Alien: Covenant di Ridley Scott

Nel 2014 l'astronave Covenant sta viaggiando verso il pianeta Origae-6 per insediarvi una colonia terrestre. A un certo punto, i membri dell'equipaggio intercettano una strana trasmissione radio proveniente da un pianeta poco distante. Il primo ufficiale decide di approdarvi, sperando di poterlo colonizzare. Trovano invece il relitto di un'astronave e dovranno vedersela con ferocissimi alieni.
Ammettiamolo, non è facile districarsi tra la marea di reebot, sequel, prequel, remake che, a getto continuo, invadono le sale cinematografiche (ormai siamo al reebot del reebot, da non crederci). Comunque, Alien: Covenant, per chi non lo sapesse, è il seguito di Prometheus (2012) e prequel di Alien (1979). Ridley Scott, regista di entrambi, ha da tempo annunciato di voler proseguire la serie, e sta per mettere in cantiere un nuovo sequel/prequel. Rischiando perciò di rovinare definitivamente un titolo-mito del cinema di fantascienza. Le ormai sempre più scarse aspettative sono il risultato della delusione provocata dalla visione dell'ultima fatica del regista inglese. Già Prometheus non era un granché, d'accordo, ma poteva vantare almeno una sequenza d'antologia (quella del parto nella capsula chirurgica) e un cast dignitoso. Qui, se togliamo lo scontro finale con l'alieno (che cerca di rielaborare, invano, quello del capostipite), confezione e prestazione attoriale lasciano molto a desiderare. Oltretutto, Scott e i suoi sceneggiatori sembrano (con)fondere, non si sa se volutamente o meno, Alien con Blade Runner. Tanto che il robot, che somiglia sempre più al replicante Roy interpretato da Rutger Hauer, sta prendendo il sopravvento sugli altri personaggi (e qua viene addirittura duplicato): mostro compreso, scelta quantomeno discutibile. Che può essere giustificata dal mancato apporto dei grandi visionari che fecero la fortuna del film del '79. Lo sceneggiatore Dan O'Bannon, autore di un bellissimo soggetto che sottendeva una metafora politica, a base di multinazionali e astronauti/operai (e che guarda caso non dava grande spazio al robot), oggi trasformato in un delirante copione esoterico/superomistico, con tanto di Wagner nel finale. E poi Giger, Rambaldi, il direttore della fotografia Derek Vanlint, eccetera. Insomma, l'Alien originale (bisogna chiamarlo così, oggigiorno, per evitare fraintendimenti) è forse uno degli esempi più significativi di film che si è avvalso dell'apporto creativo di varie personalità artistiche, che in A: C mancano in toto. Del vecchio team sopravvivono i produttori Walter Hill e David Giler e Ridley Scott deve cavarsela da solo o quasi, mostrando limiti abbastanza evidenti. Non bastano qualche minuto di autentica suspense e due o tre momenti splatter vecchio stile per salvare la faccia.
  
Giudizio: **

  • Titolo: Alien: Covenant
  • Regia: Ridley Scott
  • Sceneggiatura: John Logan, Dante Harper
  • Fotografia: Dariusz Wolski
  • Montaggio: Pietro Scalia
  • Musiche: Jed Kurzel
  • Scenografia: Chris Seagers
  • Produzione: Scott Free Productions, Brandywine Productions
  • Anno: 2017
  • Paese di produzione: Stati Uniti d'America
  • Durata: 122'
  • Cast: Michael Fassbender, Katherine Waterston, Billy Crudup, Danny McBride, Callie Hernandez, Carmen Ejogo, Amy Seimetz.

(a cura di Roberto Frini)