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Pensiero del giorno - Ernesto Che Guevara 28/12/2012

L’unico modo di conoscere davvero i problemi è accostarsi a quanti vivono quei problemi e trarre da essi, da quello scambio, le conclusioni. (Ernesto Che Guevara)


Scomparso Gerry Anderson il creatore di Ufo e Spazio 1999


Si è spento il 26 dicembre all'età di 83 anni Gerry Anderson, il pioniere della fantascienza britannica nonché creatore di serie tv cult come "Ufo", "Spazio 1999" e ancora prima i "Thunderbirds", per cui inventò un sistema di marionette ispirate alla tradizione popolare italiana. Serie realizzate tutte con la seconda moglie Sylvia.
Da tempo Anderson soffriva di Alzheimer e la sua salute era peggiorata negli ultimi sei mesi.
Le tre serie, tutte realizzate a basso costo ma con grande innovazione, ebbero un enorme successo di pubblico in tutto il mondo e in Italia furono acquistate dalla Rai, che co-produsse "Spazio 1999" con la stessa "Itc" di Gerry and Sylvia Anderson.

Pensiero del giorno - Harlan Miller 20/12/2012

Vorrei poter mettere lo spirito del Natale all'interno di un barattolo e poterlo tirare fuori mese per mese, poco alla volta... (Harlan Miller)


Incontro con Umberto Lenzi regista e scrittore

Martedì 18 dicembre all’Arsenale (vicolo Scaramucci 2 - Pisa) alle 18.30 presentazione del libro Spiaggia a mano armata del regista e scrittore Umberto Lenzi. All’incontro saranno presenti oltre l’autore, Stefania Cappellini (critica cinematografica) e  Federico Caddeo (esperto di film di genere). Alle 20.30 proiezione di Contro quattro Bandiere di Umberto Lenzi (1979).


Risale allo scorso ottobre la pubblicazione di Spiaggia a mano armata, quinto libro (primo edito da Rizzoli), dell’epopea gialla che vede protagonista l'investigatore privato Bruno Astolfi, toscano, specializzato in delitti ambientati nel mondo del cinema, una serie ideata da Umberto Lenzi regista e da qualche anno anche scrittore.
Lenzi ha firmato come regista e sceneggiatore decine  e decine di pellicole cult - Milano odia: la polizia non può sparare, Roma a mano armata, Napoli violenta, spaziando tra i generi (da poliziesco all'horror, dal thriller allo storico), ha diretto attori come Henry Fonda, Capucine, Jack Palance, è tutt'ora amato dai giovani e ammirato da registi come Quentin Tarantino e Tim Burton.
Da alcuni anni, allontanatosi dal set, si dedica  alla letteratura secondo una vena assolutamente originale che gli permette  di coniugare  le sue due più  grandi passioni: la storia contemporanea e il cinema. Al 2008 risale infatti il primo libro della serie di gialli che dal 1940 arriva al 1947 unendo le vicende storiche italiane a quelle cinematografiche: dal periodo dei telefoni bianchi fino al neorealismo. L’ultimo romanzo - Spiaggia a mano armata -  si svolge tra  Pisa e  Tirrenia nel 1946, durante le riprese del film di Giorgio Ferroni Tombolo Paradiso Nero, interpretato da Aldo Fabrizi.
La presentazione del libro costituisce un’eccezionale occasione per incontrare presso il Cinema Arsenale il regista-scrittore noto anche per le sue grandi doti di narratore appassionato e intenso affabulatore.
All’incontro parteciperanno anche Stefania Cappellini critica cinematografica e Federico Caddeo esperto di film di genere.
Dopo la presentazione, in prima serata (alle 20.30) verrà  proiettato il film Contro quattro bandiere (1979). Film cult - uno tra i più amati di genere storico e il più bel film di guerra secondo Tarantino - che Umberto Lenzi ambienta nella seconda guerra mondiale.

Pensiero del giorno - Elbert Hubbard 15/12/2012

Chi non comprende il tuo silenzio probabilmente non capirà nemmeno le tue parole. (Elbert Hubbard)


Dossier Jack lo squartatore - quarta edizione

La redazione GHoST comunica la disponibilità del voluminoso dossier su Jack lo squartatore giunto ora alla quarta edizione.
Un nuovo importante aggiornamento con ulteriori ricerche, misteri e rivelazioni su quello che è stato il primo serial killer della storia.
Questa versione include tra le altre cose anche una nuova sezione con materiale multimediale esclusivo.

Il dossier è consultabile per i soli soci GHoST. Link diretto: VAI...

