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Mar Dulce: Acqua. Amore. Morte AA. VV.

La redazione GHoST segnala Mar Dulce: Acqua. Amore. Morte.
di Peter Straub, Caleb Battiago, Paolo Di Orazio, Stefano Fantelli
Illustrazioni di Paolo Di Orazio

Cut Up Publishing pubblica per la prima volta in italiano La Ballata di Ballard e Sandrine,  la straordinaria e inquietante novella di Peter Straub, vincitrice del Bram Stoker Award. Ballard e Sandrine sono amanti, molto distanti per età, ma legati da un’ossessione erotica comune che li fa bruciare insieme. La loro storia si svolge in un arco di tempo di venticinque anni, all'interno delle varie incarnazioni di uno yacht misterioso che si fa strada lungo il Rio delle Amazzoni. Un viaggio che comprende momenti di bellezza e orrore, mistero e rivelazione, piacere e dolore. Attraverso quest'opera l'autore ci offre uno sguardo oltre il velo che separa il mondo visibile degli eventi banali da un mondo sconosciuto infinitamente pieno di meraviglie e terrore. Un mondo che solo Peter Straub poteva creare e che lascerà una traccia indelebile nella mente del lettore. Peter Straub, statunitense, è uno dei massimi esponenti della letteratura Horror mondiale. Tra i suoi numerosi romanzi, tutti di grande successo, solo per citarne alcuni: La casa dei fantasmi e Il Talismano (scritto insieme a Stephen King).
Arricchiscono il volume i racconti di tre maestri dello Splatterpunk italiano e Active Members della Horror Writers Association: Midnight Baby, in cui Caleb Battiago (alias Alessandro Manzetti, finalista al Bram Stoker Award) ci narra il mondo interiore di una moderna lolita, attraverso un filtro visionario e un amplificatori dai segnali impazziti, un racconto bloody roots intriso della musica di Johnny Cash, tra poesia e impressionismo di sangue, che si versa come acqua bollente nelle viscere. Il Padre della Bambola  di Paolo Di Orazio (Splatter, Primi Delitti, Madre Mostro) è un incubo domestico famigliare di delirio e di morte, interpretato dai colori surreali di una tavolozza splatterpunk, da voci che sussurrano dal profondo, che si uniscono al canto lacerante e improvviso della follia. Stefano Fantelli (Strane Ferite, The Cannibal Family, El Brujo) con il suo Die Romantic plasma il personaggio acido e fosforescente di Amanda: Suicide Girl, creatura che torna dall’oscurità, trilogia vivente che con i suoi graffi incide le geometrie elementari della violenza, del tormento e del parossismo dell’amore.


Mar Dulce: Acqua. Amore. Morte.
di Peter Straub, Caleb Battiago, Paolo Di Orazio, Stefano Fantelli
copertina di Menton3, illustrazioni di Paolo Di Orazio
14x21, 200 pp, b/n 
€ 16,00
EAN: 9788895246574

Le visioni di Laura di Gordiano Lupi, Fabrizio Fassio e altri

Le visioni di Laura
Gordiano Lupi, Fabrizio Fassio e altri
Periscopio Edizioni

Le visioni di Laura è un fumetto che nasce da un'idea narrativa per una sorta di romanzo a puntate, costruito su una serie di racconti thriller-horror con un protagonista fisso e alcune situazioni di vita scritti da Gordiano Lupi. Le sceneggiature sono di Fabrizio Fassio e i disegni di vari artisti tra i quali spicca Renato Stevanato alle matite nel bello Gli scacchi della vita. L'ideazione grafica della protagonista, Laura, una sensitiva, è di Oscar Celestini.
Laura è una bella ragazza mora, dai lunghi capelli crespi e i tratti latini. Ama il cinema e la musica dei cantautori. Infatti alcune storie scorrono sulle note di Roberto Vecchioni, Paolo Conte, Enzo Jannacci e Fabrizio De Andrè. Vive a Porto Fabbrica, città immaginaria della Toscana meridionale, affacciata sul mar Tirreno, tra spiagge, scogliere e una grande acciaieria. Come Piombino, la città di Gordiano Lupi.
Laura ha perduto sua madre da piccola e la sorella Marina viene uccisa da un maniaco a soli quindici anni. Nel primo episodio infatti la sensitiva racconta come il proprio potere le si sia rivelato proprio in occasione dell'omicidio della sorella.
I poteri sovrannaturali della giovane protagonista, che vive grazie a un cantiere navale ereditato dal padre, cui è dedicato il toccante Porto fabbrica, fanno da filo conduttore a tutta la serie.
Laura vede quello che le vittime hanno guardato prima di morire e sente nel corpo tutte le loro sofferenze.
Le visioni di Laura contamina horror, fantastico e noir, seguendo la lezione del classico cinema fantastico di Mario Bava, Lucio Fulci e Dario Argento.

Le visioni di Laura
Gordiano Lupi, Fabrizio Fassio e altri.
Edizioni Periscopio.
Collana Comics Book
10 euro.
ISBN: 978-88-940744-5-1

L'AUTORE
Gordiano Lupi   (Piombino, 1960). Tra i suoi lavori di argomento cinematografico: Filmare la morte - Il cinema horror e thriller di Lucio Fulci,  Fernando di Leo e il suo cinema nero e perverso,  Fellini - A cinema greatmaster,  Cozzi stellari - Il cinema di Lewis Coates  (Edizione USA, 2011),  Tinto Brass - Poeta dell'erotismo,Storia del cinema Horror Italiano in 5 volumi,  Bruno Mattei - L'ultimo artigiano,Soprassediamo! - Franco & Ciccio Story,Il cinema di Gloria Guida  (2015).
In preparazione:  Laura Antonelli,  Daniela Giordano. I suoi romanzi più recenti sono:  Fame - Una terribile eredità,  Calcio e acciaio - Dimenticare Piombino,  Miracolo a Piombino - Storia di Marco e di un gabbiano. Due volte presentato al  Premio Strega.

Pensiero del Giorno - Dott.sa Consiglia Nitti 30/06/2016

Si mangia per vivere. Non si vive per mangiare (Dott.sa Consiglia Nitti)

Questa frase è stata pronunciata l'altro giorno dalla dietista del reparto di Endocrinologia (si occupa dei vari problemi legati all'alimentazione) dell'Ospedale Perrino di Brindisi. La dott.sa Nitti si è presa l'arduo incarico di farmi dimagrire. La frase in realtà risale a una tradizione antica. Infatti mia madre ricorda che la pronunciava una delle suore del collegio presso cui ha studiato. Una suora grassottella in realtà. Ma la frase conserva il suo valore.
Mi ci farò un quadretto.
Non avendo foto della dott.sa Nitti, ho optato per quella del primario di Endocrinologia, dott. Antonio Caretto. 
 
  

Rork - Anatomia di un Capolavoro

Rork è un personaggio creato da Andreas Martens (meglio noto come Andreas), autore nato in Germania Est visionario e geniale, conosciuto in Italia dagli anni 80 grazie alle pubblicazioni sulle storiche riviste L’Eternauta e Comic Art
Adesso, finalmente è di nuovo disponibile in un’edizione integrale in due volumi grazie alla casa editrice Magic Press. Rock è un detective dell’impossibile, uno Sherlock Holmes degli eventi soprannaturali, a sua volta dotato di strani poteri e al centro di una lotta senza quartiere fra entità capaci di navigare fra i mondi e manipolare energie arcane. Le storie di Rork mescolano sapientemente fantasy, horror e fantascienza dal sapore vagamente Steampunk.
   
Quel che colpisce subito di Andreas è il tratto: duro, talvolta legnoso, talvolta inquietante, spesso spettacolare. Andreas concepisce le sue tavole come cattedrali (un intero episodio della saga di Rork, forse uno dei più belli e significativi, è ambientato in fantastiche cattedrali costruite nella giungla sud-americana e non a caso la copertina del primo volume si riferisce proprio a tale episodio). La cura del dettaglio è maniacale, senza mai dimenticare l’effetto d’insieme, un brano polifonico rappresentato su carta. E polifoniche (e politonali) sono le storie, mai scontate, mai banali, ricche di chiavi di lettura e di citazioni letterarie.
   
I fumetti di Rork ricordano la poesia ermetica, sono enigmi grafici in cui perdersi e perdersi nuovamente, da analizzare con la lente d’ingrandimento, da ammirare e rimirare. E il personaggio Rork mescola cinismo e umanità, così come la visione cosmologica di Andreas lascia intendere: siamo parte di un Universo che è troppo grande, troppo inconcepibile per considerarci... meno di nulla. Ma c’è comunque speranza, c’è comunque salvezza nella solidarietà.

