Volume perduto su Profondo Rosso
Il libro che non esisteva, ma che avevamo già visto
Nel 1975 il film Profondo Rosso rese celebre la scrittrice Amanda Righetti, assassinata mentre stava per ripubblicare il suo libro più noto, arricchito di rivelazioni inedite. Ora finalmente il volume viene ristampato, portando alla luce verità nascoste e nuovi enigmi. Dopo cinquant'anni, il mondo di "Profondo Rosso" riserva ancora molte sorprese...
Il libro che non esisteva, ma che avevamo già visto.
Ci sono libri che diventano film e film che generano libri. Poi ci sono casi più strani, in cui un libro non è mai esistito eppure milioni di persone lo hanno già visto.
È il caso di Fantasmi di oggi e leggende nere dell’età moderna, il volume scritto da Amanda Righetti che in Profondo Rosso permette a Marcus Daly di risalire alla villa del bambino urlante.
Amanda Righetti, naturalmente, non è mai esistita. E nemmeno il suo libro.
Nel film di Dario Argento, però, ne vediamo la copertina, l'indice e l'incipit di un capitolo. Andrea Carlo Cappi e Mario Gazzola sono partiti da quelle poche tracce e hanno fatto una cosa che trovo irresistibile: hanno scritto il libro.
Non semplicemente un'antologia ispirata a Profondo Rosso, ma lo “pseudobiblion" stesso, ricostruito come se Amanda Righetti fosse stata davvero una studiosa di fenomeni paranormali e quella che abbiamo tra le mani fosse una nuova versione del suo volume del 1956, ampliata poco prima della sua morte. Soltanto alla fine il gioco viene scoperto e conosciamo gli autori reali degli undici racconti.
È un'antologia a più mani e quindi inevitabilmente mutevole per voce, atmosfera e struttura. Ma proprio quella frammentarietà finisce per avere un senso: storia dopo storia compaiono quelli che Amanda definisce dei “fili rossi”, collegamenti apparentemente casuali che progressivamente costruiscono una mitologia comune.
Naturalmente c'è anche un enorme gioco di rimandi al cinema di Argento. Non soltanto Profondo Rosso, ma Inferno, Suspiria, L'uccello dalle piume di cristallo, Quattro mosche di velluto grigio. E la cosa funziona soprattutto quando smette di essere il semplice piacere di riconoscere una citazione e comincia a insinuare un'idea molto più divertente: e se tutte queste cose appartenessero davvero allo stesso mondo?
Ma la parte che più mi ha affascinato è quella visiva.
Le illustrazioni di Roberta Guardascione non sono un semplice accompagnamento ai racconti. Fanno parte della finzione.
Guardascione inventa infatti Regina Calamai, misteriosa pittrice alla quale vengono attribuite le Pitture Nere disseminate nel libro. Solo nelle pagine finali scopriamo che la Calamai è un altro personaggio immaginario e che i suoi dipinti sono in realtà opere originali della stessa Guardascione, create appositamente per Fantasmi di oggi.
Quindi abbiamo un libro inesistente, scritto da una scrittrice inesistente, illustrato con i quadri di una pittrice inesistente!
E le immagini sono splendide proprio perché non sembrano voler spiegare i racconti. Sono dense, sporche, organiche: corpi che si confondono con il nero, occhi e volti che affiorano dalla materia, mani, alberi, carne e figure infantili che sembrano appartenere allo stesso organismo. Nella tavola che introduce Il mistero del bosco di betulle, per esempio, dietro gli alberi emerge un enorme volto indistinto. Non sembra esserci qualcosa nel bosco: sembra che il bosco sia qualcosa.
E qui il legame con Profondo Rosso, almeno per me, diventa ancora più bello.
Perché il film costruisce uno dei suoi meccanismi fondamentali sulla differenza tra guardare e vedere. Marcus ha visto qualcosa fin dall'inizio. Anche noi l'abbiamo vista. Semplicemente, non abbiamo capito cosa stavamo guardando.
Le Pitture Nere giocano in maniera diversa con la stessa inquietudine: prima le osserviamo come illustrazioni, poi scopriamo che appartengono alla storia che stavamo leggendo. Il loro significato cambia retroattivamente.
Ed è forse questo il risultato migliore ottenuto dal libro nel suo complesso: non cerca di imitare Profondo Rosso, ma prende un oggetto che il film aveva lasciato ai margini dell'inquadratura e immagina che abbia continuato a esistere anche dopo che la macchina da presa si è spostata altrove.
Gli dà una storia, degli autori, documenti, misteri. Persino una pittrice mai esistita e dei quadri che invece possiamo realmente guardare.
Alla fine rimane così la strana sensazione di aver letto qualcosa che conoscevamo già da cinquant'anni, pur sapendo perfettamente che non l'avevamo mai potuto leggere.
E le illustrazioni di Roberta Guardascione sono forse la parte più riuscita di questa illusione.
Non sembrano illustrare un incubo. Sembrano esserne un reperto.
I CURATORI
Mario Gazzola (nato a Lodi nel 1964) è uno scrittore, giornalista musicale e consulente di comunicazione italiano, noto soprattutto per le sue opere che uniscono la fantascienza, la cultura cyberpunk e la musica.
Dopo essersi laureato in Economia Aziendale alla Università Bocconi con una tesi sulle subculture giovanili legate al rock (poi pubblicata nel 1993), ha avviato una ricca carriera nel giornalismo musicale e culturale. Ha collaborato con prestigiose testate italiane, tra cui Rockstar, Rockerilla, JAM, Panorama, L'Espresso e l'inserto Musica! di Repubblica.
Gazzola spazia tra narrativa di genere (fantascienza, horror, cyberpunk) e saggistica critica. Accanto alla scrittura, lavora come consulente di comunicazione e relazioni pubbliche a Milano. Ha curato interventi radiofonici su emittenti come Radio Popolare e Radio Lodi, scrive di cinema per la rivista specializzata Nocturno e collabora come autore e volto televisivo per il programma multipiattaforma Wonderland su Rai 4.
Andrea Carlo Cappi (Milano, 1964), è uno scrittore, saggista, editor e traduttore. Oltre al ciclo thriller che raccoglie le serie “Medina”, “Nightshade”, “Sickrose”, “Black” e “Dark Duet” (alcune firmate come François Torrent), ha pubblicato sette romanzi ufficiali con Diabolik & Eva Kant e un ciclo narrativo con Martin Mystère, con il quale ha vinto il Premio Italia 2018 e il Premio Atlantide 2019. Scrive la serie horror/dark romance “Danse Macabre”, il ciclo del “Cacciatore di Libri” e le avventure di padre Antonio Stanislawsky, apparse in antologie e riviste di fantascienza. Co-sceneggiatore del serial “Mata Hari” di RadioRAI, ha pubblicato con Ermione “LUV” e “Neri amori”, e con Paolo Brera “Il Visconte/La spia del Risorgimento”. Tra le sue uscite più recenti, il romanzo “Il ponte sospeso”. Membro di IAMTW e World SF Italia, cura inoltre le riedizioni delle opere di Andrea G. Pinketts e le antologie del Premio Torre Crawford, del quale presiede la giuria.
Fantasmi di oggi
(e leggende nere dell'età moderna.
Il libro perduto del film Profondo Rosso)
Autore: Amanda Righetti
Curatore: Mario Gazzola, Andrea Carlo Cappi
Illustratore: Regina Calamai
Editore: Profondo Rosso
Anno: 24 marzo 2025
Pagine: 214
ISBN-13: 979-1280618801
Prezzo: 19,00 €
A cura di Massimiliano Ruzzante
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