Cathedral di John Carpenter

Esperienza di ascolto immersiva

La colonna sonora dell'omonima graphic novel

JOHN CARPENTER - Cathedral
Full-length, Sacred Bones Records (2026)

Quando un maestro dell'incubo come John Carpenter decide di rispolverare la sua anima più viscerale per camminare sui territori oscuri del metal moderno, l'effetto non può che essere un terremoto sonoro. Con l'album Cathedral, il celebre regista e compositore torna a far tremare le fondamenta del suo universo espressivo, abbandonando momentaneamente le atmosfere puramente sintetiche per edificare un vera e propria struttura monumentale a base di riff pesanti, ritmiche ossessive e sintetizzatori cavernosi. Affiancato dai collaboratori musicali come il figlio Cody Carpenter e il chitarrista Daniel Davies (noto per il suo passato nella formazione stoner/heavy Karma to Burn), questo lavoro rappresenta una vera evoluzione per l'artista, una sortita coraggiosa che fonde la maestria della colonna sonora con la potenza muscolare e viscerale del metallo pesante.
Pubblicato dall’etichetta discografica Sacred Bones Records con la graphic novel firmata dalla casa editrice di fumetti americana Storm King Comics, Cathedral nasce principalmente per accompagnare le pagine di questo fumetto.
Carpenter va oltre la stupenda serie Lost Themes realizzando con Cathedral la colonna sonora dell’omonima graphic novel.


Questo trio consolidato riesce ad abbattere i confini tra la musica per immagini e l'aggressività tipica dell'heavy metal classico, dando vita a un'esperienza di ascolto immersiva e priva di compromessi. La presenza di Davies garantisce un'ossatura di riff granitici, pesanti e cadenzati, che richiamano l'oscurità primordiale dei maestri del genere, mentre la sensibilità di Cody ai sintetizzatori s'intreccia perfettamente con le intuizioni del padre. Il risultato è una cattedrale sonora dalle proporzioni enormi, in cui le leggendarie sequenze di tastiere e le sequenze ritmiche pulsanti non vengono soffocate dalla forza delle chitarre ribassate, ma vengono semmai amplificate in un abbraccio claustrofobico e cinematografico. Ogni nota sembra evocare visioni di un futuro distopico o di un incubo metropolitano, spingendo la produzione verso picchi di violenza sonora mai toccati prima nelle precedenti produzioni del Maestro.

L'energia dell'album travolge sin dalle prime battute, offrendo brani che si erigono come veri e propri manifesti di questa fusione stilistica. Nelle tracce più azzeccate dell'opera si avverte un dinamismo entusiasmante: le linee di basso oscure e le chitarre sferzanti si incastrano con intrecci armonici da brivido, creando crescendo orchestrali che lasciano senza fiato. La maestria del trio emerge nel modo in cui riesce a gestire i ritmi, alternando momenti di pura aggressione sonora a brevi pause di raccoglimento inquietante, capaci di tenere chi ascolta in uno stato di costante apprensione. L'impatto viscerale di questi passaggi dimostra come la sinergia tra le tre menti creative sia in grado di ringiovanire il linguaggio musicale di Carpenter, proiettandolo con estrema naturalezza nei circuiti della musica pesante contemporanea.
Ascoltando il disco ci si ritrova immersi in una cattedrale gotica fatta di vibrazioni oscure, dove l'atmosfera che si respira lungo tutta l'opera è satura di tensione, come se ogni traccia fosse la colonna sonora di un lungometraggio horror mai girato.

Da sinistra: Cody Carpenter, John Carpenter e Daniel Davies.

Tuttavia, all'interno di un'architettura così complessa ed estesa, non mancano alcune incertezze di percorso. Nella parte centrale del disco si avverte infatti una battuta d'arresto, un momentaneo calo di tensione in cui la scrittura tende a ripiegare su soluzioni strutturali troppo schematiche e già esplorate nei capitoli precedenti. Alcuni brani, pur mantenendo standard d'esecuzione eccellenti grazie al virtuosismo dei musicisti coinvolti, sembrano funzionare più come semplici esercizi di stile o sottofondi d'ambiente piuttosto che come pezzi capaci di brillare di luce propria. In questi frangenti l'impatto dirompente della prima metà del lavoro perde di frazione della sua carica innovativa, rivelando un andamento prevedibile che potrebbe far tirare un sospiro di sollievo fin troppo prolungato a chi cerca l'assalto sonoro costante.
Fortunatamente si tratta solo di lievi increspature su una superficie sonora altrimenti magistrale. Riprendendo quota con un finale travolgente e solenne, l'album riesce a riscattare ogni piccola incertezza, chiudendo il sipario su un viaggio cupo e potente.

Il lavoro di squadra portato avanti con Cody Carpenter e Daniel Davies conferma come la visione artistica del compositore sia ancora vivida, fresca e affamata di nuove sfide. Cathedral si attesta così come un trionfo di metallo e oscurità, un album imperdibile non solo per i cultori del maestro dell'horror, ma per qualsiasi amante della musica pesante in cerca di un lavoro carico di atmosfera, spessore e pura forza viscerale. Un viaggio affascinante all'interno di un'architettura sonora tenebrosa che merita senza dubbio di essere vissuto a volume massimo.

Tracklist:
  1. Primeval
  2. Identity
  3. Inside Out
  4. Abandoned Cathedral
  5. Elevator
  6. Elevator Two
  7. Desolation in the Underworld
  8. The Mapmaker
  9. The Ferryman
  10. Lord of the Underground
  11. Death of the Mapmaker
  12. Back to Ruins
  13. Revenge
  14. Resolution

    Line-up:
    • John Carpenter - sintetizzatori
    • Cody Carpenter - sintetizzatori
    • Daniel Davies - chitarre

    A cura di Red Scorpion



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