L’importante non è prevedere tutto, ma non dimenticare niente - Andreas
  
Le prime storie di Rork sono frutto dell’Andreas più giovane - Frammenti e Passaggi sono usciti nel 1984 - e, per sua stessa ammissione, sono in buona parte autobiografiche, rispecchianti la crisi personale che viveva in quei primi anni di carriera. Un personaggio lasciato a metà strada per esigenze editoriali e che viene ripreso da Andreas nel 1988 con Il Cimitero delle Cattedrali, seguendo una via creativa che ricorda un po’ il “Garage Ermetico” di un altro grande maestro, Jean Giraud Moebius. Partendo da un’immagine “forte”, da una visione - le cattedrali costruite nella giungla - l’autore avverte l’esigenza di spiegarne l’origine, nascono i personaggi degli esploratori, nasce Yosta, e poi… ecco che spunta lui, smagrito all’inverosimile, tornato da un altro universo: Rork redivivo che assumerà il suo posto nella storia, ritrovando se stesso.
Da qui in poi la saga è evidentemente maturata, così come il suo autore, e raggiunge altre vette di bellezza e bravura, allargando l’orizzonte narrativo con nuovi personaggi di cui uno avrà una serie tutta sua (Capricorno) ancora inedita nel nostro Paese.
  
Il volume 1
In formato 19x26 cm, a cura di Luca Ippoliti. I colori sono ottimi, la carta di buona qualità, Personalmente avrei preferito un formato più grande, ma immagino che non sarebbe stato possibile mantenere il rapporto qualità - prezzo molto interessante (25 euro per 256 pagine). Lettering adeguato, molto interessanti le pagine di presentazione. 
Manca un po’ una versione in digitale, magari a corredo di quella cartacea, ma le vie dei diritti editoriali sono misteriose.
Mi riservo di integrare la recensione quando sarò in possesso del volume 2, nel frattempo... buona lettura!
   
   
Rork: L'integrale vol.1 (di 2)
Brossurato 19x26 cm, 256 pp.
Codice ISBN: 978-88-7759-655-0
Editore: Magic Press Edizioni
Prezzo: 25.00 Euro
  
Rork: L'integrale vol.2 (di 2)
Brossurato 19x26 cm, 256 pp.
Codice ISBN: 978-88-7759-656-7
Editore: Magic Press Edizioni
Prezzo: 25.00 Euro
  
   
a cura di Edoardo Volpi Kellermann
   

Pensiero del Giorno - Howard Phillips Lovecraft 29/06/2016

Il pensiero umano, con le sue infinite varietà, i suoi infiniti gradi, aspetti e conflitti, è forse lo spettacolo più divertente e, insieme, più scoraggiante, del nostro globo terracqueo. (Howard Phllips Lovecraft)

Scomparso il gigante buono Bud Spencer

Si è spento a Roma l'attore Carlo Pedersoli, meglio conosciuto come Bud Spencer. Aveva 86 anni. Lo ha annunciato il figlio Giuseppe Pedersoli: "Papà è volato via serenamente alle 18.15. Non ha sofferto, aveva tutti noi accanto e la sua ultima parola è stata 'grazie". Era nato a Napoli il 31 ottobre 1929.
Noto al grande pubblico per gli spaghetti western degli anni '70 in coppia con Terence Hill, Bud Spencer ha conquistato generazioni di ragazzini innamorati dei due scanzonati protagonisti di Lo chiamavano Trinità (1970), un successo di portata europea seguito da …continuavano a chiamarlo Trinità.
Ma Pedersoli è stato protagonista di una carriera lunga e poliedrica in cui c'è stato spazio anche per il thriller con Quattro mosche di velluto grigio di Dario Argento, per la fantascienza con Uno sceriffo extraterrestre... poco extra e molto terrestre e Chissà perché... capitano tutte a me di Michele Lupo, per il cinema d'autore con Ermanno Olmi e persino per il dramma di denuncia civile Torino nera di Carlo Lizzani.
Spencer e Hill hanno scritto momenti diversi e importanti di alcune tra le stagioni più felici della produzione italiana: dagli spaghetti western (ben 17 titoli) all'avventura comica, alle produzioni internazionali di intrattenimento. Tra le pellicole di maggior successo oltre ai già citati Trinità ricordiamo: Più forte ragazzi (1972), Altrimenti ci arrabbiamo (1974) e Porgi l’altra guancia (1974). Il successo poi perdura anche come solista, con la tetralogia di Piedone: Piedone lo sbirro, Piedone a Hong Kong, Piedone l’Africano e via elencando. Ma Bud Spencer conquisterà il pubblico anche con alcune note serie TV, da Big Man (1988) a Detective extralarge (1991-1993).
Pedersoli, noto anche per le sue conquiste sportive, non si montò mai la testa. Restò sempre ben ancorato con i piedi per terra, ben distante dall’idea di “star”. In una intervista raccontò: “Per me nella vita vale sempre una parola sola: la decenza. Non devi mai credere di essere uno che può spaccare tutti, la decenza di capire che domani mattina puoi incontrare due-tre personaggi che ti fregano tutto quello che hai fatto. Succede, perché è la vita. E questo me l’ha insegnato lo sport”.
I successi più importanti, per Pedersoli, rimasero comunque sempre quelli sportivi. “Perché il successo, - diceva - in tutto il resto, è il pubblico che lo decreta. Quando invece vinci nello sport, quella è tutta roba tua, e nessuno te la può togliere”.
 
Riferimenti: Ansa.it e Repubblica.it
 

Pensiero del Giorno - Fabrizio De André 28/06/2016

Potevo attraversare litri e litri di corallo per raggiungere un posto che si chiamasse arrivederci (Amico fragile - Fabrizio De André)

Esiste una versione live di questa canzone in cui, al posto di "arrivederci", Faber dice "anarchia". Il risultato è meno poetico, ma più esplicativo del pensiero e delle idee di Fabrizio De Andrè. Sono decenni che si cerca di ignorare il Faber anarchico a favore del De Andrè poeta. Egli era entrambi. Per il De Andrè poeta ci sono tanti cd da comprare. Se volete approfondire il Faber anarchico o anche solo comprare per 20 euro una compilation doppia (37 brani) di cover di De Andrè, Mille papaveri rosssi, interpretate da artisti realmente alternativi, italiani e internazionali, potete andare qui: http://www.arivista.org/fabrizio-de-andre. Ci sono le migliori cover mai fatte di De Andrè (fidatevi) sebbene gli artisti non siano conosciuti. Da comprare.
C'è anche altro materiale originale sul Faber.

Dall'altra parte: 26 storie inquiete di Moreno Burattini

La redazione GHoST segnala l'uscita di

Dall'altra parte: 26 storie inquiete
di Moreno Burattini, disegni di autori vari.

Esce per Cut Up Publishing nella collana Incubazioni ideata e curata da Stefano Fantelli, il nuovo libro di Moreno Burattini: Dall’altra parte: 26 storie inquiete. Un cacciatore di diecimila anni fa e una biologa a bordo di  un’astronave in viaggio da diecimila anni nello spazio. Nel mezzo, figli che vogliono uccidere il padre e madri che cercano di sopprimere i figli. Ma anche alieni che invadono la Terra e persone che si risvegliano nella tomba, seppellite vive. Per non parlare di un mendicante che perseguita coloro che gli negano l’elemosina e dell’ultimo uomo rimasto sul pianeta. E poi, ci sono i morti che varcato il confine e si trovano dall’Altra Parte. C’è anche una moglie che uccide il marito a colpi di ferro da stiro. Non mancano i draghi, gli alchimisti, i fumettisti, i cuochi, i preti di montagna, i lupi, i mutanti e i viaggiatori partiti per la Patagonia. Il pezzo forte però è un racconto inedito con protagonista Zagor, “Lo Spirito con la Scure”.

Il volume è illustrato da venticinque celebri disegnatori di fumetti: Stefano Babini, Emanuele Barison, Alessandro Bocci, Alessandro Chiarolla, Paolo Di Orazio, Domenico e Stefano Di Vitto, Nando Esposito, Davide Fabbri, James Hogg, Mauro Laurenti, Fabrizio Longo, Marcello Mangiantini, Davide Perconti, Massimo Pesce, Alessandro Piccinelli, Giuliano Piccininno, Roberto Piere, Giuseppe Prisco, Gianni Sedioli, Daniele Statella, Sergio Tisselli, Marco Torricelli, Walter Venturi, Marco Verni.

Dall'altra parte: 26 storie inquiete
di Moreno Burattini, disegni di autori vari
copertina di Vincent Chong, prefazione di Sebastiano Mondadori
14x21, 250 pp, b/n 
€ 15,00
EAN: 9788895246611


L'AUTORE
Moreno Burattini è uno dei più noti  sceneggiatori di fumetti italiani. Ha scritto storie per Lupo Alberto, Cattivik, il Comandante Mark, Dampyr e Tex ma il personaggio a cui si  è soprattutto dedicato (al punto da risultare l’autore con più storie all’attivo) è Zagor, del quale è anche da molti anni il curatore di testata.

Hai trovato orgasmi nel collettore quantico? AA. VV.