Darkiss! Il bacio del vampiro

Ecco un gioco che proverà a soddisfare la vostra sete di horror! Firmato dal giornalista e scrittore imperiese Marco Vallarino, già autore di numerosi romanzi e racconti, Darkiss!Il bacio del vampiro è una truculenta avventura a interfaccia testuale, che consente di vivere da protagonista la storia che si legge, modificandone lo svolgimento in base alle proprie azioni, scritte in punta di tastiera.
Protagonista della tenebrosa vicenda è il vampiro Martin Voigt, mostro succhia sangue che risorge dalla tomba per vendicarsi di chi lo ha ucciso e, innanzi tutto, deve uscire dal sotterraneo in cui si trova suo malgrado imprigionato. Quello che per secoli era stato il suo rifugio segreto è diventato, dopo l'attacco dei cacciatori di vampiri che lo hanno impalato e decapitato, una sorta di gigantesca trappola, in cui ogni stanza può nascondere un trabocchetto mortale, viste anche le precarie condizioni di Martin, che dopo il lungo sonno deve al più presto trovare una “preda” per placare la sete di sangue e riacquistare le forze necessarie a dare inizio alla sua vendetta.
L'ambiente è descritto minuziosamente e, partendo dalla cripta del vampiro, il luogo più oscuro del sotterraneo, si possono visitare camere piene di pipistrelli, serpenti, ragni, una attrezzata sala delle torture, una biblioteca che trabocca di volumi di magia nera, una angusta cella tappezzata di misteriosi graffiti, una blindatissima sala del tesoro e ovviamente qualche passaggio segreto, che aspetta solo di essere scoperto. Ad animare la lugubre avventura, in cui comunque non mancano elementi umoristici, ci sono anche “mostruosi” incontri con demoni infernali, anime dannate e altri vampiri, che al momento opportuno interverranno per togliere Martin dai guai e permettergli di raggiungere la via di uscita.
Rilasciato con licenza Creative Commons in un pratico formato multi piattaforma, che può essere utilizzato su (quasi) ogni sistema operativo e permette di giocare pure su smartphone e tablet, Darkiss! Il bacio del vampiro è stato favorevolmente recensito da molti siti (Secolo XIX, Stampa, Tiscali, Softonic, Mentelocale, Horror Magazine, Kult Underground, Scheletri, La Tela Nera, Blue) e riviste di informatica (Computer Bild, Win Magazine, Idea Web, Linux Pro, Giochi per il Mio Computer) per la vivacità della prosa, l'ingegnoso allestimento della storia, il gran numero di colpi di scena, la cura maniacale dei particolari. Una buona pubblicità è arrivata anche dal game trailer realizzato dal regista Alberto Brancolini. Un video breve ma intenso, angosciante, visibile su http://vimeo.com/51442923 e impreziosito dal brano “Venom” dei Godd che passa in sottofondo.
Curiosamente, la comunità dei giocatori è divisa tra i trentenni nostalgici degli anni 80, che ricordano con affetto grandi classici come Zork e Avventura nel Castello, e giovanissimi che si avvicinano per la prima volta ai videogiochi testuali, considerandoli una eccezionale novità, o almeno un prodotto perfettamente al passo coi tempi.
Ogni settimana Darkiss fa registrare centinaia di nuovi download. La pagina Facebook trabocca di fan, mentre il gruppo di discussione vede sempre l'arrivo di nuovi utenti, che chiedono aiuto per andare avanti nell'avventura, scrivono commenti entusiastici e invocano l'uscita del seguito, che pare Vallarino abbia messo in cantiere.
Intanto il gioco ha dato origine ad altre particolari iniziative. A Imperia, città dell'autore, gli attori Giorgia Brusco e Eugenio Ripepi, insieme allo staff della fumetteria Stregatto, hanno allestito una cena con delitto dedicata ai personaggi del gioco e portata con successo in vari locali. Vallarino ha poi scritto e pubblicato il racconto “Il vampiro di Triora” (nella antologia “Nero Liguria” edita da Perrone Lab), in cui il protagonista, dopo aver terminato con successo il gioco, decide di provare a trasformare in realtà le gesta videoludiche del vampiro Martin Voigt, precipitando in un sanguinario vortice di morte e distruzione. Il personaggio di Martin Voigt compare anche nella storia horror “Alice nel paese dei mostri” con cui Vallarino partecipa alla iniziativa editoriale “Realtà in gioco” di Multiplayer, che sfocerà in una raccolta di racconti sul rapporto tra realtà e videogiochi, che nella primavera del 2013 sarà presentata al Salone del Libro di Torino. 

