Manifesto del melodic death metal Italiano
Nove tracce che scavano nelle zone più buie della psiche umana e nelle ferite della storia
EGO DIVIDED - The Abyss
Full-length, Independent (2026)
La formazione palermitana firma un'opera monumentale, fondendo riff affilati e nichilismo esistenziale in un viaggio senza ritorno dentro l'abisso della coscienza.
Quando il metal estremo sceglie di indossare le vesti della filosofia nichilista e di specchiarsi nei recessi più bui della coscienza, il risultato raramente passa inosservato. Con The Abyss, la formazione palermitana degli Ego Divided firma una delle prove più mature e concettualmente ambiziose della scena underground recente, confezionando un’opera che trascende la semplice violenza sonora per trasformarsi in un vero e proprio trattato di psicanalisi in chiave extreme. Nati nel lontano 2005 per mano del chitarrista Massimo Masi e arricchiti nel tempo dalla penna e dalla voce tagliente di Mauro Tagliavia, entrato in pianta stabile nel 2012, i siciliani tornano a far parlare di sé dopo il debutto omonimo del 2024, consolidando un sound che fonde l'impatto tellurico del melodic death metal con strutture progressive di rara complessità.
Registrato, mixato e masterizzato presso i Rock Zone Studio di Palermo, il disco si presenta come un viaggio senza ritorno attraverso le illusioni che governano la percezione umana, pescando a piene mani dal concetto di velo di Maya e dalle riflessioni di giganti del pensiero come Schopenhauer e Nietzsche. La line-up che dà vita a questo secondo capitolo discografico vede l'ingresso ufficiale del chitarrista Ermanno Siino e del batterista Manfredi Mansueto, entrambi provenienti dagli State of Neptune, affiancati dal bassista Alessio Lopes e dai preziosi contributi estemporanei dello storico asse chitarristico di Alberto Zimone e del batterista Phil Spinelli dei Tol Morwen. Questa alchimia di forze fresche e veterane si traduce in un impianto strumentale granitico, dove riff affilati come lame e ritmiche martellanti sorreggono un'architettura lirica profondamente evocativa.
L’esordio dell’ascesa nell'oscurità è affidato alle trame ossessive di R.U.S.T., un'introduzione che scava nel logorio dei pensieri meccanici e sterili, invitando l'ascoltatore a ribaltare la propria prospettiva esistenziale. Da lì in poi, la pressione non fa che aumentare con Empty Ego, un brano che scuote le coscienze dal torpore delle distrazioni quotidiane per imporre un duro confronto con il vuoto interiore. La critica sociale si sposta poi sui binari dell'apparenza con Reflections, traccia che mette a nudo l'idolatria del successo materiale e dell'effimero, contrapponendovi la resistenza della semplicità contro l'usura del tempo.
La disamina dei mali contemporanei e psicologici prosegue implacabile in Coward’s Mask, un attacco frontale alle insicurezze che si mascherano dietro la superbia e il vittimismo cronico, un meccanismo di autodifesa che finisce inevitabilmente per divorare chi lo adotta. Ma gli Ego Divided non si limitano all'introspezione privata; allargano lo sguardo sul macrocosmo della violenza storica e sistemica con Infernal Blood Sucker, una figura parassitaria che attraversa i secoli alimentandosi di conflitti e falsità, e con la successiva Totally Blind, manifesto contro la lobotomia mediatica e la cecità acritica di un'opinione pubblica narcotizzata dalla propaganda.
La seconda metà del platter non concede tregua, addentrandosi nei territori claustrofobici di Fury of Hatred, dove la mente diventa un'arena insanguinata in cui misantropia, brama di controllo e dipendenza emotiva collidono in un impulso distruttivo irrefrenabile. Il momento di maggiore spessore storico e concettuale si raggiunge con Lake of Blood, un affresco dolente che unisce idealmente la tragedia del massacro di Kaskiyeh del 1858 e la parabola di Geronimo ai conflitti geopolitici moderni, smascherando la cinica strumentalizzazione del nemico come eterno alibi per giustificare la morte degli innocenti. Il sipario cala infine con From the Abyss, l'inevitabile resa dei conti di chi ha squarciato il velo delle illusioni ed è precipitato in un baratro identitario da cui è impossibile tornare indietro, lasciando all'ascoltatore nient'altro che il peso ingombrante della propria consapevolezza.
The Abyss si candida a pieno titolo come un ascolto imprescindibile per gli amanti delle sonorità estreme dotate di un forte spessore intellettuale. Gli Ego Divided dimostrano una padronanza tecnica encomiabile e una rara urgenza espressiva, confezionando un lavoro che rifugge i cliché del genere per offrire una catarsi sonora tanto brutale quanto illuminante. Un disco che merita di essere assimilato nota dopo nota, confermando la band siciliana come una delle realtà più stimolanti e coraggiose del panorama metal italiano.
Tracklist
- R.U.S.T. (Repetitive Unconscious Sterile Thoughts)
- Empty Ego
- Reflections
- Coward's Mask
- Infernal Blood Sucker
- Totally Blind
- Fury of Hatred
- Lake of Blood
- From the Abyss
Line-up
A cura di Valerio Santori
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