Kipple Officina Libraria si conferma casa editrice di avanguardia con questa raccolta di racconti scritta da un nugolo di autori assai particolare: Hai trovato orgasmi nel collettore quantico?
Il tema dei componimenti, raccolti dall’editore di Kipple Lukha B. Kremo e dal Premio Urania 2014 Sandro Battisti, verte sul sesso quantico; ma cos’è? È un miscuglio caotico di suggestioni erotiche, spesso molto spinte da confinare e sconfinare con l’immaginario pornografico; il meccanismo che ha originato l’antologia è stato sovente un gioco escogitato dagli autori, un racconto erotico rivisto in chiave fantastica in cui è stata inserita una qualche componente quantica, intesa nel termine più ampio e personale possibile. Illustrare, a quel punto, le implicazioni sessuali estreme originate dalle interazioni con le dimensioni attigue, caotiche e quantiche, ha significato ridisegnare per ognuno degli autori coinvolti l’immaginario sessuale postumano, operazione mai tentata prima e che fa rivendicare loro il ruolo di sperimentatori assoluti e seminali.
Gli autori presenti sono: Ian Watson e Roberto Quaglia, Emanuela Valentini, Valeria Barbera, Domenico Mastrapasqua, Lukha B. Kremo, Francesca Fichera e Sandro Battisti, autore della prefazione; la copertina è di Ksenja Laginja.

Questa raccolta tratta dell’erotismo, più o meno spinto ma non volgare, del sesso visto con ottica olografica e quantistica non necessariamente limitata alla sfera umana, bensì pregna di un respiro polidimensionale, un possedere e farsi possedere dai codici delle matematiche superiori, dalle sfere di realtà che non ci appartengono e che segnano la nostra libido, immaginazione, libertà dell’immaginario erotico. Illustrare quindi la sessualità nel postumano, l’erotismo alieno, ridisegnando la libido e l’orgasmo a contatto con le energie e gli incontri intrecciati attraverso le dimensioni, è stato l’orizzonte degli eventi di ognuno di ogni autore coinvolto.
Grande merito va a Ian Watson e Roberto Quaglia, che hanno calato il loro asso decisivo con un racconto che misura il postmoderno con le chiavi del piacere trasfigurato, futuribile e connesso. E che dire delle autrici coinvolte nel progetto – Valeria Barbera, Francesca Fichera, Emanuela Valentini – senza le quali questo lavoro sarebbe stato uno sterile atto di autoerotismo maschile, senza le quali non avremmo avuto quest’incredibile varietà di visioni dimensionali pari all’enorme vastità di ogni microcosmo femminile? Ricordiamo ovviamente gli altri autori presenti – Sandro Battisti, Lukha B. Kremo, Domenico Mastrapasqua – che hanno scelto di misurarsi con un tema così desiderabile eppure così scomodo. Va segnalata inoltre la copertina di Ksenja Laginja, che ha centrato perfettamente il tema e l’ha reso in modalità grafica.

Riportiamo un'estratto da L’amato del gigolem di Ian Watson e Roberto Quaglia

“L’unione di un gigolò e un golem... è un gigolem. Lui/Lei può essere maschio, femmina, o entrambi i sessi contemporaneamente (e forse anche altri sessi ancora sconosciuti). A dire il vero, un gigolem può cambiare sesso più volte in un minuto nel caso in cui il suo partner sia insicuro dal punto di vista sessuale; cosa che può essere disorientante o interessante.
Tuttavia, ciò che Jànos cercava a Praga era un gigolem privato di qualità, capace di rimanere femmina un lasso di tempo ragionevole per appagarlo, e viceversa. Ovviamente aveva già scopato numerose volte con gigolem nei bagni pubblici di Budapest, ma era sempre stata una cosa piuttosto impersonale, anche quando rispecchiavano i suoi gusti. A dirla tutta, per le sue disponibilità finanziarie i migliori gigolem di Budapest erano quei geisha-gigolem molto usati dai turisti giapponesi. Tuttavia era un Jànos, non uno Yukio, e desiderava un euro-gigolem tutto per sé.
Viaggiò da Budapest con la Magyar Alom Vasutak, la Ferrovia del Sogno Ungherese. In passato si chiamava Magyar Allam Vasutak, la Ferrovia Statale, ma i passeggeri avevano richiesto un nome più fantasioso – ah, il fascino del viaggio.
La sua amica Silvia era l’autista della locomotiva MAV e lo lasciò sedere in cabina per tenerle compagnia. Andava matta per il cioccolato perché produce endorfine nel cervello, così Jànos ne aveva portate diverse barrette da offrire a Silvia en route. Il percorso era piuttosto semplice, poiché la linea ferroviaria collegava inesorabilmente Vienna a Praga, inevitabilità che avrebbe potuto rivelarsi noiosa. Di conseguenza le endorfine erano d’aiuto – sebbene Silvia allo stesso tempo non avesse la patente per un mezzo banale come l’auto; era unicamente interessata a guidare veicoli che pesassero più di trenta tonnellate.
  – Sei sicuro che sarai felice di vivere con lo stesso gigolem per tutta la vita? – gli aveva chiesto quando le aveva spiegato il suo piano. – Io col mio sono contenta, ma le donne tendono a essere fedeli, e tu sei un uomo.
  – Lo so. Be’, la scelta è tra un gigolem o una donna molto vecchia – esitò. – O una colostomia.
  – Come potrebbe aiutarti una colostomia?
  – Servirebbe da vagina sostitutiva in una posizione fissa.
  Silvia s’illuminò. – Oh, capisco, intendi una colostomia per lei, non per te.
  – Se la donna fosse d’accordo – fece spallucce Janos. – Chiunque essa sia!
  – A quante donne lo hai chiesto, della colostomia?
  – Ad alcune. Nessuna di loro voleva una tale seccatura.”

I sette racconti ruotano, si compenetrano e sviscerano un sistema articolato di quantistica sessuale, una sequenza di perversioni carnali complesse e futuribili, indefinite, dai limiti evanescenti e dalla sostanza fluida come umori che colano in dimensioni attigue.
 
Hai trovato orgasmi nel collettore quantico?
AA. VV.
Curatori: Lukha B. Kremo e Sandro Battisti
Kipple Officina Libraria
Collana Avatar
Copertina di Ksenja Laginja
Collana Avatar - Formato ePub e Mobi
Pag. 91 - € 2.95 - ISBN 978-88-98953-54-7

GLI AUTORI
Ian Watson e Roberto Quaglia, Valeria Barbera, Francesca Fichera, Emanuela Valentini, Domenico Mastrapasqua.

I CUARORI
Lukha B. Kremo (editore di Kipple) e Sandro Battisti
(Premio Urania 2014 ).

LA COLLANA
Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

 

Pensiero del Giorno - Eugenio Scalfari 27/06/2016

Che cos'è la Germania? È il cuore dell'Europa? È il dio previdente dell'Europa? Il diavolo dell'Europa? L'anti-Europa? (Eugenio Scalfari - Da Il vetro soffiato su L'espresso)
  

Heavy Bone - La Storia del Metal a Fumetti di Enzo Rizzi

Heavy Bone – La Storia del Metal a Fumetti
Enzo Rizzi.
Nicola Pesce Editore

La redazione GHoST segnala un volume uscito un po' di tempo fa ma quanto mai attuale e comunque facilmente reperibile.
E' la terza edizione ampliata della storia del metal a fumetti.
Heavy Bone, il mostruoso zombie killer creato da Enzo Rizzi, ripercorre la storia di numerosi gruppi metal, dai precursori a quelli attuali. Decine e decine di biografie, ognuna di due pagine, corredate da curiosi e divertenti aneddoti (come non ricordare, ad esempio, Ozzy Osbourne che addenta il pipistrello sul palco o le ossa lanciate sul pubblico dai Megadeth?). Una terza ristampa, con ben 4 nuove biografie all’interno (Cannibal Corpse, Dream Theater, Kyuss, Rammstein, Savatage e Death SS – quest’ultima scritta dallo stesso Steve Sylvester e scelta direttamente dai lettori attraverso un sondaggio online lanciato dal sito ufficiale della casa editrice) e ben 3 storie inedite a fumetti dedicate ad Heavy Bone, scritte da Enzo Rizzi e disegnate per l’occasione da Nathan Ramirez.
Apre il libro una introduzione di Roberto Recchioni dal titolo quanto mai esplicativo: “Lunga vita, buona morte”. Quindi inizia il fumetto, scritto e disegnato da Enzo Rizzi, che introduce Heavy Bone in una tavola in un bianco e nero così sulfureo che pare colorato. Ricordate le vecchie pellicole del cinema muto fanta horrror dipinte a mano? E' una pagina piena di serpenti e teschi e con una bella compagna di Heavy Bone dal seno prosperoso vestita di latex succinto. Il diabolico zombie appare tre volte in tre vignette scontornate, di tante è composta la tavola, passando dalla figura intera al primo piano fino al primissimo piano del suo diabolico viso ghignante. Heavy si presenta, chiarisce il suo ruolo carontico e annuncia che il viaggio inizia. Ogni biografia ha come introduzione due pagine su sfondo nero: a sinistra, sotto un teschio con tibie un'autopresentazione in inglese, a destra il manico di una chitarra: si parte con gli Ac/dc che dicono: “Noi siamo un gruppo rock, siamo rumorosi, sensazionali e  bizzarri (weird nell'originale). Seguono gli Aerosmith, Alice Cooper e gli altri.
Enzo Rizzi usa lo strumento della didascalia narrativa. Gli unici balloon sono per Heavy Bone che introduce, con la sua voce di non morto (sembra sentirlo parlare) le vite delle varie band. Il fumettista bilancia un testo, denso sul piano formale e approfondito su quello del contenuto, con un segno in bianco  e nero preciso, pulito e dettagliato nella ricostruzione delle sembianze dei musicisti. Heavy Bone – La Storia del Metal a Fumetti è un volume corposo pur avendo “solo” 160 pagine, in quanto queste sono ricche e vive.
Per appassionati di fumetto, di horror  e metal. Spesso queste tre cose coincidono,

Heavy Bone - La Storia del Metal a Fumetti 
Enzo Rizzi
19,90 euro
collana: Music & Comics
isbn: 9788897141495

L'AUTORE
Enzo Rizzi è il creatore di Heavy Bone, il serial killer di rockstar, protagonista in passato di una mini-serie di quattro albi (Inksteria), in passato collabora con i Fan Club italiani di Kiss, Aerosmith, Queen e Metallica nonché con le riviste metal Flash e Rock Hard. Sue illustrazioni sono pubblicate su alcuni Almanacchi della paura di Dylan Dog, su H/M, Metal Hammer, Hard e Metal Shock.
Nel 2014, grazie al suo Heavy Bone, vince il Gran Premio Autori ed Editori/Fullcomics & games nella categoria “Miglior Autore Italiano”.
Attualmente collabora con il portale True Metal, con la collana Danze Macabre (CRAC ed.), con la collana HorrorProject (Universitalia) e con Heavy Metal per il mercato degli USA. Ha realizzato copertine, poster, locandine, T-Shirt, gadgets e mascotte per diversi gruppi rock/metal italiani. Vive e lavora a Taranto.

