The Boys - Stagione 4

Il colpo di stato dei Super

Il decadimento di un dio e la fine della democrazia

The Boys - quarta stagione (Usa 2024)
Ideatore: Eric Kripke. Soggetto: Garth Ennis, Darick Robertson (fumetto). Interpreti: Karl Urban, Jack Quaid, Antony Starr, Erin Moriarty, Dominique McElligott, Jessie T. Usher, Laz Alonso, Chace Crawford, Tomer Capone, Karen Fukuhara, Nathan Mitchell, Elisabeth Shue, Aya Cash, Jensen Ackles, Claudia Doumit, Susan Heyward.


Attenzione: contiene spoiler

Siamo arrivati al penultimo atto del nostro speciale su The Boys. Dopo aver esplorato la satira politica e l'impatto di Soldier Boy nel capitolo precedente, la quarta stagione ci trascina direttamente nel punto di non ritorno. Non siamo più di fronte a una guerra sotterranea tra la Vought e un gruppo di clandestini disperati: le carte sono scoperte, la democrazia vacilla e il potere si sposta ufficialmente dentro le stanze dei bottoni. In questo appuntamento analizzeremo il lento declino morale e fisico dei protagonisti, i record storici di ascolti e la scalata politica che sta preparando il terreno per la resa dei conti finale.

Il crepuscolo degli dei: la marcia trionfale verso l'apocalisse
La quarta stagione di The Boys rappresenta il punto di non ritorno, il momento in cui la terra sotto i piedi dei protagonisti smette di tremare e cede definitivamente. Se i capitoli precedenti si basavano sul brivido della guerriglia clandestina, questo penultimo atto sposta la guerra alla luce del sole, dentro le stanze dei bottoni e nei corridoi della Casa Bianca. La satira aziendale lascia il posto a un thriller politico cupo e claustrofobico, dove il tempo sta per scadere per tutti e la domanda non è più se i Boys vinceranno, ma quanto di se stessi rimarrà sul campo di battaglia.
Il conflitto si spoglia di qualsiasi residuo di spettacolarità fine a se stessa per diventare una questione di pura sopravvivenza biologica e ideologica, preparando il terreno per la resa dei conti finale della saga.

Una scena di The Boys 4.

Il cancro del potere: il declino fisico e morale dei leader
In questo capitolo, la fragilità umana bussa alla porta sia dei carnefici che dei salvatori. Billy Butcher affronta le conseguenze devastanti dell'uso del Compost V temporaneo: con pochi mesi di vita rimasti e allontanato dalla sua stessa squadra, il leader dei Boys è un uomo d'angolo, tormentato dalle allucinazioni del suo passato e tallonato dallo spettro di una scelta radicale. La sua disperazione lo spinge a esplorare l'arma biologica definitiva, un virus capace di sterminare chiunque possieda il gene dei Super, un'opzione che lo posiziona sulla sottile linea che separa il giustiziere dal terrorista di massa.
Sull'altro fronte, Patriota scopre che nemmeno l'onnipotenza può fermare lo scorrere del tempo. La comparsa dei primi capelli grigi e il declino della sua prestanza fisica lo trascinano in una crisi di mezza età psicotica. Per ritrovare se stesso, il leader dei Sette decide di tornare nel laboratorio sotterraneo dove è stato torturato e cresciuto da bambino, compiendo una sanguinosa catarsi contro i suoi creatori nel tentativo di recidere l'ultimo legame con la sua vulnerabilità umana. Più Patriota si sente debole, più si circonda di menti pericolose, come la nuova arrivata Sister Sage (Susan Heyward), la donna più intelligente del mondo, che progetta per lui la transizione definitiva da supereroe a dittatore assoluto dell'Occidente.

Lo strappo sociale: la conquista della Casa Bianca
La vera spina dorsale della stagione è la scalata al potere politico della Vought attraverso la figura di Victoria Neuman (Claudia Doumit), ormai a un passo dalla vicepresidenza degli Stati Uniti. La serie dipinge un ritratto spaventoso di una democrazia occidentale al collasso, dove i complotti non si nascondono più nell'ombra ma vengono sbandierati sui social media per manipolare le masse. I Boys si ritrovano impotenti di fronte a un sistema giudiziario e politico completamente asservito alla causa di Patriota.
Le strade si trasformano in un campo di battaglia ideologico permanente, specchio di una società polarizzata oltre ogni limite. La tensione culmina in un finale di stagione brutale e caotico, in cui i fili del burattinaio Sister Sage scattano simultaneamente: la democrazia americana viene formalmente sospesa, la legge marziale viene istituita e Patriota ottiene il controllo diretto del paese, trasformando i Sette nel braccio armato del governo. I Boys vengono intercettati, catturati e separati, lasciando Hughie (Jack Quaid) e compagni prigionieri e Butcher unico lupo solitario rimasto in libertà con un virus letale in tasca.

Una scena di The Boys 4.

L'architettura del disastro: record di budget e ascolti storici
La complessità visiva e la gravità narrativa di questa stagione hanno richiesto lo stanziamento economico più imponente mai registrato per lo show. Amazon ha investito oltre 15 milioni di dollari per singolo episodio, una cifra monumentale impiegata per ricostruire le immense piazze dei comizi politici, le sequenze d'azione ad altissima precisione coreografica e l'evoluzione degli effetti digitali legati ai nuovi, inquietanti poteri introdotti. Ogni fotogramma trasuda l'estetica di un mondo sull'orlo della guerra civile, curata nei minimi dettagli per mantenere il realismo sporco che caratterizza il marchio di fabbrica dello show.
La risposta del pubblico ha letteralmente polverizzato i primati stabiliti dalle stagioni precedenti. I dati ufficiali rilasciati dalla piattaforma hanno confermato un aumento del 21% degli spettatori globali nei primi quattro giorni di programmazione rispetto alla terza stagione, posizionando la serie al primo posto in oltre 160 paesi contemporaneamente. Nonostante la natura estremamente divisiva dei temi trattati, lo show ha dimostrato una tenuta culturale senza precedenti, trasformando l'attesa per la quinta e ultima stagione in un evento mediatico di proporzioni colossali.

Il sipario cala sulla quarta stagione lasciandoci in apnea. La democrazia è sospesa, i Boys sono frammentati e prigionieri, e Patriota siede finalmente sul trono che ha sempre desiderato, protetto dalle leggi dello Stato e guidato dalle menti più pericolose del pianeta. Il tempo dei compromessi e delle strategie commerciali è finito; ora è il momento della forza pura. Tutto è pronto per l'inevitabile scontro finale, un cataclisma in cui non ci saranno prigionieri. Nel prossimo e ultimo capitolo del nostro speciale, analizzeremo cosa dobbiamo aspettarci dall'atto conclusivo della serie, confrontando il destino televisivo dei nostri antieroi con lo spietato e nichilista finale cartaceo concepito da Garth Ennis. Preparatevi, perché la fine del mondo è alle porte.

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A cura di Tiziano Greco



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