Aveva 86 anni
Il comandante dell’Enterprise e guida dei mutanti
Addio a Sir Patrick Stewart, il comandante dell’Enterprise e guida dei mutanti: aveva 86 anni
Il mondo dello spettacolo ha perso uno dei suoi interpreti più autorevoli. Sir Patrick Stewart si è spento mercoledì 28 ottobre nella sua abitazione di Los Angeles, dopo un breve e intenso percorso segnato dall’Alzheimer e dalla demenza a corpi di Lewy. L’attore britannico aveva 86 anni e alle spalle una carriera di quasi sette decenni, divisa tra i palcoscenici shakespeariani e le grandi saghe fantastiche che lo hanno reso familiare a milioni di persone.
La notizia è arrivata nella serata di giovedì 29 ottobre, quando sui profili ufficiali dell’attore è comparso un messaggio della famiglia. A confermare il decesso è stata anche la sua storica portavoce, Kelly Bush Novak. Nel testo i familiari hanno raccontato un addio sereno, vissuto in casa e tra musica, preghiere, lacrime e risate, con accanto la moglie Sunny e gli amici più stretti. Colpisce un dettaglio: le due patologie neurodegenerative, non erano mai state rese pubbliche prima, e il comunicato è stato dunque il primo momento in cui il pubblico ha saputo della malattia.
Stewart lascia la moglie, la musicista Sunny Ozell, sposata nel 2013 in una cerimonia officiata dall’amico e collega Ian McKellen, e i due figli avuti dal primo matrimonio, Daniel, anch’egli attore, e Sophie. Si era sposato complessivamente tre volte.
La sua storia era iniziata lontano dai riflettori. Era nato il 13 luglio 1940 a Mirfield, nello Yorkshire, in una famiglia modesta. Il padre, Alfred, reduce dell’evacuazione di Dunkerque, portava addosso i segni della guerra, beveva e si mostrava violento con la moglie. Di quell’infanzia difficile Stewart parlò sempre con grande franchezza, e proprio il teatro fu il suo rifugio. Fu un insegnante delle elementari, Cecil Dormand, a metterlo per la prima volta di fronte ai testi di Shakespeare e a incoraggiarlo a recitarli ad alta voce. Prima di dedicarsi del tutto alla recitazione lavorò come cronista in un giornale locale, dove scriveva anche i necrologi, finché il direttore lo costrinse a scegliere tra giornalismo e palcoscenico, e poi come commesso in un negozio di mobili, impiego che gli lasciava il tempo di frequentare le prove. Si formò alla Bristol Old Vic Theatre School.
Nel 1966 entrò nella Royal Shakespeare Company, dove costruì la sua reputazione con ruoli come Amleto, Re Lear e il protagonista della Bisbetica domata. Per anni fu un nome molto rispettato in patria ma quasi sconosciuto al pubblico americano. La svolta arrivò alla fine degli anni Ottanta con Star Trek: The Next Generation, in cui interpretò il capitano Jean-Luc Picard. Stewart stesso ricordò, in un’intervista televisiva del 2023, che il creatore della saga, Gene Roddenberry, in un primo momento non lo voleva e fu convinto dagli altri produttori ad assumerlo. Quella scelta si rivelò decisiva: il suo Picard, autorevole, riflessivo e capace di portare a bordo dell’astronave la voce e il portamento di un attore di teatro classico, divenne un’icona della fantascienza e conquistò un pubblico che crebbe negli anni.
Concluso il ciclo televisivo nel 1994, Stewart si dedicò al cinema e al ruolo del professor Charles Xavier, il fondatore e mentore dei mutanti, che interpretò in più di mezza dozzina di film della saga degli X-Men. Tornò inoltre a vestire i panni di Picard in una nuova serie su Paramount+, un ritorno che la critica accolse come motivo sufficiente, da solo, per guardare il programma. Il suo lavoro conta oltre 160 titoli, compresa la voce di Avery Bullock nella serie animata American Dad!, e collaborazioni con Seth MacFarlane anche in I Griffin. Fu nominato cavaliere nel 2010.
Fuori dal set, Stewart si è speso con convinzione per cause sociali: la difesa delle vittime di violenza domestica e dei veterani, e in anni più recenti il sostegno al diritto al fine vita nel Regno Unito come patrono dell’associazione Dignity in Dying. Più volte aveva dichiarato di non immaginare di ritirarsi.
Il suo ultimo lavoro sul grande schermo sarà Avengers: Doomsday, dove tornerà ancora una volta nei panni del professor Xavier, a poche settimane dalla sua scomparsa.
Intanto sono arrivati i messaggi di cordoglio. Hugh Jackman, che condivise con lui il set degli X-Men, ha parlato di uno dei grandi del teatro e del cinema, oltre che di un amico straordinario da cui ha imparato moltissimo. Marvel Studios si è detta profondamente addolorata, definendolo un talento irripetibile. William Shatner, il capitano Kirk della serie originale, ha salutato il collega con un omaggio a Picard, mentre MacFarlane ha ricordato come tutti avessero dato per scontato che un’icona come lui sarebbe sempre rimasta con noi. Ian McKellen, amico di una vita, una volta disse che accompagnare Patrick in giro era come stare accanto al Papa, tanto era l’affetto e il rispetto che suscitava ovunque.
Con Patrick Stewart se ne va un attore capace di essere insieme interprete shakespeariano e volto popolare della fantascienza, una rara figura di ponte tra il teatro e la cultura pop.
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