A cura di Luca Bonatesta
  

Pensiero del Giorno - Luca Bonatesta 26/06/2016

I Sert si occuperanno di dipendenza da social. Ovviamente le Comunità terapeutiche saranno inutili. Gli psichiatri e gli psicologi stanno già pensandoci e ci lavorano sopra. Ma non so quanto serviranno farmaci e analisi. Potrà salvarci uno stile di vita straith edge...Tutta la musica, la poesia, la letteratura, la narrativa, il cinema il fumetto, ogni forma di arte potranno salvarci. Però ascoltate l'uomo della  strada, anche: l'edicolante,  il tipografo, il commesso. Le persone che hanno dai 40 in su, specialmente. I Nuovi Arrivati Digitali potranno salvare sé stessi e gli altri se vorranno. I Nativi Digitali no. Troppo coinvolti. I neonati? Lasciamo perdere. Chi sostiene che Internet ha in sé la capacità di risolvere i problemi che genera, confonde virus con anticorpi, rendendosi complice/responsabile del dominio. WWW=666, secondo l'alfabeto ebraico antico. Nell'apocalisse di Giovanni, Antico Testamento, il 666 è il numero della Bestia. In quel libro nessuno può vivere senza il codice 666 tatuato. Viviamo tempi apocalittici (WWW- Luca Bonatesta) L'autore del libro (è ancora in fase di scrittura) rende noti il blog dedicato a esso (apocalissewww.wordpress.com)  e la mail: wwwapocalisse666@gmail.com)

N.B. Non è un fake. Chi non si fida, può controllare blog e mail.
 
     

Nasce la nuova Cut Up Publishing

La redazione GHoST segnala la nascita della nuova Cut Up Publishing.

Cut Up Publishing annuncia la propria rinascita all’insegna dell’Horror, con una innovativa evoluzione battezzata “Gothic Revolution Time ”.


Cut Up Publishing è una casa editrice fondata da Fabio Nardini nel 1999, con lo scopo di dare finalmente dignità ai cultori della letteratura di genere Horror e Cyberpunk anche in Italia. Sorta dal nucleo redazionale della rivista  Cut-Up Magazine dell’Immaginario e dal laboratorio culturale B52 che miscelava teatro d’avanguardia e Fantascienza, fumetto d’autore e musica rock, narrativa New Gothic e cinema di serie B, come contributo alla costruzione di una nuova cultura critica e libertaria.
Nel corso degli anni Cut Up Publishing si è progressivamente avvicinata anche ad altri campi della letteratura di genere, come il Noir e il Thriller, continuando però a specializzarsi sempre di più in Horror e Splatterpunk e maturando un progetto editoriale innovativo alla (ri)scoperta dei migliori autori e dei grandi maestri italiani e internazionali (con opere tradotte in italiano per la prima volta), e non trascurando, al contempo, di guardare all’attualità attraverso la saggistica. Nel 2015 è diventato editore partner della Horror Writers Association Italy.
Forte di ormai 60 titoli, il catalogo è costituito al momento da otto collane. Tra gli autori di Cut Up Publishing, pubblicati e di prossima pubblicazione, figurano Peter Straub, Richard Laymon, Ramsey Campbell, Joe Lansdale, Luigi Bernardi, Moreno Burattini, Onofrio Catacchio, Stefano Fantelli, Paolo Di Orazio, Alessandro Manzetti, Antonio Tentori, Sara Pichelli, Graham Masterton, Gary Braunbeck, Danilo Arona, Susanna Raule, Armando Rossi, Alessandro Poli, Rocky Wood, Dario Viotti, Giampaolo Frizzi, Livio Horrakh, Sergio Ponchione e molti altri.
In questa nuova fase denominata “Gothic Revolution Time”, rinvigorita da un nuovo staff che include Paolo Di Orazio (Consulenza Artistica), Alessandro Manzetti (Acquisizione Diritti Internazionali e traduzioni), Alessio Stucci (Grafica e Impaginazione) e Gothic Revolution Time (Ufficio Stampa e Marketing), Cut Up Publishing è ancora capeggiata da Fabio Nardini, storico fondatore e direttore generale.

Visita il nuovo sito di Cut Up Publishing: www.cut-up.it
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Auguri dai Ghosts ai Cutters.

Pensiero del Giorno - Andrea Pazienza 25/06/2016

La pazienza ha un limite. Pazienza no. (Andrea Pazienza)

Sacrificial Nights di Bruce Boston e Alessandro Manzetti

Sacrificial Nights
Bruce Boston e Alessandro Manzetti
Kipple Officina Libraria

La redazione GHoST segnala una nuova raccolta in ebook di poesie e brevi racconti dark in lingua inglese: Sacrificial Nights. Autori sono i vincitori del Bram Stoker Award Bruce Boston e Alessandro Manzetti che combinano il loro talento nella poesia e nella narrativa mescolando vari generi e sottogeneri, dall'horror al surrealismo, dal crime al noir. Ambientata in una città americana, Sacrificial Nights. Uno spaccato dark esistenziale dai contenuti espliciti.
raccolta le vicende di alcuni abitanti che vivono nelle strade e negli angoli più oscuri e perversi della città; prostitute, protettori, un ladro, un piromane, un killer psicotico, un detective della polizia e molti altri. I racconti delle loro storie sono arricchiti dalle illustrazioni dell'artista inglese  Ben Baldwin.

Sacrificial Nights
Award Bruce Boston e Alessandro Manzetti 
Kipple Offcina Libraria 2016
1,95 euro. In epub e mobi
ISBN: 978-88-98953-56-1


GLI AUTORI
Bruce Boston è nato a Cattolica da una famiglia ebrea nel 1943, ed è cresciuto nel sud della California nell'età del rock'n rll della guerra fredda e della corsa allo spazio. Durante il 1961-2001, ha vissuto a San Francisco Bay Area e si è laureato presso l'Università della California, a Berkeley. E' stato attivo nella cultura psichedelica e nella protesta politica degli anni sessanta.
Ha svolto vari lavori tra cui programmatore di computer, professore universitario, scrittore tecnico, designer, proiezionista e giardiniere. Ora vive a Ocala, in Florida, una volta conosciuta come La Città degli alberi, con sua moglie, la scrittrice-artista Marge Simon
e i fantasmi di due gatti.

Alessandro Manzetti è autore di narrativa e poesia horror, vincitore del Bram Stoker Awards, editor e traduttore. Ha pubblicato, in Italiano e Inglese, anche con lo pseudonimo di Caleb Battiago, varie opere, tra le quali due romanzi, Naraka - L'Inferno delle Scimme bianche e Shanti - La Città Santa, raccolte di poesie racconti, tra le quali Kannibalika, Limbus, Weird West Blues,  Parigi Sud 5, I Giorni della Gallina Nera,  Midnight Baby. In inglese ha pubblicato raccolte di racconti, come The Monster, the Bad and the Ugly (con Paolo Di Orazio come coautore) The Massacre of the Mermaids, The Shaman, Dark Gates  (con Paolo Di Orazio come coautore), Stockholm Syndrome  (con Stefano Fantelli come coautore), e le raccolte di poesie dark,  Venus Intervention  (con Corrine De Winter come coautrice),  Eden Underground. Diversi suoi racconti e poesie sono stati pubblicati su magazines e antologie in Italia, Stati Uniti e Inghilterra, tra i quali Mar Dulce, The Horror Zine, Dark Moon Digest, Devolution Z Magazine, Disturbed Digest, Illumen Magazine, Rhysling Anthology,  Bones III  Anthology,  Il Buio Dentro,Danze Eretiche Volume 2, I Sogni del Diavolo.   La sua raccolta di poesie  Eden Uderground  ha vinto il Bram Stoker Awards® 2015 e ha ricevuto una nomination per  l'Elgin Award 2016, La   sua raccolta di poesie dark  Venus Intervention  ha ricevuto una nomination per il Bram Stoker Awards® 2014 e per l'Elgin Award 2015. Sue poesie hanno ricevuto la nomination al Rhysling Awards 2015 e 2016. Sei dei suoi racconti hanno ottenuto una recommendations da Ellen Datlow per il  Best Horror of the Year 2014. Ha tradotto opere di Ramsey Campbell, Richard Laymon, Poppy Z. Brite, Edward Lee, Graham Masterton, Gary Braunbeck, Lucy Snyder, Lisa Morton e Gene O'Neill. E' fondatore ed Editor in chief di Independent Legions Publishing, Italian Representative per la Horror Writers Association, curatore della collana K-Noir di Kipple Officina Libraria, e responsabile dei diritti esteri per Cut Up Edizioni
   