Pensiero del giorno - Eleanor Roosevelt 20/11/2012

Molte persone entreranno ed usciranno dalla tua vita, ma soltanto i veri amici lasceranno impronte nel tuo cuore. (Eleanor Roosevelt)


Pensiero del giorno - Oscar Wilde 19/11/2012

Finché la guerra sarà considerata una cosa malvagia, conserverà il suo fascino; quando sarà considerata volgare, cesserà di essere popolare. (Oscar Wilde)


Pensiero del giorno - =MacO= 16/11/2012

La felicità... Un attimo di puro euforismo.
E poi il mondo ti cade addosso. MA vivo la mia vita così: "non aspettarti niente e non rimarrai mai deluso".
Quante verità in questa piccola frase... Quante volte mi illudo che qualcosa possa succ
edere e preso dall'euforia di quel momento non mi accorgo nemmeno che tutto ciò che penso è solo pura fantasia.
E poi al mondo della realtà ti svegli e ti ritrovi con gli occhi bagnati da una lacrima che paurosa scende giù.
Ma tu sei lì. Non puoi fare nulla... (=MacO=)
   

Scomparso Carlo Rambaldi, papà di E.T.

Si è spento a 86 anni all'ospedale di Lamezia Terme il mago italiano degli effetti speciali (per ben tre volte ha vinto l'Oscar) Carlo Rambaldi, un artista di vecchio stampo, un artigiano del set che odiava, su tutti, il computer: «Si è persa la magia, come quando un prestigiatore rivela i suoi trucchi ai presenti. Adesso tutti i ragazzi possono creare i propri effetti speciali con il computer di casa» diceva a chi gli chiedeva del suo lavoro. «Il digitale costa circa otto volte più della meccatronica. E.T. è costato un milione di dollari, l'abbiamo realizzato in tre mesi. Nel film ci sono circa 120 inquadrature. Se noi volessimo realizzare la stessa cosa con il computer ci vorrebbero almeno 200 persone per un minimo di cinque mesi» disse.
Il suo primo Oscar arrivò con King Kong di John Guillermin del 1976, per il quale creò un gorilla robot alto 12 metri mentre nel 1979, insieme a Hans Ruedi Giger, collaborò nella realizzazione della creatura aliena protagonista di Alien di Ridley Scott. La collaborazione con Steven Spielberg iniziò nel 1977 durante le riprese di Incontri ravvicinati del terzo tipo, mentre nel 1982 arrivò l'altro oscar con E.T. l'extra-terrestre. Nel 1984 Rambaldi fu stato chiamato anche da David Lynch per creare i titanici vermi delle sabbie e gli inquietanti Navigatori della Gilda spaziale protagonisti del film Dune.
Negli anni sessanta e settanta iniziò la sua gavetta lavorando per registi italiani quali Mario Monicelli e Marco Ferreri, in La grande abbuffata, Pier Paolo Pasolini e Dario Argento nel 1975 per il suo cult Profondo Rosso.

Archivio GHoST (software) - DeCritt 1.7

DeCritt 1.7 (programma per crittare/decrittare files di qualsiasi formato e dimensione) 
  • Licenza: Freeware
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Morto Sage Moonblood, il figlio di Stallone

Scomparso nella giornata di venerdì 13 luglio, Sage Moonblood, il secondogenito di Sylvester Stallone, che è stato trovato morto nel suo appartamento a Los Angeles dalla donna delle pulizie sul tardo pomeriggio; l'uomo aveva 36 anni.
A renderlo noto George Braunstein, avvocato di Stallone da 15 anni, mentre il coroner Ed Winter ha annunciato che sono stati sequestrati nell'appartamento alcuni medicinali per capire se possono aver avuto un ruolo nella morte del figlio.
Sage era il più grande dei figli dell'attore di Rocky, e aveva recitato con il padre in un paio di film, Rocky V, nel 1990 e in Daylight - Trappola nel tunnel, nel 1996. Era nato dal primo matrimonio di Stallone con Sasha Czack. Sage era un grande appassionato di film ed insieme ad un socio aveva fondato la Grindhouse Releasing, un'associazione per il recupero dei B movie degli anni '70 e '80 del genere exploitation. "Non c'era film che venisse menzionato che lui non sapeva assolutamente tutto", dice l'avvocato Braunstein.
"Era un filmmaker pieno di vita e di progetti - continua l'avvocato - e stava pianificando il suo matrimonio. Era entusiasta e positivo. Credo che la morte sia da ricollegare ad un incidente - conclude l'amico di famiglia - Era orgoglioso di suo padre e orgoglioso di essere il figlio di suo padre, ma stava cercando di farsi una carriera autonoma nell'industria del cinema".

