Addio a Walter Koenig

Star Trek in lutto

Si spegne a 90 anni il Chekov della mitica serie

Walter Koenig, l’indimenticabile Pavel Chekov di Star Trek, è morto a 90 anni a Los Angeles.


L’attore che nel 1967 portò sulla plancia di Star Trek un’ondata di giovinezza è morto domenica sera a Los Angeles, circondato dai suoi cari. Il mondo dei fan perde una delle sue voci più amate.

Per chi è cresciuto guardando le avventure dell’astronave Enterprise, oggi la plancia è un po’ più vuota. Walter Koenig, l’attore che ha dato il volto al giovane ufficiale Pavel Chekov, è morto all’età di 90 anni. La notizia è arrivata nelle ultime ore dagli Stati Uniti e ha fatto il giro del pianeta, facendo riemergere ricordi e affetto in migliaia di appassionati di fantascienza.

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Secondo quanto comunicato dal suo rappresentante, Zachery McGinnis, Koenig si è spento domenica sera, 25 ottobre, nella sua abitazione nel quartiere di North Hollywood, a Los Angeles. Se n’è andato per cause legate all’età avanzata, senza clamore, con accanto la figlia Danielle e una nipote. Una fine serena, lontana dai riflettori che pure, per quasi sessant’anni, non hanno mai smesso di cercarlo.

Il suo nome è legato a doppio filo a una delle imprese più singolari della storia della televisione. Quando Star Trek debuttò sul piccolo schermo, il giovane navigatore dall’accento slavo e dalla zazzera alla moda non c’era ancora. Arrivò con la seconda stagione, nel 1967, e la sua presenza non fu un caso: la produzione voleva ringiovanire l’equipaggio e conquistare il pubblico degli adolescenti, e il taglio di capelli del personaggio richiamava volutamente l’immagine dei cantanti pop dell’epoca. Koenig aveva ventinove anni, ma sembrava molto più giovane, e quella freschezza fece il resto. Chekov era entusiasta, orgoglioso delle proprie origini, convinto che ogni invenzione nascesse in Russia. Dietro quel tratto comico c’era però una scelta precisa: in piena Guerra Fredda, un ufficiale sovietico che serviva fianco a fianco con gli americani su un’astronave diventava un piccolo messaggio di speranza.

Per l’attore, il legame con quelle origini era tutt’altro che finzione. Era nato a Chicago il 14 settembre 1936 da genitori immigrati dall’Unione Sovietica, e il padre, stando a quanto riportano le cronache, fu persino sorvegliato negli anni della caccia alle streghe maccartista. Dopo la laurea all’Università della California a Los Angeles, nel 1958, Koenig aveva studiato recitazione a New York e, dal 1962, aveva cominciato a farsi strada con piccole parti in serie come Combat!, Gidget e Io spio. Il ruolo di Chekov arrivò quando faceva l’attore da circa un decennio e cambiò per sempre la sua vita.

Il personaggio lo seguì ben oltre la fine della serie, interrotta nel 1969. Dal 1979 Koenig tornò a indossare l’uniforme in sette film dedicati all’equipaggio dell’Enterprise, da Star Trek: The Motion Picture fino a Rotta verso l’ignoto, e prestò la voce al suo alter ego in diversi videogiochi. Nel 1980 pubblicò anche un libro di memorie sulla lavorazione del primo film, Chekov’s Enterprise, a dimostrazione di una penna che non si accontentava di recitare le battute altrui.
Perché Koenig, come ricordano in molti, è stato molto più di Chekov. Ha scritto sceneggiature per serie televisive come Family e L’incredibile Hulk, ha firmato romanzi e fumetti di fantascienza e ha costruito una seconda giovinezza artistica negli anni Novanta, quando entrò nel cast di Babylon 5 nei panni dell’inquietante agente Alfred Bester. Con quel personaggio sfaccettato e ambiguo, comparso in una dozzina di episodi, dimostrò di saper essere l’esatto opposto del simpatico ufficiale russo. Più di recente gli è capitato di prestare la voce a se stesso nella serie animata Futurama e di tornare nell’universo di Star Trek con Star Trek: Picard, sempre come doppiatore.

A rendere il suo addio ancora più commovente è l’ondata di messaggi arrivata dai colleghi di una vita. George Takei, il timoniere Sulu dell’Enterprise e amico fraterno di Koenig fino all’ultimo, ha scritto sui social di avere il cuore pesante e ha ricordato che Walter era più del suo celebre personaggio. Tra i due il legame era così saldo che Koenig fu testimone di nozze di Takei nel 2008. Anche William Shatner, l’inossidabile capitano Kirk, ha reso omaggio all’uomo che, pur non frequentando a fondo i colleghi lontano dal set, aveva condiviso con lui le stagioni conclusive della serie e i sei film successivi, descrivendolo come qualcuno che amava davvero la comunità di Star Trek.
Forse questo è il lascito più bello. I suoi rappresentanti hanno sottolineato che capiva cosa significasse Star Trek per le persone e che abbracciò la comunità nata attorno alla serie, partecipando per decenni a convention e incontri con i fan. Un attore che non ha mai preso le distanze dal personaggio che lo ha reso famoso, e che per questo è rimasto nel cuore di intere generazioni.

Oggi l’Enterprise perde il suo navigatore, ma Pavel Chekov, con quell’accento inconfondibile e quell’entusiasmo contagioso, continuerà a viaggiare tra le stelle, finché ci sarà qualcuno disposto a guardare lo schermo e sognare un futuro migliore.




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