Il sangue dei baroni di Matteo Strukul

Una commedia nera e irriverente

Figlia della grande letteratura americana di Elmore Leonard e Joe R. Lansdale

Una dark comedy spietata, un noir dalle tinte forti, un ambiguo mondo accademico. Matteo Strukul mette a nudo i segreti della città dei Dotti.

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Tra le pieghe oscure della narrativa di genere contemporanea, il romanzo Il sangue dei baroni di Matteo Strukul si impone come un’opera avvincente, capace di affondare le proprie radici nel tessuto connettivo di una realtà quotidiana tanto familiare quanto inquietante. Abbandonate temporaneamente le grandi rievocazioni storiche che lo hanno consacrato a livello internazionale, l’autore sceglie di ambientare questo viscerale thriller nella Padova contemporanea, trasformando gli accoglienti chiostri e le severe aule della Libera Università in un palcoscenico di spietata brutalità, cinismo e malaffare. L'ateneo patavino, istituzione venerabile e prestigiosa, perde ogni aura di sacro tempio del sapere per rivelarsi un girone infernale dominato dal nepotismo, dall'ambizione sfrenata e dalle trame di potere del baronato universitario.

L’innesco drammatico della vicenda nasce da una cocente ingiustizia accademica. Daniele Capovilla, giovane studioso meritevole ma privo di appoggi politici o familiari, viene ingiustamente giudicato non idoneo durante una selezione per un posto da ricercatore. La vittoria viene assegnata a Carola De Marchi, figura priva di particolari meriti scientifici ma forte del cognome che porta. La ragazza è infatti la figlia di Carlo Alberto De Marchi, potentissimo ed egocentrico preside della facoltà di giurisprudenza, pronto a passare sopra chiunque pur di scalare l'ultimo gradino della gerarchia accademica e conquistare la carica di rettore. L'unica vera spina nel fianco nella marcia trionfale di De Marchi è rappresentata da Enrico Zaramella, brillante astro nascente del diritto internazionale, uomo dall'intelligenza affilata ma dalla condotta morale tragicamente compromessa, diviso tra un matrimonio sull'orlo del baratro e una vita sotterranea dominata da pulsioni incontrollabili.
Schiacciato dalla disperazione e vedendo sfumare anni di sacrifici ed erudizione, Capovilla decide di rifiutare il ruolo di vittima predestinata. Nel disperato tentativo di ribaltare il proprio destino, ordita ed esegue un ricatto ad altissimo rischio contro i vertici dell'ateneo. Questo gesto scellerato ed estremo funziona da detonatore per una reazione a catena devastante, spezzando i labili equilibri di un microcosmo già marcio fino al midollo. Dalle ombre della società emergono forze oscure e prive di scrupoli: la narrazione spalanca le porte sui legami sotterranei della massoneria deviata, coinvolgendo spietati criminali psicopatici e figure tossiche che orbitano attorno alla vita segreta di Zaramella, tra cui un'amante ninfomane capace di accentuare la spirale autodistruttiva del giurista.
Mentre l'esistenza borghese di Zaramella va in frantumi sotto il peso dei propri peccati e delle minacce incrociate, la tensione in città raggiunge livelli parossistici. La giovane Carola De Marchi viene improvvisamente rapita in circostanze misteriose. Sullo sfondo di una Padova avvolta nel terrore, si allunga infatti l'ombra inquietante di un spietato serial killer noto come il "Cacciatore di scalpi", il cui legame con la scomparsa della ragazza e con le dinamiche universitarie diviene un enigma sempre più angosciante. In questo clima di paranoia collettiva e con la situazione all'ateneo che precipita verso il punto di non ritorno, si avvicina la data di un decisivo convegno di studi. Al summit parteciperà l'inflessibile rettrice Maria Luisa Rognoni, figura austera e incorruttibile, da tempo sulle tracce dei due rivali De Marchi e Zaramella e decisa a sfruttare l'occasione per incastrare definitivamente entrambi e spazzare via il loro sistema di potere.

Sul piano stilistico, Strukul dimostra una padronanza narrativa magistrale, mettendo a frutto la sua diretta conoscenza dell'ambiente accademico e della materia giuridica per infondere al racconto un realismo spietato ed estremamente verosimile. La prosa è rapida, affilata, densa di ritmo ed energia visuale. Il romanzo si configura come un noir metropolitano d'altissimo profilo, in cui la crudeltà delle situazioni e la sanguinosa carica eversiva si sposano con sfumature grottesche e grottesco-pulp che ricordano le migliori pellicole di Quentin Tarantino. I personaggi sono dipinti con tinte forti, privi di facili manicheismi, intrappolati in un gioco d'azzardo morale dove nessuno è realmente innocente. Il sangue dei baroni si rivela così una lettura magnetica e serrata, capace di tenere il lettore con il fiato sospeso dalla prima all'ultima pagina, confermando Matteo Strukul come uno dei cantori più eclettici e talentuosi del thriller contemporaneo.

L'AUTORE
Matteo Strukul (Padova, 1973) è laureato in giurisprudenza e dottore di ricerca in diritto europeo (conoscenza che ha riversato proprio in questo romanzo). È il fondatore del movimento SugarPulp. Dopo i primi noir di successo, ha scalato le classifiche mondiali con la saga I Medici (Premio Bancarella 2017), diventando uno degli autori italiani più tradotti all’estero.


Il sangue dei baroni
Autore: Matteo Strukul
Editore: Timecrime (Fanucci)
Anno: 21 agosto 2026
Pagine: 280
Dimensioni: 14.2 x 2.8 x 21 cm
ISBN-13: 978-1291743326
Prezzo: 12,90 € - eBook: 9,99 €

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