Manson e Zombie a Bologna il 12 dicembre

Si chiamerà Twins of Evil il tour che vede l'incontro dei due cantanti Marilyn Manson e Rob Zombie. Il tour partirà dall’Uprising Desert Festival il 28 settembre a Phoenix, poi proseguirà in diverse tappe statunitensi, in Gran Bretagna, in parecchie capitali europee come Amsterdam, Vienna e Stoccolma e infine l’unico concerto italiano, il 12 dicembre 2012, all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno (Bologna).
Un appuntamento quindi assolutamente da non perdere per avere l'occasione di vedere e ascoltare due dei più importanti esponenti di un metal satanico che oltre a fondare un genere è diventato simbologia di una ribellione culturale, soprattutto statunitense, controcorrente e politicamente scorretta.
Il concerto inizierà alle ore 19 circa e a quanto pare dovrebbe aprire Rob Zombie che porterà all’Unipol Arena i brani di Mondo Sex Head, l’album di remix che uscirà il 7 agosto prossimo. A seguire Manson che presenterà i brani del suo nuovo album Born Villain pubblicato lo scorso 30 aprile.

Prezzo del biglietto: 40 euro più prevendita per stare in piedi e 50 euro più prevendita in tribuna numerata. Disponibili su www.robzombie.com e www.marilynmanson.com a partire dalle ore10.00 del 18 luglio e tramite il circuito www.ticketone.it a partire dalle ore 10.00 del 20 luglio.
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Pensiero del giorno - Charlie Chaplin 09/07/2012

Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere cosi come sei! Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore, la vita è come un'opera di teatro, ma non ha prove iniziali: canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l'opera finisca priva di applausi. (Charlie Chaplin)
 

Pensiero del giorno - Bill Watterson 13/06/2012

La prova più evidente che esistono altre forme di vita intelligenti nell'universo è che nessuna di esse ha mai provato a contattarci. (Bill Watterson)
 

Scomparso Ray Bradbury

Si è spento all'età di 91 anni, a Los Angeles, Ray Bradbury, lo scrittore per eccellenza che ha inventato il futuro diventando celebre con i suoi cult Cronache MarzianeFahrenheit 451 e L’uomo illustrato.
L'autore era malato ormai da molti anni, un ictus nel 1999 lo aveva costretto su una sedia a rotelle e la morte della moglie quattro anni dopo l’avevano profondamente segnato.
Bradbury aveva sempre rifiutato l’etichetta di autore di fantascienza, preferiva quella di scrittore di genere fantasy come disse in una delle sue tante interviste: «perché la fantascienza racconta quel che potrebbe accadere ma a parte "Fahrenheit 451" i miei libri parlano di cose che non possono accadere». Pochi come lui nel Novecento hanno raccontato il nostro presente riflettendo sul nostro futuro: aveva immaginato con decenni di anticipo la tv a schermo, il walkman e l'auricolare Bluetooth.
Ha lavorato con passione determinante fino all'ultimo istante, e recentemente dedicava tre ore ogni mattina, da lunedì a venerdì, rispondendo alle lettere dei fan come sempre aveva fatto.
Ray Bradbury sostenne assiduamente la causa dell’esplorazione spaziale e noi, a tal proposito, lo vogliamo ricordare con le sue celebri parole:
A volte bisogna buttarsi, e costruire le proprie ali mentre si cade: altrimenti nessuno, razionalmente, si innamorerebbe mai.

District 9 di Neill Blomkamp

Anno 1982. Sopra il cielo di Johannesburg giunge un’astronave gigantesca. Il colosso, però, invece di atterrare o muoversi, rimane ferma immobile a parecchi metri da terra, sopra la città. Dal momento che per parecchio tempo non accade nulla gli uomini decidono di entrarvi. Una volta aperti i portelloni la visione è agghiacciante: moltissimi alieni sono stipati nelle cabine, malati, sporchi e denutriti. Visto che l’astronave non sembra in grado di ripartire gli alieni vengono fatti stare sulla terra, in un distretto separato dalla città degli uomini. Il Distretto 9. Col passare del tempo, però, gli umani sopportano sempre meno i comportamenti degli alieni (giudicati invadenti e caotici) e quindi il governo sudafricano decide di spostarli in un’altra zona, più distante dal centro. Il timido funzionario Wikus Van De Merwe viene incaricato di sgomberare il campo profughi, ma si troverà di fronte a una fastidiosa serie di problemi, primo fra tutti uno strano liquido nero sequestrato ad un alieno che lo stava fabbricando di nascosto. La boccetta che lo conteneva, infatti, scoppierà in faccia a Wikus, facendo iniziare così nel suo corpo una sorta di mutazione genetica.
      