Marco Schnabl - Vero bluesman

Marco Schnabl - Marco Schnabl

La redazione GHoST vi presenta un'artista davvero degno di nota. Non sappiamo quanti veri bluesman ci sono in Italia. Certamente uno di loro è Marco Schnabl.
Produttore,  chitarrista, cantante  e  compositore,  la sua musica si ispira alla necessità impellente di comunicare profonde emozioni.
Dopo quindici anni in giro per il mondo come chitarrista della sua ex band, prima Foghenaist poi Mother of Pearl, e cinque anni di assenza dall’industria, a causa di motivi personali, oggi l’artista riprende il suo percorso musicale scrivendo per mettersi a nudo. Il concetto di nudità, ripreso anche nell’artwork del disco, è forse quello che più gli si addice. Testi personali e profondamente emozionali, arrangiamenti sobri e minimali, ricerca di melodie ispirate ed atmosfere eleganti, trovandosi perfettamente a suo agio in quanto questo il territorio della sua creatività. Niente maschere, solo una forte voglia di tornare ad esprimersi con il suo linguaggio. La musica.

Il suo EP dal titolo Marco Schnabl contenente sei brani,  sarà pubblicato nell’estate 2016, ecco la track list:
Time to go Home
Solitude
The song that no one will sing
A different day
Who’s gonna take care of me 
The cinema show

La foto della cover è stata scattata da Claudia Col.

Marco Schnabl ha iniziato a suonare la chitarra molto presto e, all'età di 17 anni, divenne membro di una delle migliori band della città di Taranto chiamata Velvet.
Ha co-fondato nel 1994 il gruppo Foghenaist, cambiato poi in Mother of Pearl, e, a partire dal 1995, dopo aver vinto il concorso nazionale Arezzo Wave, ha iniziato un’intensa attività live.
Dopo aver firmato nel 1996 un contratto con "Edizioni La Bionda" ha iniziato a registrare nuovo materiale presso il “Logic Studio” di Milano.
Col trasferimento a Londra nel 1997, ha la possibilità, sempre con la sua band, con la quale rimarrà
fino al 2004, di suonare in centinaia di diverse venues nel Regno Unito (Cavern, Electric Ballroom,
The Bedford ...), in Irlanda (Point Depot, Wheelans, Eamonn Doran’s ...), l'Italia (Cencio’s, Tunnel
...) e negli Stati Uniti (CBGB’s, The Chance Theatre ...) oltre a registrare altri due album di cui uno
mai pubblicato ma disponibile sul profilo soundcloud dell’artista.
Nel  frattempo,  nel  1998,  ha  lavorato  come  assistente  di  produzione  ad  MTV  e  poi  ha  studiato ingegneria del suono conseguendo il diploma RSA il quale gli ha permesso di insegnare, dal 2000 al 2009, alla Islington Music Workshop di Londra e all’Alchemea Premiere School of Sound, sempre a Londra.
Ha lavorato come tecnico del suono e chitarrista  “session” presso alcuni dei più grandi studi di
registrazione di Londra quali Sphere Studios, Metropolis, ecc ...
Ha collaborato con il compositore Guy Farley, i produttori Nick Tauber (Marillion, Ten Years After) e  Chris  Kimsey  (Rolling  Stones,  Peter  Tosh,  Peter  Frampton,  Marillion,  Killing  Joke  …),  i  Duran Duran  ed  ancora  una  lunga  lista  di  artisti  indipendenti,  che  si  conclude,  nel  2009,  col  mix  e mastering dell’album di debutto di Tallulah Rendall prodotto da Marius De Vries e distribuito da Universal.
Ha  registrato,  inoltre,  The  Bulgarian  Symphony  Orchestra  nel  2003  presso  il  prestigioso  SIF  309 Studio di Sofia.
Nel  2010,  dopo  13  anni  molto  intensi,  prende  la  decisione  di  trasferirsi  nuovamente  in  Italia, tornando a scrivere canzoni nel 2014.
Ricco d’ispirazione forma la sua band e registra, a porte chiuse, un concerto col nuovo materiale al Tatà Theatre nella sua città natale, Taranto, il 27 agosto 2015.
La sua musica è da subito molto apprezzata perchè mix vincente di brit rock, soul, blues e un po’ di psichedelica; di fatto, il video, della durata complessiva di 38 minuti, una volta caricato sul canale YouTube, raggiunge velocemente le 5k visualizzazioni ed ora ha bucato le 8k.

Al momento il video viene trasmesso in tutto il mondo dalla web tv inglese WWW.A1R.TV

Il suo EP dal titolo Marco Schnabl contenente i sette brani sarà pubblicato a fine giugno 2016.
Intanto, su Ulule.it si è conclusa con enorme successo la campagna di crowdfunding per la stampa
del vinile. Tra le ultime recensioni positive c'è quella del suo amico e leggendario produttore (ben
sette album per i Rolling Stones) Chris Kimsey.
Il Club GHoST augura a Marco Schnabl sempre più successo. E' un artista che davvero se lo merita.

a cura di Luca Bonatesta

A Passion Play - La storia di Ian Anderson e dei Jethro Tull Brian Rabey

La redazione GHoST segnala
A Passion Play
La storia di Ian Anderson e dei Jethro Tull
Brian Rabey
Collana: Rock People

Brian Rabey, da sempre un acceso fan dei Jethro Tull, ripercorre la storia di Ian Anderson e della band a partire dagli esordi negli anni Sessanta, sotto il nome di The Blades, esaminando la loro ascesa a superstar e il processo di costante innovazione musicale che hanno portato avanti. L’affascinante racconto è in gran parte narrato attraverso la voce degli stessi musicisti: personaggi chiave quali Mick Abrahams, Martin Barre, Clive Bunker, Glenn Cornick, Jeffrey Hammond-Hammond, Doane Perry e lo stesso Anderson.
Nella seconda parte del libro veniamo introdotti al pensiero di Ian Anderson, che ci si rivela così come una delle figure più eloquenti e profonde del rock britannico.
Nell’arco di trent’anni l’autore lo ha intervistato più volte, affrontando con lui i più svariati argomenti: la composizione musicale, l’ambiente della musica rock, le tensioni tra i membri della band, Frank Zappa e molto altro. Un vero e proprio trattato per tutti gli appassionati di un protagonista della musica
dell’ultimo mezzo secolo.

A Passion Play
La storia di Ian Anderson e dei Jethro Tull
Brian Rabey
Collana: Rock People
pag.264
25 euro
ISBN: 9788862225298

Pensiero del Giorno - Steven Blush 24/06/2016

L’hardcore (HC) non è stato soltanto musica, è diventato anche un movimento politico e sociale. Chi ne ha fatto parte ha formato una tribù a sé stante. Alcuni di questi erano persone sconvolte o che avevano subito abusi, e in questa musica estrema trovavano una via di fuga. Altri cercavano un mondo migliore o la maniera di abbattere lo status quo, ed erano parecchio arrabbiati. Quasi tutti volevano soltanto fare un gran casino. L’hardcore, un genere aspro e privo di compromessi, ha creato uno stile di vita ridotto all'osso. La sua intensità ha portato tanti nervi allo scoperto. Tutti noi a quei tempi eravamo aggressivi, incazzosi. (American Punk Hardcore - Steven Blush)

Amore e altri scarabocchi di Gianluca Veltri

Amore e altri scarabocchi
di Gianluca Veltri
Kipple officina libraria

“Osservava, rifletteva e analizzava le sfumature a volte lievi, altre grossolane, dei loro differenti modi di essere.
Dopo alcuni mesi di elucubrazioni emotive e confuse, Angela giunse alla conclusione che il suo Giampiero non era altro che uno stronzo.”
Personaggi comuni e meno comuni, le cui vite sono stravolte dall’amore, nelle sue differenti sfumature. Sette storie ironiche, graffianti, appassionate, divertenti, metropolitane.
Gianluca veltri ama la lettura, il dialogo e raccontare storie. “Gianluca non è una persona abituata a vivere la vita come una poesia, piuttosto è giusto affermare che considera l’intera vita come una poesia." 
Il libro è stato anche oggetto di un omonimo reading mulitmediale alla libreria “Pagina 18”. L'autore ha letto dei brani tratti dai suoi racconti. Ha partecipato alla lettura Pierlugi Arcidiacono, scrittore e poeta. La soundtrack di elettronica minimale, composta per l'occasione, era a cura di Fabio Duillo, produttore musicale e DJ. Manuela Rimoldi ha curato la proiezione di video e foto. Una serata coinvolgente e suggestiva.

