Riflessi della luce nera di Stefano Sbaccanti

Antologia weird e horror

Raccolta di narrativa speculativa e del terrore

La luce nera non è un’immagine: è una radiazione che l’occhio non registra ma, ciononostante, esiste. Essa fa emergere ciò che la luce ordinaria cela. È qui che abita l’orrore. Non nel mostro che irrompe in un mondo sano, ma nel sospetto che il mondo sia già infetto e che l’unica cosa a proteggerci sia la qualità della luce.



Ci sono luoghi che sembrano già appartenere a una storia dell’orrore prima ancora che qualcuno cominci a raccontarla. Consonno, il paese fantasma abbandonato sulle colline lecchesi, è uno di questi. Ed è proprio da lì che Stefano Sbaccanti fa partire La stele nera, il primo dei nove racconti di Riflessi della luce nera. Irene Fossati arriva a Consonno per fotografarne le rovine, ma quello che dovrebbe essere un normale lavoro di esplorazione urbana si trasforma progressivamente in qualcosa di molto più oscuro. La stele del titolo non è semplicemente un reperto inquietante: è il punto attraverso cui la realtà comincia a mostrare un volto che normalmente rimane nascosto. È un ottimo inizio, perché contiene già tutto quello che caratterizza la raccolta: luoghi reali o apparentemente familiari, oggetti concreti, indagini razionali e poi quella piccola incrinatura che manda tutto fuori posto.

Gli altri racconti cambiano ambientazione e atmosfera, ma seguono più o meno la stessa strada. In Carne l’orrore si nasconde dietro il meccanismo del consumo, mentre L’altipiano porta apertamente Sbaccanti dalle parti di Lovecraft, con Randolph Carter, Leng e i Cacciatori di Tindalos. L’isola di pietra nera, ambientato al largo delle coste della Calabria, riprende invece il fascino delle terre misteriose e dei culti antichi, mentre La famiglia perfetta trasforma una tranquilla famiglia borghese di Boston in qualcosa di decisamente meno rassicurante. Tra quelli che ho preferito ci sono Sincronia, con i suoi orologi fermi alla stessa ora e una progressiva messa in discussione dell’identità del protagonista, Acqua bassa, dove la memoria di un paese scomparso nell’acqua torna a manifestarsi in modo inquietante, e Cartografia del dolore, ambientato a Verdun, nel quale il dolore dei soldati finisce per comporre una geometria impossibile. Anche Il peso specifico dell’assenza, con il suo edificio di Tokyo che pesa molto più di quanto dovrebbe, lavora molto bene sull’idea che la materia possa conservare qualcosa che non dovrebbe esserci. È proprio questo il filo che unisce i nove racconti. Sbaccanti non ha bisogno di mostrare continuamente mostri: gli basta modificare la luce con cui guardiamo le cose. Un paese abbandonato, una famiglia, un orologio, un edificio, una fotografia o una distesa d’acqua possono diventare improvvisamente inquietanti quando scopriamo che custodiscono qualcosa. Lovecraft è naturalmente una presenza importante, soprattutto nei racconti più esplicitamente legati al cosmic horror, ma la raccolta non vive soltanto di questo. C’è anche un gusto per il perturbante quotidiano, per le anomalie apparentemente insignificanti che finiscono per aprire una crepa nella normalità.

E dopo aver chiuso il libro rimane proprio quella sensazione: la realtà intorno a noi è ancora la stessa, ma forse abbiamo appena cambiato illuminazione. E quello che appare, sotto quella luce, non è affatto rassicurante.

L’AUTORE
Stefano Sbaccanti nasce a Roma negli anni '60 del secolo scorso. Fin dalla più tenera età è sempre stato affascinato da tutto ciò che ha attinenza col genere horror: film, fumetti, libri, musica, giochi e chi più ne ha più ne metta. Figlio di due maestri elementari cresce in un ambiente culturale stimolante, in cui libri e fumetti non sono mai mancati. Tra i tanti autori letti, HP Lovecraft è stata la classica folgorazione che è diventata una passione per la vita.
Sposato e con due figli, si diletta a scrivere racconti brevi a tinte lovecraftiane.
Ha pubblicato racconti nella serie antologica Strani Æoni e in altre antologie italiane, tra le quali Il Richiamo di Lovecraft ed Esecranda vol. 8, 300 parole per un incubo e InBreve.


Riflessi della luce nera
Autore: Stefano Sbaccanti
Collana: Mondi ignoti
Editore: Colomò Editore
Anno: 28 agosto 2026
Pagine: 222
Dimensioni: 13.97 x 1.42 x 21.59 cm
ISBN-13: ‎ 979-1281430495
Prezzo: 16,00 €


A cura di Cesare Buttaboni



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