District 9, diretto nel 2009 da Neill Blomkamp, è stato un vero caso mediatico ricevendo ben quattro nominations all’Oscar, tra cui quella per “miglior film”. Film la cui immagine e fama ebbe modo di svilupparsi grazie ad un tam tam in rete alquanto accattivante, a partire dal sito internet al quale si poteva accedere da  umani o da alieni. Blomkamp, sudafricano, aveva già collaborato con Peter Jackson (che lo aveva adocchiato ai tempi del suo King Kong, grazie al suggerimento di un suo collaboratore) nel cortometraggio Crossing the Line (2007), e in altri lavori, come l’adattamento cinematografico del videogioco Halo, progetto in seguito abbandonato.

 
      
District 9 è un film senza dubbio interessante, anche se in realtà non molto originale. Innanzitutto il tema della difficile integrazione tra umani e alieni richiama tantissimo quello di Alien Nation, film del 1988 diretto da Graham Backer, da cui fu tratta anche una serie TV (e di moltissimi altri sotto-casi che questa tematica ovviamente è in grado di offrire). Il caratteristico stile documentaristico che domina in quasi metà delle scene sembra poi seguire la scia del successo del controverso e forse mai pienamente apprezzato Cloverfield (id. 2008) di appena un anno prima. Vi è inoltre una chiara ripresa degli inserti giornalistici tipici di Paul Verhoeven (vedi Robocop – id. 1987 - o Starship TroopersStarship Troopers, Fanteria dello spazio, 1987) la cui vena ironica contribuisce a donare al tutto un senso di leggerezza a tratti quasi necessario.

 
     

Un prodotto simpatico  e interessante, insomma, che fa riflettere in modo alternativo sulla questione dell’integrazione e della tolleranza. Il setting di Johannesburg è ovviamente emblematico, sebbene risulti essere un  po’ troppo didascalico.
    
Voto: Buono
   
  

Archivio GHoST (libri) - Altrove

Altrove (antologia di 15 racconti fanta-horror)
  • Titolo: Altrove
  • Autore: AA.VV.
  • Curatore: Marco Vallarino
  • Editore: Club GHoST
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Titolo disponibile in Archivio GHoST
Codice: L00001
 
    

Altrove - tornano le pubblicazioni GHoST!

Tornano in esclusiva per il nuovo sito Club GHoST le famose pubblicazioni Edizioni GHoST (ormai rare e introvabili in versione cartacea) rivedute e corrette per l'occasione in edizione deluxe on-line e consultabili anche su tablet, smartphone e cellulari di ultima generazione.
Si parte con Altrove, il primo numero della collana scienze fiction Nebulosa, un'antologia collettiva di racconti di fantascienza a cura di Marco Vallarino.
Per una corretta visualizzazione dei nuovi volumi GHoST ricordiamo che è necessario creare un account Google (Gmail, Youtube, ecc.). Successivamente sarà possibile chiedere l'accesso direttamente alla nostra redazione.
L'accesso alle nuove pubblicazioni GHoST è riservato esclusivamente ai soli soci sostenitori GHoST, un motivo in più per aderire e sostenere il nostro club.

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Di seguito la prefazione di Marco Vallarino.

Dalla prefazione di Altrove, a cura di Marco Vallarino
In effetti mancava, nel vasto panorama delle produzioni GHoST, un’antologia interamente dedicata (o quasi) alla fantascienza e al mistero più in generale. Adesso, grazie al lavoro di alcune tra le promesse del momento e di qualche “mostro sacro” che non finirò mai di ringraziare, c’è. Quindici racconti di altrettanti autori che, con fare particolarmente disinibito, spaziano dalla hard science fiction più radicale a quei “confini della realtà” tanto cari a molti di noi, con l’unica eccezione di una puntatina nel noir, a opera di Miki Hollywood, che comunque non guasta mai.
La fantascienza in Italia c’è e non è solo quella degli Evangelisti o dei Masali, dallo stile pressoché perfetto e dal profilo altissimo, che abbiamo modo di apprezzare sulle pagine di Urania o di pubblicazioni simili. A volte basta dare un’occhiata al web per trovare qualche bella storia che non sia proprio mainstream; altre, ed è - presumo - il vostro caso, è sufficiente conoscere e sostenere il club GHoST e le sue produzioni per poter leggere quanto di meglio il mercato underground della narrativa fantastica possa offrire.
Degli autori che hanno partecipato a questa prima uscita di Nebulosa qualcuno ha già avuto l’onore di assurgere a pubblicazioni ufficiali di tutto rispetto (Blasone, Di Orazio, Emaldi, Minicangeli, Mistretta, Perissinotto), altri si sono imposti all’attenzione delle giurie in concorsi di indubbia importanza (Brain, Coltri, Lupi), altri ancora si stanno facendo le ossa col fandom, telematico e non (Baroncinj, Beccamorti, Hollywood, Maramonte). Tutti, insomma, hanno lavorato e stanno lavorando alla grande, potendo contare, ovviamente, anche sull’alta qualità delle proprie opere. Era inevitabile, quindi, che tutte queste energie confluissero in una produzione comune che il sottoscritto, in quanto amico della maggior parte degli autori, ha soltanto coordinato. Con grande soddisfazione, devo dire. L’entusiasmo è stato comunque generale e questo è senz’altro un buon segno, che lascia ben sperare non soltanto per il futuro della collana, che spero possa avere quella lunga vita che senz’altro merita, ma anche e soprattutto per il futuro di quello che è, credo, uno dei nostri passatempi preferiti: la lettura. Con degli autori così dubito che avremo mai il tempo di annoiarci o di recriminare qualcosa!