Amore e altri scarabocchi
di Gianluca Veltri
Kipple edizioni
96 pgg.
13,00 €
ISBN: 978-88-95414-06-5 

L'AUTORE
Gianluca Veltri – E’ nato a Milano dove tuttora vive. E’ titolare di Anadema Haircut, prestigioso indirizzo dedicato al binomio arte e capelli. Da oltre quindici anni organizza eventi culturali nel capoluogo meneghino. Ha pubblicato una raccolta di racconti, Amore e altri scarabocchi (Kipple 2007), i romanzi L’odore dell’asfalto (Nobeer, 2011), La dimora del Santo (Happy Hour, 2013 e allegato nel gennaio 2014 al quotidiano "Il Sole 24"), Mi ricordo il tuo profumo (Piemme Mondadori e-book, 2014), e la riedizione de L’odore dell’asfalto (Piemme Mondadori e-book, 2014). Ha partecipato con diversi racconti a numerose antologie, suoi racconti sono contenuti nelle antologie Delitti d’acqua dolce (Lampi di stampa) e Delitti di Lago (Morellini Editore). Collabora con alcune riviste di Style e Fashion a distribuzione internazionale. Suoi racconti sono contenuti nelle antologie Delitti d’acqua dolce (Lampi di stampa) e Delitti di Lago (Morellini Editore)

a cura di Luca Bonatesta

Robert Johnson. Crossroads Il blues, il mito - di Tom Graves

La redazione GHoST segnala un libro davvero interessante edito da Shake Edizioni.

Robert Johnson. Crossroads – Il bues, il mito di Tom Graves

Da ragazzo, Robert Johnson frequentava i bordelli per ascoltare i grandi maestri del blues come Son House. Non gli ci volle molto per imbracciare una chitarra, ma le sue performance non erano apprezzate. “Faceva solo del gran casino” raccontava Son House. Due anni dopo, quando House riascoltò Johnson suonare, rimase letteralmente a bocca aperta davanti a tanta maestria. Secondo la leggenda, per diventare così bravo in così poco tempo, aveva stretto un patto con il diavolo a un incrocio di strada. Poco dopo, quando morì per cause misteriose a soli 27 anni, qualcuno disse che il demonio era venuto a chiedere la sua anima come pagamento. E da allora continua a essere venerato come il più grande bluesman della storia.
Il libro più preciso e completo sulla figura di Johnson. (Blues Bytes)
Chi conosce l’importanza di Robert Johnson per la musica blues e rock amerà questo libro. (Blues Society of Tulsa)
Questo libro va alla ricerca non solo del mito ma anche della verità sulla sua vita, sulla sua arte e sulla sua morte. Una ricerca nel cuore dell’America e nel cuore di chiunque ami la “musica del diavolo”.

Come scrive Tom Graves: “Per chi è stato adolescente nel 1956, quando Elvis Presley sfornava i suoi primi clamorosi successi per l’etichetta RCA e turbava il pubblico americano agitando il bacino in televisione, quale poteva essere il genere musicale più interessante da ascoltare mentre si facevano i bagagli per lo studentato universitario e il rock&roll stava perdendo freschezza e mordente? Elvis era in servizio militare, Chuck Berry in galera per avere portato una prostituta oltre il confine di uno stato, Jerry Lee Lewis era in esilio e suonava ai balli liceali di Memphis dopo avere impalmato la cugina tredicenne, Little Richard aveva scoperto la religione e stava studiando per diventare reverendo e Buddy Holly moriva in un incidente aereo. Lo stesso rock&roll sembrava morto e sepolto e, anche se i bianchi che ascoltavano il rhythm&blues erano sempre più numerosi, l’America rimaneva segregata sotto tanti aspetti musicali e culturali.
Per i ragazzi destinati al college, il rock&roll era diventato un po’ troppo simile a un “adolescenza istituzionale”, come l’ha definito un autore. Era diventato un prodotto sterilizzato, privato dei canini, per adolescenti, che raramente conteneva promesse che andassero oltre l’amore bamboccesco e il fare coppia fissa. Tanta gente stava cercando una dose più robusta di mondo reale nella musica che ascoltava, e di sicuro non la trovava nelle classifiche pop, in particolare se voleva qualcosa che avesse una qualche valenza sociale o in cui scavare in cerca di un significato culturale più profondo. Naturalmente la musica classica, l’opera lirica e in una certa misura il jazz potevano soddisfare queste esigenze musicali, ma se avessi cercato canzoni che fossero un pelino più vicine a te, qualcosa che uno studente “hip” potesse ritenere “cool”? E se fossi stato stufo marcio della musica sana?”

Graves poi ricorda: “La camminata a papera di Chuck Berry lungo il palcoscenico o Jerry Lee Lewis che dava letteralmente fuoco al pianoforte.” e fa presente che la nuova scena folk e impegnata, ancora non hippy, non aveva il mordente del rock'n roll originario.

“La protesta implicita in tanti pezzi folk non andava più di tanto contropelo al gusto dell’epoca, perché gli artisti dalla voce d’angelo sembravano così dannatamente carini rispetto a quegli urlatori rock&roll dai capelli unti e con gli occhi spiritati, che sembravano e si comportavano più da lavativi che da studenti con il massimo dei voti. Alcuni folksinger come Bob Dylan inventarono una personale variante di talking blues in cui raccontavano una lunga storia in rima su una semplice progressione blues della chitarra acustica, inframmezzata da qualche acre commento al veleno sui problemi della società americana. Altri cantanti folk come Peter, Paul and Mary e Simon and Garfunkel innestarono invece le melodie e le sensibilità delle canzoncine pop nella tradizione folk creando un prodotto commerciale accettabile ai giovani quanto alle generazioni più mature.
Il successo di massa della musica folk costrinse molti duri e puri del folk a scavare più a fondo nelle viscere delle tante musiche popolari americane in cerca di una maggiore “autenticità”. Fu a questo punto che centinaia se non migliaia di universitari americani cominciarono a riscoprire alcuni degli originali bluesmen del Delta ancora in vita.”
“Nel 1959” scrive ancora Tom Graves “uscì un libro intitolato semplicemente Country Blues, scritto dal critico/musicista Samuel Charters, che finalmente riusciva a riannodare in un tutto unico le storie del blues prebellico, del blues postbellico, del primo jazz, del rhythm&blues, degli spiritual, del gospel e della musica folk.
Ancor più importante fu l’album allegato al libro, contenente le incisioni di bluesmen dimenticati da tempo, tra cui un brano di Robert Johnson, Preaching Blues, la prima riedizione di un suo pezzo in vent’anni. L’esaustivo saggio di Charters e il disco allegato hanno aperto la strada al revival del blues nel decennio successivo e puntato i riflettori sulla vita e sulle opere del misterioso Robert Johnson.
Nel 1961 la Columbia Records, che possedeva i master e i supporti fonografici rimasti di tutte le incisioni di Robert Johnson, decise di far uscire un LP contenente 16 brani selezionati intitolato Robert Johnson: King of the Delta Blues Singers. È praticamente certo che sia grazie a John Hammond che questo album è diventato realtà. Quale momento migliore del 1961 per riproporre al pubblico americano le canzoni da tempo dimenticate di uno dei più grandi e fantomatici cantanti country blues di tutti i tempi?”

Tom Graves nel suo libro ricorda come Bob Dylan, uno dei più grandi cantautori viventidescrisse il suo primo ascolto di Robert Johnson:

“Sin dalla prima nota le vibrazioni che uscivano dall’altoparlante mi hanno fatto rizzare i capelli in testa. I suoni lancinanti della chitarra potevano quasi sfondare i vetri di una finestra. E quando Johnson ha cominciato a cantare sembrava uno che fosse spuntato dalla testa di Zeus già completo di armatura. Sono riuscito immediatamente a capire la differenza tra lui e tutti gli altri che avevo sentito. Non erano le solite canzoni blues, questi erano pezzi perfetti, ogni canzone era composta da quattro o cinque strofe, ogni distico intrecciato al successivo in una maniera inaspettata… Erano inafferrabili quanto a portata e argomento, brevi versi incisivi che formavano una storia panoramica, fuochi di umanità che eruttavano dalla superficie di quel pezzo di plastica rotante.”

Robert Johnson. Crossroads
Il blues, il mito
Tom Graves
ISBN 978-88-97109-10-5
Pagine 128
Euro 14,00

a cura di Luca Bonatesta

Pensiero del Giorno - Bruno Mattei 23/06/2016

Allora si facevano così, era quella che noi chiamavamo bassa macelleria, anche all'estero li volevano sanguinosi. (Bruno Mattei)

Il regista Bruno Mattei (1931-2007) così disse sul suo modo di fare film horror negli anni ottanta.


