Prendete e mangiatene tutti di Valeria Biuso

Body horror e satira feroce

Romanzo attraversato da un immaginario splatter


[…] C’era solo lui nei campi e la sua mente prese il volo, godendosi quel silenzio irreale, la sensazione di infinito che gli trasmettevano il cielo grigio, la terra rossa, le colline che, in lontananza, si confondevano con le nubi.
Se non ci fossero stati gli alberi sradicati, con la possibilità di trovare nuova legna da ardere, il ragazzo non avrebbe visto nulla e tutto sarebbe andato in modo diverso. Avrebbe proseguito per la sua strada senza permettersi distrazioni, visto che il buio incombeva.
Invece. […]

Una discesa in una psiche nerissima, l’apoteosi dello splatter e del body horror, una risata malata, un tripudio di dissacrazione, uno sbeffeggiamento della contemporaneità, un’estetica estatica del massacro.


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Prendete e mangiatene tutti, opera di Valeria Biuso edita da D Editore per la collana Intermundia, è un romanzo di body horror e satira feroce, attraversato da un immaginario splatter. Luca, ex modello, vive il proprio corpo come un’immagine da correggere e vendere; quando un’imperfezione cutanea diventa il centro della sua ossessione, la ricerca della bellezza si trasforma in una discesa sempre più estrema. La prima persona, colloquiale e aggressiva, trascina il lettore dentro una coscienza che confonde desiderio e pretesa con un ego profondamente riferito e narcisista.
La critica sociale investe soprattutto il mondo della moda, dove la precarietà e lo sfruttamento vengono rivestiti di linguaggio artistico, mentre il corpo vale finché resta desiderabile e commerciabile.

Il romanzo allarga poi il bersaglio ai social, alla ricerca di visibilità e alla trasformazione dell’autolesione in contenuto da consumare. La trovata più efficace è la nascita di una comunità digitale attorno a Luca: la sua autoproclamata divinità diventa spettacolo e culto, in un cortocircuito che prolunga la logica del sistema fino all’orrore.
La voce passa dallo slang con peculiari derive più liriche (che ogni tanto sembrano una forzatura) oscenità, ripetizioni e immagini.
La forma ricorda un diario deformato, una confessione che si fa performance, interrotta e rilanciata da messaggi e conversazioni online, ogni tanto ho perso la bussola tra quello che era uno sfogo del protagonista al passaggio poi del dialogo con un altro personaggio. Questa oralità potrebbe rendere bene in audiolibro, purché l’interpretazione sappia modulare il ritmo; sulla pagina, invece, le sezioni e i frammenti digitali aiutano a percepire come il delirio privato diventi spettacolo pubblico.

Il limite principale coincide con la sua scelta formale più netta: la narrazione resta quasi sempre al massimo d’intensità a livello molto nichilista. Anche la retrospettiva sul mondo della moda procede dentro la stessa pressione, senza offrire una vera tregua o un contrappunto. L’effetto è coerente con la mente assediata di Luca e con un ambiente in cui ogni esperienza viene esasperata e messa in vetrina, ma la continuità dell’eccesso può saturare il lettore e rendere meno incisivi alcuni passaggi. È un romanzo che - tecnicamente - sa cosa vuole ottenere, anche quando il suo ritmo rischia di consumare parte della propria forza.
L’evoluzione conclusiva degli ultimi capitoli li ho trovati più stimolanti e il finale coerente con il concept del romanzo.

La storia
Tirare di coca e controllarsi allo specchio: è dominata da questi due impulsi la mente di Luca, fotomodello trentenne in declino che si tiene a galla tra spaccio e scambi di favori sessuali. Quando sulla fronte gli spunta un brufolo, quell’imperfezione da cui si sente deturpato diviene un’ossessione monomaniacale. Nel momento in cui scopre che la menomazione può ispirare un’adorazione che inseguendo la perfezione non ha mai ottenuto, Luca precipita in una spirale autodistruttiva che culminerà in un delirio mistico di blasfemia e ultraviolenza.

L’AUTRICE
Valeria Biuso è nata a Catania nel 1993. Ha seguito corsi di lingua e letteratura anglistica e francese presso l’Alliance française, la Sorbonne di Parigi e l’Università di Pisa. È autrice dei romanzi Anche la Morte ascolta il jazz (Ianieri, 2017) e Cadaveri squisiti (Re Artù Edizioni, 2024), premiato all’Etnabook Festival 2024. Il suo racconto Fisiognomica, ha vinto il premio Miglior racconto a carattere speculativo, filosofico ed esistenziale di Oblivion, la fiera del libro, del fumetto e dell’irrazionale organizzata a Roma da D Editore. Prendetene e mangiatene tutti è il suo primo libro con D Editore.


Prendete e mangiatene tutti
Autore: Valeria Biuso
Collana: Intermundia
Editore: D Editore
Anno: 24 settembre 2026
Pagine: 202
Dimensioni: 12 x 1.2 x 16.5 cm
ISBN-13: 979-1281842809
Prezzo: 15,90 €


A cura di Flavio Deri



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