Cosmopolis, il ritorno di David Cronenberg

Favorito per la Palma d'oro secondo i pronostici, Cosmopolis, il nuovo film di David Cronenberg, vanta un ricco cast comprendente Robert Pattinson, Samantha Morton, Jay Baruchel, Paul Giamatti, Kevin Durand e Juliette Binoche. Il film è tratto dall'omonimo romanzo dello scrittore italo-americano Don DeLillo, pubblicato in Italia da Einaudi nel 2003.
La trama narra di Eric Packer, un rampante ventottenne con una carriera in ascesa, che attraversa Manhattan a bordo di una limousine bianca per raggiungere il vecchio barbiere del padre, da cui intende farsi tagliare i capelli. Ma quella che sembrerà essere un'uscita qualsiasi si trasforma invece in un'avventura fuori dal comune, durante la quale il ragazzo, alle prese con strani personaggi, verrà coinvolto in un losco giro di affari.
Come avrete capito quindi dimenticatoci (per fortuna!) vampiri patinati e impomatati alla Twilight. Quello che vedremo in Cosmopolis, infatti sarà un Robert Pattinson inedito e coinvolto in una storia in linea con le pellicole torbide di ossessioni malsane, che hanno maggiormente caratterizzato la carriera del regista canadese.
Il ruolo del protagonista, che inizialmente era stato affidato a Colin Farrell, è passato poi nel gennaio 2011 alla star di Twilight Robert Pattinson.
L'uscita del film nelle sale italiane è prevista per il 12 dicembre 2012.

Di seguito il trailer ufficiale originale sottotitolato in italiano:

Scoperta la vespa gigante

Rinvenuta sull'isola indonesiana di Sulawesi (ma l’insetto si trovava già dal 1930 in un museo tedesco) una specie finora sconosciuta di vespa: di colore nero pece e dalle grandi dimensioni (sei centimetri di lunghezza), ovvero quasi cinque volte più della vespa normale. Segno particolare dell’insetto sono le sue «mandibole», lunghe quasi quanto le zampe, che però servono, a detta dei migliori entomologi, soltanto a bloccare la femmina durante la fase di accoppiamento.
Da notare come l'insetto sia stato stranamente scoperto due volte in poco tempo: la prima come già detto nel museo e la seconda nella giungla. Lo scorso anno Ohl aveva infatti trovato un esemplare nel museo naturalistico della capitale tedesca. Solo qualche settimana più tardi la ricercatrice Lynn Kimsey, dell'università della California, ha trovato poi una vespa uguale dentro una trappola per insetti nel sud-ovest di Sulawesi.
La nuova specie, presentata dai due studiosi sul periodico scientifico Zookeys, prende ora il nome di Megalara garuda, che deriva dal simbolo nazionale indonesiano Garuda, una divinità della mitologia asiatica, un messaggero alato degli dei, metà uomo e metà animale.
Per quanto riguarda il sul suo comportamento in natura invece non si sa ancora nulla in quanto i ricercatori hanno potuto osservare finora soltanto esemplari morti.