Niente di più semplice - Lenula

Niente di più semplice - Lenula

La redazione GHoST segnala una bella realtà del rock italiano. Si chiamano Lenula e hanno pubblicato il 15 marzo scorso Niente di più semplice (Beta Produzioni), che segue il felice esordio nel 2013 di Profumi d’epoca.
Il disco ha un chiaro impianto rock, addolcito da un romanticismo tutto blues. Sono undici tracce da ascoltare tutte d’un fiato.
Niente di più semplice si presenta come un album dal sound diretto, di chiaro impatto rock, i cui testi vengono sporcati dall’attitudine blues tanto cara alla band, ma che risultano al tempo stesso scanzonati, romantici e potenti. Una miscela di suoni e parole che getta l'occhio sul mondo in maniera nuda immergendo l'ascoltatore in
 canzoni da ascoltare tutte d'un fiato dove ognuna di esse respira di vita propria.
Lungo la tracklist i Lenula danno sostanza a tutta la loro creatività, spaziando tra le varie anime che compongono il trio: troviamo richiami black nelle potenti e sensuali Pulsazioniblues e Come una stella che brucia, l’irrequietezza di Anime oppure la durezza del rock nell’iniziale, bella e poetica, Senza stanze per nascondersi e nella centrale titletrack, scalpitando nella ribelle Mostri oppure immergendosi nei racconti allucinanti de Nella perdita e nell’onirica L’uomo che era.
La chiusura viene affidata a brani che portano l’ascolto su melodie invece più rilassate, libere da ogni contrasto e da qualsiasi contrapposizione, come la decadente Il paradiso. Si termina con Sogni di sempre, un charleston pieno di sogni e speranze, “…sogni di magie autentiche, sogni di sesso, sogni di sempre...esco solo un attimo”
I Lenula realizzano un ottimo rock cantato in italiano che somma l'esperienza del progressive anni settanta con il rock moderno e l'esperienza dei cantautori. Una fusione ottimale quindi. Evitiamo l'antipatica, per chi scrive, giostra dei nomi e dei paragoni. I Lenula sono i Lenula e basta. Il suono è diretto e pieno di sfumature nello stesso tempo. Allo stesso modo i testi, molto originali, sono poetici: a tratti complessi a momenti semplici, a volte surreali e fantastici. Sono esistenziali e malinconici. Parlano di guerre interiori e di relazioni amorose, ma anche di ricordi di infanzia. Dolcezza, malinconia, rabbia e speranza traspaiono dai testi di Gabriele Paparella, anche cantante e chitarrista della band, e dalle musiche dei Lenula. La chitarra e la voce di Gabriele si rincorrono e si intrecciano senza mai che una sovrasti l'altra. Così anche la sezione ritmica (potente  e precisa) di Ciro Nacci (basso) e Gabriele Conserva (batteria) e il piano (ancora Ciro) si inseriscono nella creazione di un equilibrio musica/testi che è raro trovare in una band di rock italiano. Volete proprio che li paragoni a qualcuno? Leggete i nomi  a cui hanno fatto da apertura e con cui hanno suonato. E sappiate che non sono da meno di loro. È da un po' che chi scrive  (amo il rock cantato in italiano) cercava una band come i Lenula. E mo' chi vi lascia, ragazzi? Al prossimo disco e ai prossimi concerti. Continuate così.

Nel disco Niente di più semplice hanno suonato:
Gabriele Paparella: voce, chitarra, armonica
Ciro Nacci: Rhodes piano bass, basso, philicorda, wurlitzer, rhodes, toypiano, pianoforte
Gabriele Conserva: batteria, percussioni
I testi sono di Gabriele Paparella. La musica e gli arrangiamenti nascono dal lavoro collettivo dei tre membri dei Lenula.
Il disco è stato registrato, mixato e masterizzato presso il SudEst Studio di Guagnano (Le) da Matilde Davoli (estate 2015) e prodotto da Lenula & Laboratorio Collettivo

I Lenula nascono nel 2007 in un piccolo paesino della provincia di Brindisi. Sono Gabriele Federico Paparella (chitarra e voce), Ciro Nacci (piano bass e organo), Gabriele Conserva (batteria).
Nel marzo 2012 vincono il bando di Puglia Sound Recording "Promozione di nuove produzioni discografiche" e pubblicano il loro primo lavoro discografico Profumi d'epoca con Pelagonia Dischi e La Fabbrica.
Nei seguenti anni percorrono in lungo e in largo la penisola, tra innumerevoli festival, eventi e live, aprendo concerti di artisti come The Niro, Nobraino, Richard Sinclair, Il Pan Del Diavolo, Massimo Volume, Diaframma, Raiz, Giuseppe De Trizio, Fausto Mesolella, e condividono il palco con Amerigo Verardi, Piero Pelù e Gianni Maroccolo.
Nel 2015 terminano e producono il secondo album Niente di più semplice uscito il 15 marzo 2016.

a cura di Luca Bonatesta


Pensiero del Giorno - Friedrich Wilhelm Niectzsche 22/06/2016

E coloro che furono visti danzare vennero giudicati pazzi da quelli che non potevano sentire la musica. ( Friedrich Wilhelm Niectzsche)
  

Nero Metafisico di Paolo Di Orazio

Nero Metafisico - 23 racconti tra la carne e l’inferno
di Paolo Di Orazio.
Nicola Pesce Editore

Il Club GHoST segnala un libro che sarà nelle librerie il 23 giugno prossimo.

Sono ventitré racconti tra il nero e il metafisico partoriti dal pioniere dello splatter punk horror italiano, dove spirano omaggi a Edgar Allan PoeHoward. P. Lovecraft e ai Crepuscolari.
Tra questi, La Vendemmia, tradotto col titolo Hell per la raccolta inglese Dark Gates (edizioni Kipple, con Alessandro Manzetti), inserito nella lista mondiale Best Horror of the Year 2014 redatta da Ellen Datlow.

Possessioni demoniache, patti infernali, paranoia, ossessione, complotti, terrorismo, morti che tornano alla vita, feste di compleanno che portano sangue, cavalieri dopo l’Apocalisse, un bambino che piange lacrime divine, case maledette, santi e miracoli, santeria, voodoo alla romana, dèmoni cittadini e di campagna, vendette. Un horror che è sia splatter che “nero metafisico”, nel più antico e lovecratiano senso del termine.
Nero Metafisico è diviso in tre parti: Serpenteria, Limboscopìa e Metropolitànatos, e i racconti abbracciano la produzione di Di Orazio dal 1990 ad oggi.
Crediamo che questo libro sarà apprezzato da tutti i fan dell'horror. Italiano e straniero. Perché ormai dove è la differenza?

Dalla quarta di copertina riportiamo due estratti simbolici della raccolta:

“Pietro vide Francesca fermarsi tra vampe di luce promanate dal camino. Mentre scopriva come la donna fosse cambiata morendo, una bolla di vermi esplose sotto le ascelle di Pietro. Li sentì ribellarsi tra braccia e torace ma non li scacciò. Erano parte di lui. L'uomo vide gli zoccoli di Francesca e nel buio i suoi occhi rosso scarlatto.”

“E se fossimo già morti? Edificando cimiteri viventi, arredati per la nostra quiete.
Futili benefici che invecchieranno in un attimo tra polveri del tempo.”

Per chi vuole approfondire:
http://www.edizioninpe.it/product/nero-metafisico
A questa pagina è possibile sfogliare per intero La vendemmia!

Nero Metafisico - 23 racconti tra la carne e l’inferno
Paolo Di Orazio
ISBN: 978-88-97141-63-1
Brossurato, 384 pgg.
Prezzo: 14,00 euro
Editore: Nicola Pesce Editore
Collana: Narrativa


L'AUTORE
Paolo Di Orazio è un veterano dell'horror. Sia letterario che a fumetti. Tra i suoi numerosi romanzi ricordiamo, Il prigioniero del buio (Granata Press), Vloody Mary. Iliade necrolesbo di una deejay rock (Coniglio Editore), Primi Delitti (Castelvecchi) e Debbi La Strana e  Le avventure bipolari del coniglietto Ribes (Cut-up). La Independent Legions Publishing ha da poco ristampato L'incubatrice, un suo racconto classico. Orazio è anche ideatore e direttore della rivista Splatter (l'edizione anni 90 edita da Acme e quella attuale), per cui scriveva e scrive le sceneggiature. Ha anche pubblicato per il mercato USA, con Alessandro Manzetti come co-autore, Dark Gates e The Monster, the Bad and the Ugly e, come autore unico, My Early Crimes. Il suo racconto Hell (da Dark Gates) è stato inserito nella lista del Best Horror of the Year - Volume 7, curato da Ellen Datlow. È Active Member dellaHorror Writers Association.
Nel 2015 Cut -up ha dato alle stampe Black & Why - Comic Book of Dead, che raccoglie disegni e fumetti di cui Paolo Di Orazio è autore completo. Lo scrittore/disegnatore è anche musicista: suona la batteria.

Per chi vuole conoscere le altre produzioni di Nicola Pesce Editore può andare sul loro sito: edizioninpe.it.
Pubblicano fumetti italiani e stranieri. Qualche nome: Jacovitti, Guido Buzzelli, Bruno Brindisi, Neil Gaiman, Moebius, Miguel A. Martin, Enzo Rizzi. Ma anche saggistica: Materia oscura sull'arte del grande David Loyd (V for Vendetta) per esempio. E poi c'è la narrativa: Primo Sangue (da cui è tratto il primo Rambo) di David Morrel,  Orologi senza tempo (una antologia fantasy con Barbara Baraldi, Licia Troisi, Cecilia Randall e altri), Roberto Ferraresi e altri.

