billy Kitka), Craig Hall (Wilson Bulosan), Chic Littlewood (Isaac Bulosan), Joel Tobeck (Doug Hertz), Nathaniel Lees (Carter Davies), Peter Feeney (John Riis), Min Windle (Ally Riis), Megan Franich (Iris), Grant Tilly (Gus Lambert).
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Un film tratto da una serie a fumetti - 30 Days of Night - di Steve Niles e Ben Templesmith, acquistata dalla Columbia e affidata alle mani esperte di Sam Raimi e Robert G. Tapert per gli aspetti produttivi. Nonostante tutto non siamo in presenza di un capolavoro, ma di un modesto quanto prevedibile slasher movie sul tema dei vampiri che ricorda molto il cinema degli zombi. La sceneggiatura è monocorde. Siamo al Circolo Polare Artico, dove cominciano i trenta giorni di buio nella cittadina di Barrow (Alaska) e un gruppo di famelici vampiri è deciso a sfamarsi e a sterminare tutta la popolazione del borgo ghiacciato. Protagonista lo sceriffo Eben Oleson (Hartnett), che con l’ex moglie Stella (George) e un gruppo di irriducibili cerca di scongiurare il peggio per la cittadina. Pellicola girata ad Auckland, in Nuova Zelanda, quasi interamente in studio, in ogni caso molto bene e con grandi effetti speciali, perché sembra proprio di trovarsi tra i ghiacci di una gelida (quanto notturna) Alaska. Un budget di trenta milioni di dollari contro i settantacinque d’incasso dà ragione ai produttori, al punto che - nonostante la prevedibilità della trama - nel 2010 è stato girato un ancor più stanco sequel, diretto da Ben Ketai. Il film conta anche un prequel di trenta minuti e una parodia di ottanta minuti, segno che è stato apprezzato. La cosa migliore della pellicola è la colonna sonora di Brian Retzel, mentre la sceneggiatura di Brian Nelson e Stuart Beattle non si segnala per grandi colpi di scena, anche se collabora un autore dei fumetti (Niles), così come la regia di David Slade (Hard Candy, Stuart Beattie) è abbastanza prevedibile, valorizzata da una fotografia notturna e da ottimi effetti speciali splatter. Montaggio compassato, Art Jones confeziona 113’ di pellicola che sembrano eccessivamente dilatati. 30 giorni di buio è un film che piacerà agli amanti di un horror viscerale a base di sangue e carneficine, mentre lascerà indifferenti (o disgustati) i più raffinati cultori degli horror psicologici. La figura del capo dei vampiri è la sola a restare impressa, resa molto bene nella sua macabra drammaticità, mentre lo sceriffo che salva la situazione dopo un numero incalcolabile di morti dà vita a un finale da supereroe. Resta pur sempre un film tratto da un fumetto. Si può vedere sui canali satellitari Mediaset. Un lavoro modesto.
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A cura di Gordiano Lupi
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