Atmosfera opprimente
Che trascina chi legge in un vortice allucinatorio
Una discesa nei meandri della follia rurale attraverso gli occhi di uno scrittore tormentato. Perché i vecchi miti popolari a volte uccidono davvero.
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Nel mondo della letteratura di genere contemporanea, l’opera prima di Paolo Prevedoni si impone come una folgorazione letteraria capace di ridisegnare i confini della tensione psicologica e viscerale. Il palcoscenico di questa narrazione è Miraniente, un borgo sperduto e spettrale della pianura settentrionale, costantemente soffocato da una coltre nebbiosa che sembra cancellare il confine tra la realtà e l’incubo. Al centro del mistero si staglia la dimora della stirpe Parise: una monumentale struttura ormai fatiscente e deserta, attorno alla quale gravitano inquietanti superstizioni locali. La comunità locale convive con una striscia di eventi tragici e inspiegabili, preferendo l'omertà e l'isolamento pur di non guardare dentro quel vuoto oscuro.
L'ingranaggio narrativo si mette in moto quando Francesco Romero, un autore in profonda crisi creativa e personale, schiacciato dai propri demoni legati alle scommesse e alle dipendenze, decide di fare di questo enigma il fulcro del suo riscatto artistico. Quella che per l'uomo inizia come una cinica operazione commerciale per riemergere dall'anonimato si trasforma rapidamente in un viaggio senza ritorno verso l'abisso. L'oscurità che abita la dimora abbandonata non è infatti una semplice suggestione per turisti del macabro, ma un'entità tangibile, una forza parassitaria che consuma il paese dall'interno, nutrendosi delle miserie umane dei suoi abitanti.
L’aspetto più affascinante del lavoro di Prevedoni risiede nella sua eccezionale capacità di rielaborare la tradizione letteraria e cinematografica senza cadere nel già visto, pur muovendosi dentro i canoni più classici delle dimore maledette. L'autore piemontese instaura un dialogo serrato con le suggestioni padane tipiche del cinema gotico rurale e visionario di maestri nostrani, arricchendo la prosa con una crudezza espressiva e una sfrontatezza linguistica calibrate al millimetro. Al contempo, la struttura strizza l'occhio alla grande letteratura oltreoceano di fine Novecento, evocando quel senso di minaccia cosmica e pervasiva in cui il male non è un elemento esterno, ma una tossina che altera la percezione stessa della realtà.
Con un ritmo che non concede tregua, il romanzo trascina chi legge in un vortice allucinatorio. L'indagine di Romero si sfalda sotto il peso di visioni distorte e di una tensione che si fa progressivamente più densa, proprio come la foschia che racchiude il paese. Prevedoni non si risparmia sul fronte dell'impatto visivo, offrendo sequenze cruente e manifestazioni d'oltretomba che omaggiano il cinema d'autore più estremo e sovversivo degli anni d'oro, sia europeo che americano. Nonostante la familiarità degli archetipi utilizzati, il meccanismo funziona in modo impeccabile proprio grazie alla straordinaria solidità della scrittura e alla sua atmosfera opprimente, confermando l'efficacia di una formula concepita con un unico, riuscitissimo scopo: turbare nel profondo e scuotere i nervi di chi vi si accosta.
L’AUTORE
Paolo Prevedoni nasce ad Alessandria, nel 1981. È un grande appassionato di cinema horror, di Stephen King, di Dylan Dog e dei Nirvana. Per Bibliotheka Edizioni ha esordito con un capolavoro molto apprezzato dalla critica: Una storia dell'orrore italiana.
Vive e lavora in una cittadina della provincia padana, fuma Chesterfield e non mangia carne.
Vive e lavora in una cittadina della provincia padana, fuma Chesterfield e non mangia carne.
Una storia dell’orrore italiana
Autore: Paolo Prevedoni
Prefazione: Cesare Paris
Editore: Bibliotheka Edizioni
Anno: 15 maggio 2026
Pagine: 560
Dimensioni: 14.3 x 4 x 21.1 cm
ISBN-13: 979-1256941032
Prezzo: 21,00 € - eBook: 7,99
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A cura di Simona Marta
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