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Scomparso Jack Tramiel il papà del Commodore 64

Jack Tramiel si è spento domenica 8 aprile all'età di 83 anni nella sua casa di Monte Sereno in California.. Fu lui a fondare la Commodore Inc e a lanciare il mitico Commodore 64 che con i suoi 30 milioni di esemplari piazzati in tutto il mondo rimane ancora oggi il computer più venduto al mondo, record imbattuto che si trova anche nel Guinness dei primati.
Figlio di ebrei polacchi, Tramiel (nome e cognome originali Jacek Trzmiel) nacque nel 1928 a Łódź , Polonia. Dopo l'invasione nazista nel 1939, la sua famiglia fu trasportata nel ghetto a Łódź, dove lui lavorò in una fabbrica di pantaloni. Quando i ghetti furono liquidati, la sua famiglia fu mandata nel campo di concentramento di Auschwitz. Fu esaminato dal dottor Josef Mengele e scelto per una squadra di lavoro, dopodiché lui e suo padre furono mandati al campo di lavoro Alum vicino ad Hannover, mentre sua madre restò ad Auschwitz. Suo padre morì di tifo nel campo di lavoro come molti altri, anche se Tramiel ha sempre creduto che fosse stato ucciso con un'iniezione di gasolio. Tramiel fu salvato nell'aprile del 1945 dagli americani.
Nel novembre del 1947, Tramiel emigrò negli Stati Uniti e si arruolò nell'esercito dove imparò a riparare strumenti da ufficio, come le macchine da scrivere. Nel 1953, lavorando come tassista, comprò un negozio di riparazioni nel Bronx, chiamandolo Commodore Portable Typewriter Company. Scelse "commodore" (in italiano "commodoro") perché voleva un nome che avesse affinità con il mondo militare e perché gli altri gradi alti della gerarchia militare, come ammiraglio o generale, erano già stati presi da altre compagnie. La società divenne distributrice per il Nord-America delle calcolatrici italiane Everest. Successivamente, strinse un accordo commerciale con una ditta cecoslovacca che costruiva le macchine per scrivere che poi la Commodore rivendeva negli Stati Uniti. Ma dato che la Cecoslovacchia era uno stato membro del Patto di Varsavia, Tramiel dovette trasferirsi in Canada per aggirare le restrizioni sulle importazioni vigenti negli USA. Fondò quindi la Commodore Business Machines con sede a Toronto. Il resto è storia.

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Archivio GHoST (immagini) - Racconti Dracula Retro

Racconti Dracula Retro (raccolta immagini dei romanzi editrice erp) 
  • Numero di immagini: 110
  • Autore: Sergio Bissoli
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Una vita nel mistero di Stefano Simone

Angelo Sormani è un uomo anziano che vive la sua vita tranquilla a fianco della moglie Antonietta. Alla povera donna, però, è stato diagnosticato un tumore al seno e la sua fine, secondo gli esami, sembra essere purtroppo molto vicina. Una situazione alquanto triste e delicata che i due sembrano sopportare solo grazie alla grande fede religiosa che li accompagna. Proprio l’oggetto di questa grande fede, però, inizia a manifestarsi prepotentemente nella vita di Angelo in maniera sconvolgente. L’anziano signore infatti inizia ad essere preda di sconvolgenti visioni e rivelazioni mistiche che si manifestano nei modi più impensabili (il viso di padre Pio riconoscibile in una formazione di nubi in cielo e nella forma un pezzetto di pane; un asciugamano appoggiato che prende la forma di una colomba; e strani individui che gli si presentano nei momenti più inaspettati). Il povero Angelo, sconvolto e smarrito, fa quello che gli riesce meglio, ovvero fissare queste immagini con l’ausilio della sua amata macchina fotografica, sottoponendole all’attenzione del parroco per chiedere chiarimenti e delucidazioni. Che cosa si cela dietro tutto ciò? Che rapporto hanno con lo strano evolversi della malattia della moglie?


Con Una vita nel mistero (2010), Stefano Simone affronta la delicata e sempre attuale questione del rapporto tra uomo e fede, soffermandosi in particolare sul tema delle manifestazioni del divino nella vita terrena. Le strane apparizioni che nel film riguardano San Pio da Pietrelcina ricordano da vicino le numerose testimonianze di chi negli anni ha affermato di aver assistito a fenomeni analoghi. Un film che segue da vicino i tormenti di una coppia di sposi giunti al tramonto della vita e che in particolare si accosta ai turbamenti di un marito che sa che presto dovrà vedere la moglie andarsene per sempre. Simone racconta il tutto con estrema sobrietà e distacco, senza cadere nel melodrammatico e mantenendo intatto il concetto di fondo, ovvero il misterioso e alquanto impalpabile filo di congiunzione tra questo mondo e l’aldilà. Una narrazione piuttosto imparziale che consente al film di mantenere intatta tutta la sua gamma di chiavi di lettura, sicuramente il modo migliore per far godere questo prodotto a più categorie di spettatori diversi (religiosi, romantici, agnostici…). L’unico punto debole, però, sta a mio parere proprio nella struttura portante del racconto: le apparizioni del santo, così come le visioni mistiche di Angelo, sono affidate a sequenze caratterizzate da una chiara impostazione horror che però cozza fastidiosamente con quello che è lo spirito di fondo del film, la sua più profonda intenzione, quella cioè di analizzare il misterioso legame tra vita terrestre e vita nell’altro mondo. Ottima la fotografia: Stefano Simone si dimostra ancora una volta attento e cura particolari che molti altri tendono a sottovalutare; ma ancora troppi, a mio parere, i movimenti di macchina a mano, che impediscono al film di “spersonalizzarsi” come si deve, e tendono a somatizzare le inquadrature in maniera eccessiva.