Nicola Pesce Ediore è anche su
https://www.facebook.com/EDIZIONINPE
https://twitter.com/NicolaPesceEdit
https://www.instagram.com/edizioninpe


a cura di Luca Bonatesta
  

Pensiero del Giorno - Fernando Pessoa 21/06/2016

Il corpo vive perché si oppone incessantemente alla gravità. L'anima vive perché si oppone di continuo alle tentazioni. Io sono colui a cui tutto si oppone. Il suo rifiuto non mi mortifica affatto, al contrario mi fa vivere. (L'ora del diavolo - Fernando Pessoa)

  

Nyarlathotep di Rotomago e J. Noirel.

Nyarlathotep di Rotomago e J. Noirel.

La Nicola Pesce Editore presenta un cartonato a fumetti ispirato a H.P. Lovecraft creato da Rotomago e Julien Noirel.
Dovendo giudicare dalle tavole in anteprima, sembra molto bello e interessante nel complesso: sia i testi che i disegni.  Appare additittura superiore alle interpretazioni lovecraftiane di Alan Moore e Jacen Burroews con il loro Providence. Ovviamente dovrei leggere il volume per intero per averne la certezza e approfondire, magari con una recensione. Non vedo
l'ora di farlo.
Milioni di appassionati conoscono Lovecraft, maestro indiscusso dell’orrore, da Cthulhu a Nyarlathotep, all’arabo pazzo Abdul Alhazred. Il messaggero degli Antichi Nyarlathotep, il Caos vivente, appare per la prima volta nel racconto omonimo, scritto nel 1920. In questa storia, egli viene descritto, a differenza degli altri dèi del pantheon lovecraftiano, come un uomo alto dalla carnagione scura, poliglotta, che ricorda un faraone dell’antico Egitto. Sotto queste sembianze, Nyarlathotep vaga sulla Terra per raccogliere legioni di seguaci, i quali finiscono col perdere pian piano il contatto con il mondo che li circonda. La sua missione, che lo distingue dagli altri Antichi, è di condurre l’umanità alla follia.
memoria la mitologia di


Nyarlathotep 
Autori: Rotomago, Julien Noirel tratto da: H.P. Lovecraft
ISBN: 978-88-97141-78-5
Cartonato, 64 pp., a colori 14.90€
Per info e acquisti: http://www.edizioninpe.it/


a cura di Luca Bonatesta

Scomparso Anton Yelchin, il Chekov del nuovo Star Trek

E' morto a soli 27 anni Anton Yelchin l'attore che ha interpretato il ruolo di Chekov nei nuovi film di Star Trek. Nato a Leningrado nel 1989 da famiglia ebrea, secondo quanto riportato dal Los Angeles Times, Yelchin sarebbe rimasto vittima di un terribile incidente stradale, schiacciato dalla sua stessa auto contro una casella postale in muratura, nel cortile di casa sua nella San Fernando Valley. Quando è stato trovato la macchina aveva ancora il motore acceso ed era in folle. Un agente della polizia ha detto al quotidiano che a trovare il suo corpo sono stati alcuni amici, che sono andati a cercarlo dopo che non si è presentato a una prova.
L'attore aveva cominciato a recitare già a nove anni, ricevendo ottimi consensi soprattutto per Cuori in Atlantide (2001) e House of D (2004). Nel 2008 a diciannove anni assume il ruolo di Pavel Chekov (il russo della Uss Enterprise) in Star Trek di J.J. Abrams, mentre nel 2009 interpreta Kyle Reese in Terminator Salvation. In veste di Pavel Chekov ritorna poi in Star Trek Into Darkness e apparirà ormai postumo anche nell'ultimo episodio Star Trek Beyond che uscirà il 22 luglio nelle sale americane.
Yelchin era un attore con ottime prospettive di carriere, un grande lutto nel mondo del cinema.

Pensiero del Giorno - I Ching 20/06/2016

Così come il caos tumultuoso di un temporale
porta una pioggia nutriente
che consente alla vita di fiorire,
anche nelle vicende umane i momenti di progresso
sono preceduti da momenti di disordine.
Il successo arride a coloro che sono
in grado di resistere alla tempesta.
(I Ching - Il Libro dei Mutamenti)

Se sapessi come fai - L'omicidio di Luigi Tenco

Se sapessi come fai
Disegni: Valerio Gaglione
Testi: Giuseppe Bità
Edizioni Il Foglio. Collana Comics a cura della Electric Sheep Comics.

Se sapessi come fai ha un sottotitolo: Le cinque prove dell'omicidio di Luigi Tenco.
Giuseppe Bità mi ha quasi convinto: Luigi, forse, è stato ammazzato.
Il fumetto racconta di una lezione con schermate video tenuta (sul serio? Penso di sì) dallo stesso Bità in cui descrive le cinque prove che dimostrano l'omicidio di Luigi Tenco.
Coinvolgimento di Tenco con la politica (prima Psi, poi Pci), verdetto della procura dopo la riesumazione nel 2005 del cadavere, lettera rinvenuta dopo la morte di Luigi Tenco e affibbiata a lui frettolosamente e colpevolmente.
Sono questi alcuni degli elementi che Bità analizza usando, insieme a Gaglione, una scrittura cronachistico-narrativa serrata e dilatata a seconda del bisogno: a volte i due dividono la tavola in diverse vignette, altre usano delle tavole a vignetta unica intera, che quasi sempre ritraggono Luigi Tenco. Lo stile è elegante e originale, semplice e coinvolgente. Intrigante. Didascalie anche lunghe, ma non pesanti alla lettura, si alternano ai balloon. Spicca la tavola con Licio Gelli il Gran Maestro P2. Anche loro coinvolti. Insieme al Sifar e a politici nazionali.
Per scrivere un fumetto del genere è necessario coraggio. E Bità ci aggiunge anche una capacità notevole di sceneggiatore. Al punto che mi incuriosisce: la sua biografia non parla di attività come scrittore o sceneggiatore di fumetti o anche cinematografico o televisivo. Come è possibile? Un talento così non può venire dal nulla.
Inoltre alla forma di giornalismo-fumetto (ma Giuseppe Bità non è neanche un giornalista accidenti. Che fai nella vita, Bità? Lo voglio sapere), l'opera affianca delle sequenze di fumetto tout court. In alcune Luigi Tenco compone Se sapessi come fai e in altre, drammatiche, il cantautore viene ammazzato.
E' un fumetto straordinario!
Da farci un film.
Consigliato ad amanti dei fumetti, come me, di Luigi Tenco, come me, della musica italiana e anche a produttori cinematografici e/o televisivi o registi con le palle.

Se sapessi come fai 
Testi: Giuseppe Bità
Disegni: Valerio Gaglione
Edizioni Il Foglio. Euro 12
ISBN: 978 88 7606 544 6
Il libro è disponibile su www.mondadoristore.it e altre librerie on line. Giuseppe Bità non prende alcuna percentuale.
Chi vuole saperne di più, può andare su questa pagina Facebook.
https://www.facebook.com/casotenco


Gli autori.
Valerio Gaglione (Acqui Terme 1989) ha studiato illustrazione presso l'Accademia di Belle Arti di Genova. È cantante e leader dei Nonostanteclizia, band alternative-post rock di Acqui Terme. Se sapessi come fai - Le cinque prove dell'omicidio di Luigi Tenco è la sua prima graphic novel.

Giuseppe Bità è nato a Milano 43 anni fa. Nel 2006 ha fondato l'Associazione Luigi Tenco 60's – La verde isola che si occupa a 360° del cantautore continuando a promuoverne il patrimonio artistico. Parallelamente l'associazione cerca di far riaprire il caso Tenco chiedendo la convalida dell'omicidio. Nel 2008 sono state poi diffuse cinque prove volte a dimostrare l'omicidio di stampo politico del cantautore. Prove decisamente credibili visto il riscontro avuto dalle testate nazionali e dai canali tv (Rai 2, Rai 3, Rete 4, Odeon tv, Gbr) che le hanno largamente diffuse. Nonostante l'ampia risonanza avuta, le istituzioni hanno però continuato a ignorare la versione di Bità respingendo con tutte le forze le evidenze dell'omicidio. Giuseppe Bità non è un giornalista e non vuole farsi strada con quanto ha scoperto. Ama Luigi Tenco e desidera solo restituirgli quella dignità umana messa in ombra dal suo patrimonio artistico. Come direbbe Luigi stesso: “E' l'uomo a generare l'arte e non il contrario. Cos'è dunque più importante?”


di Luca Bonatesta

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Volete fare i fighi o le fighe andando in giro, di giorno e di notte, con indosso una maglietta con stampato sopra il viso di Howard Philips Lovecraft, il solitario (è falso!) di Providence? O con il demone Pazuzu da L'Esorcista di William Friedkin? Ancora con un pesce scheletro? Oppure con scritte tipo: “Warning Zombie Infection”, “Il mio nome è Legione perché siamo molti”, “Non è morto ciò che in eterno può attendere, etc...”, “Pennywse loves Derry”. O volete bere il cappuccino (slurp) o il caffè all'americana (quello che si beve nei romanzi di Stephen King) in belle tazze con sopra un teschio e la scritta “scheletri.com” o con il demone Pazuzu?
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Il vostro racconto stampato!
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Ho detto:
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