Voto: sufficiente/discreto.




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Cancro per Iommi, chitarrista dei Black Sabbath

I medici gli hanno diagnosticato un linfoma alle prime fasi, la notizia arriva direttamente dal sito ufficiale del musicista britannico (di origine italiana) e ha subito suscitato forte preoccupazione tra i fan della band. I Black Sabbath, infatti, proprio lo scorso novembre avevano annunciato una reunion e un nuovo album, a 33 anni di distanza da Never say Die!, con la formazione completa: Tony Iommi alla chitarra, Geezer Butler al basso, Bill Ward alla batteria e, soprattutto, Ozzy Osbourne alla voce.
Ancora non è chiaro se la malattia di Iommi interferirà con le date del tour mondiale, che vedrà anche una data italiana all'Arena di Rho il 24 giugno in occasione del festival Gods of Metal. Confermata invece la data di uscita del nuovo album prevista per l'autunno, anche se il lavoro di studio, che inizialmente stava svolgendosi a Los Angeles, sarà invece eseguito a Londra, città dove il chitarrista riceverà tutte le cure necessarie.




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Kimberly Peirce per il remake di Carrie

La regista originaria della Pennsylvania Kimberly Peirce, che nel 1999 fece vincere a Hilary Swank l'oscar come miglior attrice protagonista nel suo film Boys Don't Cry, è stata scelta da MGM e Sony Screen Gems per dirigere il remake di Carrie - Lo sguardo di Satana, il cult movie del 1976 firmato da Brian De Palma, tratto dall'omonimo romanzo di Stephen King. La sceneggiatura del rifacimento sarà invece affidata a Roberto Aguirre-Sacasa, il quale sembrerebbe essere intenzionato di rimanere più fedele al libro del Re del Brivido. Dopo l'annuncio della messa in produzione del remake Megan Fox si è fatta subito avanti per il ruolo di protagonista (nell'originale di De Palma ricordiamo che l'attrice è la superlativa Sissy Spacek), ma a quanto pare i produttori avrebbero intenzione di puntare su Hailee Steinfeld, la giovane interprete che troviamo nel film Il grinta.






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Scomparso Bob Anderson, lo spadaccino di Hollywood

Si è spento a Londra all'età di 89 anni, il maestro che insegno a tirare di scherma a tutti i più grandi divi del cinema. Bob Anderson, un nome che forse non dice nulla se non agli addetti ai lavori, ma che milioni di persone hanno visto in azione come stunt man. Si devono a lui, infatti, con le sue parti di stunt man alcuni dei più grandi duelli della storia del cinema tra cui quelli di Dart Fener nella trilogia originale di Guerre Stellari (pochi sanno che sotto la maschera nera di Anakin Skywalker nella trilogia originaria c'era proprio lui, Bob Anderson).
Ex campione olimpico britannico, Anderson partecipò ai Giochi Olimpici del 1952 e insegnò le arti del combattimento anche agli interpreti de Il Signore degli Anelli, opera nella quale diede uno stile di combattimento diverso a ciascuna delle razze presenti nella saga di Tolkien. Lavorò inoltre in vari film di James Bond, in Highlander, alcuni film di Zorro ed il primo Pirati dei Caraibi mentre il regista e scrittore Daniel McNicoll, ritenendo Anderson un professionista d'eccellenza, gli dedicò una parte importante nel celebre documentario Reclaming the blade.




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Archivio GHoST (videogame) - Big Box of Blox

 Big Box of Blox (puzzle arcade)
  • Genere: Arcade
  • Licenza: Freeware
  • Sistema operativo: Windows 98/Me/2000/XP/Vista/7/Mac OS
  • Requisiti minimi: Pentium - 256 MB di Ram
  • Dimensione file: 11,02 MB
  • Leggi la recensione da qui: VAI...
  • Scarica il gioco (per Windows) da qui: VAI...
     
Titolo disponibile in Archivio GHoST
Codice: G00004
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